Una logistica al top per angurie e meloni

logistica
L’azienda agricola La Palazzina di Marco Guarienti Torello nella bassa reggiana nei comuni di Gualtieri e Castelnuovo. Un’organizzazione precisa consente di offrire ai clienti del Nord Italia meloni e angurie a sole 24 ore dalla raccolta

La pianura compresa tra le province di Reggio Emilia e Mantova è particolarmente vocata per la coltivazione di anguria e melone. In questo territorio è possibile ricostruire la storia di queste importanti colture, che hanno visto recentemente l’introduzione di importanti innovazioni compreso in uno sviluppo tecnologico continuo.
L’azienda agricola La Palazzina di Marco Guarienti Torello rappresenta una di queste importanti realtà: ci troviamo nella bassa reggiana nei comuni di Gualtieri e Castelnuovo.
«L’azienda è costituita da due corpi. Uno posto in golena del Po’ di 75 ettari ed uno posto in comune di Gualtieri, la tenuta Santa Vittoria, di 42 ettari. Nel 2016 abbiamo prodotto 22 mila quintali tra zucche (3000), melone (12.000) e cocomero (7000)».
La storia
Una famiglia da sempre inserita nel contesto agricolo del territorio.
«Il corpo aziendale in golena è la proprietà storica della famiglia, mentre la le tenuta S. Vittoria è stata acquistata nel 1972. Il nonno era agricoltore, mentre i miei genitori svolgevano altre professioni, mantenendo sempre una grande passione per l’agricoltura, così, una volta terminati gli studi, sono entrato a pieno titolo in azienda. Il melone è sempre stato una coltura storica di questo territorio, ma noi ad un certo punto abbiamo cominciato ad introdurre delle novità nello schema colturale tradizionale. I primi prototipi di serre fredde li abbiamo sviluppati dalla fine degli anni ‘90 e da lì è iniziato il percorso che ci ha portati ai 22.000 quintali prodotti nel 2106. Nel corso degli anni ci siamo avvalsi di professionalità esterne che ci hanno consentito di crescere costantemente fino ad oggi».
L’azienda si pone in contesto piuttosto variegato, composta da aziende di diverse dimensioni.
«A mio parere le aziende si dividono in tre gruppi. Le aziende di piccole dimensioni, che non dispongono di nessun tipo di potere contrattuale sulla commercializzazione, e si appoggiano a cooperative o a commercianti per vendere il proprio prodotto, le aziende medie, che sviluppano un lavoro di nicchia ben curato e di alto livello sia nella parte agronomica che commerciale e infine le grandi aziende che lavorano su grandi quantitativi di prodotto che riversano nel mercato della Gdo, ma che, per forza di cose non possono avere un’attenzione particolare per la qualità. Noi ci poniamo nel secondo gruppo con produzioni di nicchia che curiamo nei minimi particolari dalla preparazione del vivaio aziendale, alla commercializzazione, inviando sul mercato un prodotto di alta qualità sia per il valore organolettico sia per la lavorazione molto curata. Grazie alla precisa e meticolosa programmazione distribuiamo il prodotto da Firenze a tutto il Nord Italia a 24 ore dalla raccolta».
Il ciclo colturale
Le piantine per il trapianto sono seminate in azienda in appositi tunnel da vivaio e seguite passo passo da un responsabile specializzato in questo tipo di lavoro.
«Le prime semine in vivaio – spiega Marco Guarienti Torello – vengono effettuate ad inizio gennaio e proseguono secondo un calendario ben preciso che ci porta ad effettuare i primi trapianti in serra in febbraio: per l’esattezza nel 2017 abbiamo trapiantato le prime piantine di melone il 25 febbraio. A seguire proseguiamo con un programmazione che prevede per ogni semina il trapianto in un preciso appezzamento. Oggi ad esempio io so già che le semine del 4 maggio saranno trapiantate il 30 maggio in uno specifico appezzamento dove andremo in raccolta 60/65 giorni dopo, a fine luglio, con un’aspettativa di prodotto di circa 70-80 quintali di melone al giorno. In pieno campo i primi trapianti sono previsti in maggio».
Il vivaio aziendale produce le 200.000 piantine all’anno che servono all’azienda utilizzando le tecniche consolidate, ma anche introducendo o saggiando le innovazioni che sono proposte dai consulenti o dai fornitori di mezzi tecnici.
Le prime raccolte
In maggio iniziano le prime raccolte e da questo momento l’attività in azienda si fa più serrata e scandita da tempi precisi.
«La giornata tipo nel periodo di raccolta tra maggio e fine ottobre – racconta Marco Tonello Guarienti – prevede di iniziare con la raccolta per proseguire con la lavorazione che avviene tra la tarda mattinata ed il pomeriggio. Entro le 11 della mattina mi occupo di contattare i clienti e di completare l’ordine di destinazione del prodotto. Si tratta in genere di piccole quantità richieste da una commercializzazione di nicchia: il piccolo negozio o di catene che puntano sulla qualità. Entro le 16,30 completiamo il confezionamento e siamo pronti per la spedizione. Ogni giorno un bilico con il nostro prodotto parte per Verona dove una ditta di trasporti si occupa della logistica capillare cioè della distribuzione nei vari mercati dove possiamo contare su uno stand di riferimento. Alla mattina successiva i nostri meloni e cocomeri sono sui banchi dei negozi per la vendita. Il più importante cambiamento rispetto agli anni ‘80 riguarda proprio questa logistica: si lavora molto sulla programmazione e sul contatto con i clienti attraverso i mezzi di comunicazione messi a disposizione dalle più recenti innovazioni tecnologiche».
Un prodotto dunque che, lavorato in azienda secondo standard piuttosto rigidi, raggiunge rapidamente il consumatore.
Lavorazione in proprio
L’azienda dispone di una linea di lavorazione propria che unita alle celle frigorifere consente di lavorare in tempo reale il prodotto e realizzare un confezionamento specifico di lato livello caratterizzato da un marchio che la contraddistigue dalle altre.
In campo meloni e cocomeri vengono prodotti in tunnel freddi nella tenuta S. Vittoria, mentre la coltura in pieno campo viene praticata in golena Po’ sotto reti antigrandine.
I tunnel sono larghi 5,80 m per un’altezza di 2,20 m e coprono 2 file con le piante alla distanza di 1 per i meloni e 2 per le cocomere. Tutti i tunnel sono dotati di manichette poste sotto la pacciamatura per effettuare una razionale fertirrigazione in base alle esigenze della coltura. In precedenza, in fase di preparazione del terreno viene effettuata una concimazione organica utilizzando letame o compost.
Per quanto riguarda la gestione delle malattie, l’azienda, certificata GlobalGap, segue il Disciplinare di produzione integrata della Regione Emilia Romagna senza aver mai dovuto fare i conti con gravi problemi, grazie al servizio di consulenti di cui dispone ed alla piena disponibilità tecnica dei rivenditori.
L’azienda infine fa parte di un consorzio, denominato Anguria Reggiana, che dopo anni di pratiche e di sperimentazioni è riuscito ad ottenere il riconoscimento IGP per le zone di Gualtieri, Novellara e molti paesi limitrofi nella provincia di Reggio Emilia.
Si tratta di un riconoscimento molto importante, che certifica la vocazione dei nostri terreni e delle nostre capacità di produttori, e certamente verrà apprezzato e riconosciuto dai consumatori. n

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