Giro di vite sui fumiganti

Le nuove limitazioni poste dal 1 gennaio pongono grossi problemi in particolare per il diserbo delle baby leaf. Scatta la richiesta di autorizzazioni in deroga

Le chiamano baby leaf, piccole foglie. Rucola, valeriana, spinacino, lattughino verde, romana e lollo rossa destinate alle insalate in busta sono tra le colture a ciclo più veloce. Anche solo 24-25 giorni tra semina e raccolta nei periodi più caldi. E, come spesso capita, tale velocità richiede la massima perizia tecnica: coltivarle è come guidare una vettura di formula uno, non c’è tempo per recuperare eventuali errori. E le analogie non si fermano qui: come nel massimo campionato automobilistico anche per le insalate di quarta gamma occorre adeguarsi a regole tecniche che cambiano ogni anno. L’effetto combinato del Reg. 1107/2009 sull’immissione in mercato dei prodotti fitosanitari e della Dir. 128/2009 sugli usi sostenibili degli agrofarmaci limita infatti progressivamente il numero di mezzi tecnici a cui si può fare riferimento per la protezione delle colture. Un effetto particolarmente sentito proprio per le insalate di quarta gamma, perché quello dei fumiganti è il comparto più condizionato dalla riforma fitosanitaria europea.

L’azione di Metam sodio e potassio

Dopo l’addio al bromuro di metile, bandito ormai 10 anni fa per l’effetto sullo strato di ozono atmosferico (un divieto sancito dal protocollo di Montreal), non c’è praticamente prodotto geodisinfestante che non abbia subito revoche o limitazioni d’impiego (si veda tab.). Metam sodio e Metam potassio hanno ricevuto il semaforo verde nel processo di revisione della registrazione (fino al 2022), ma il Reg. 359/2002 ha imposto alcune limitazioni d’uso che scatteranno dal 1 gennaio 2015. Si tratta di sostanze attive ad azione fungicida, erbicida, nematocida ed insetticida. Ingredienti base di formulati che vengono applicati come fumiganti per la disinfezione del terreno prima dell'impianto della coltura (su terreno spoglio). Le proprietà fungicide di queste sostanze attive sono legate al gas metil isotiocianato (Mitc) che si produce nel terreno. Per trasformarsi in gas e fornire i migliori risultati occorre applicare il prodotto a temperature attorno ai 20° (temperature non inferiori a 14° e non superiori a 32°). L’importanza per le orticole di quarta gamma italiane non è però legato all’effetto fungicida, ma soprattutto a quello collaterale di diserbante. «Si tratta – spiega Giampaolo Oliviero, direttore dell'OP Valle Padana – di produzioni ad alto contenuto di qualità e servizio caratterizzate da massima purezza e sicurezza, ovvero zero residui e una tolleranza riguardo alle malerbe che non supera la singola presenza per cassa (circa 5 kg di prodotto)».

I vantaggi degli sprinkler

L’Op Valle padana riunisce un gruppo di aziende specializzate nella produzione di orticole di IV Gamma dislocate soprattutto in Veneto (Tra Rovigo e Chioggia), Fiumicino (Roma) e in provincia di Salerno. L’attuale tecnica di applicazione seguita dalle aziende socie prevede la distribuzione in microdosi 3-4 volte all’anno con l’irrigazione tramite sprinkler (per favorire l’incorporazione del prodotto nei primi 6-7 centimetri di terreno), previo sigillamento delle serre, per ridurre al minimo l'impatto ambientale. L’applicazione tramite l’impianto irriguo e serra sigillata porta ad una altissima sicurezza per l’operatore che si mantiene sempre lontano dall’ambiate di applicazione, annullando anche la possibilità di deriva. Il terreno rimane così privo di infestanti, non occorre effettuare trattamenti erbicidi di post-emergenza (anche perché non ci sono prodotti registrati per questo utilizzo) e sulla coltura non rimane traccia di residui. Dal prossimo 1 gennaio, se non verranno concesse deroghe, la tecnica dovrà necessariamente cambiare. «Il Reg. 359/2012 – spiega Andrea Minuto del Cersaa di Albenga (Sv) – limiterà infatti le applicazioni a una ogni tre anni sullo stesso campo. L’applicazione tramite le macchine per l’iniezione nel terreno sarà autorizzata solo in campo aperto e in serra unicamente mediante irrigazione a goccia. È prescritto l’impiego di una pellicola di materia plastica a tenuta di gas per l’irrigazione a goccia (drip fumigation). In caso di applicazioni a campo aperto il limite massimo di applicazione è di 300 l/ha (corrispondente a 86,3 kg/ha di Mitc)». Secondo il ricercatore si tratta di dosaggi che corrispondono più alle esigenze di un’agricoltura come quella dell’Olanda, dove il prodotto viene usato soprattutto in chiave nematocida, piuttosto che a quelle dell’agricoltura mediterranea (dove si utilizzano circa 1000 kg/ha), ma questa non è la limitazione che preoccupa di più la produzione di insalate di IV gamma, che sono ottenute per lo più sotto serra.

Microdosi da ripescare

Gli aspetti più limitanti sono invece quelli che riguardano i nuovi vincoli sulla tempistica e sui metodi di applicazione, che non sembrano giustificati da alcuna esigenza ambientale. «L’attuale tecnica colturale – aggiunge Oliviero –, oltre ai vantaggi ambientali descritti, ci consente di effettuare 6-7 cicli colturali all'anno, garantendo una continuità di prodotto al consumatore. Senza la possibilità di utilizzare queste soluzioni tecniche, non rimane se non il diserbo a mano con una decisa impennata dei costi di produzione». Alternative come la solarizzazione sono infatti adatte solo ad ambienti più meridionali. «Ci stiamo attivando – afferma Gian Paolo Caponi di Taminco (azienda leader nella produzione di Metam Sodio e Potassio ed unica in Europa a difendere queste s.a.) – per fare fronte a queste difficoltà. Contro le limitazioni previste dal 1° gennaio 2015 l'unica alternativa possibile sembra essere l'ottenimento di usi in deroga ai sensi dell'art. 53 del regolamento 1107/2009». Studi effettuati in Glp (Good laboratory practice) hanno confermato infatti i vantaggi ecotossicologici connessi all’utilizzo degli sprinkler. Nel frattempo Taminco sta producendo una nuova serie di dati e lavori scientifici da presentare presso l’autorità fitosanitaria del Belgio, Paese rapporteur per metam sodio e potassio, volti all'attenuamento e/o alla rimozione delle limitazioni previste.

Le deroghe richieste in Italia riguardano:

  • la possibilità di effettuare più trattamenti fino alle dosi di etichetta, ampliando la finestra dei tempi di intervento;
  • la possibilità di effettuare il trattamento tramite sprinkler e tramite macchine specializzate anche in serra.

«Siamo consapevoli della gravità del problema – sostiene Stefano Franzero di Unaproa, l’Unione che associa gran parte delle Op del settore della quarta gamma – e ci stiamo attivando per supportare le richieste di autorizzazioni in deroga».

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