Aromatiche ornamentali

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aromatiche
Si diffonde sempre più l’utilizzo di specie con duplice funzione: estetica e per la cucina.

Le piante aromatiche a scopo ornamentale hanno visto, negli ultimi 8-10 anni, un aumento d’interesse con un trend in continua crescita. Diverse specie sono utilizzate nei giardini di tipo “mediterraneo”, dove affiancano l’impiego della tipica flora mediterranea (olivo, carrubo, mirto, bosso, ecc.) e perfezionano le aree verdi progettate con tali essenze. Inoltre, si è sempre più sviluppato l’impiego delle specie aromatiche sui balconi, nei giardini e nelle aiuole anche in contesti urbani, dove l’utilizzo culinario delle specie affianca quello ornamentale. Sui balconi si preferisce allestire piccoli contenitori di forma rettangolare (solitamente lunghi 60 – 80 cm e larghi 30- 40 cm) dove sono sistemate le specie più utilizzate a scopo alimentare: salvia, menta, rosmarino e basilico.

Le aree di coltivazioni nazionali di queste specie sono: la Liguria (70-80% del totale) che rappresenta la regione vocata a questo tipo di produzione, il Lazio (10-15%), in particolare nella zona sud in provincia di Latina, la Campania e la Puglia che coprono una quota pari al 5-10%, ma mostrano un costante incremento produttivo.

Le specie impiegate

La ripartizione percentuale della produzione di aromatiche a fini ornamentali è all’incirca la seguente: 40-50% lavanda e rosmarino (più o meno equamente ripartita), impiegate soprattutto nei giardini mediterranei insieme ad altre essenze tipiche, 10-15% salvia e il restante 30-40% tutto l’altro (menta, timo, basilico, ecc.).

Tra le specie impiegate allo scopo c’è la Salvia; oltre alla tradizionale Salvia officinale, che presenta un’ottima fioritura blu intensa ed ha soprattutto funzione culinaria, sono state selezionate 3-4 varietà (purpurea con foglie rosse, tricolore con foglie rosso, bianco e verde, ecc.) utilizzate esclusivamente per ornamento. Nell’ambito del basilico, specie classica per scopi alimentari, sono abbastanza diffuse alcune varietà particolari come quella con foglia rossa o un’altra, appartenente al basilico greco, con portamento cespuglioso e foglia molto piccola. Troviamo, poi, il Rosmarino officinale e prostrato; quest’ultimo presenta un effetto scenico molto bello con varietà ricadenti che rasentano il bordo del contenitore. Entrambe le specie hanno una fioritura blu piuttosto vistosa. Per quanto riguarda il timo, altra specie molto  impiegata, oltre al tipo classico cespuglioso, sono presenti alcuni tipi striscianti (tipo Serpillo) con fiori di colore violetto chiaro, utilizzati a scopo ornamentale nei giardini “mediterranei”, alla base delle piante di olivo. Nell’ambito della menta si ritrovano diverse varietà che si affiancano a quella tradizionale. In particolare, sono da poco presenti in commercio una varietà a foglia variegata e portamento strisciante e un’altra varietà con foglia rossa. Per quanto riguarda la Lavanda, che non è commestibile ma è utilizzata a solo scopo ornamentale, è presente un notevole assortimento: oltre al tipo classico con foglia grigia e fiore blu ci sono alcune varietà dentate (con foglie seghettate) e fiore blu. Ci sono poi le varietà afferenti alla tipologia Stoaches che presentano portamento molto compatto, foglia grigia ed hanno la particolarità di avere lo stelo fiorale molto breve, a differenza del tipo classico che arriva a 30-40 cm, che fuoriesce appena dalla chioma. C’è poi la Citronella (Lippia citrodora) che, a differenza delle altre specie, d’inverno perde le foglie ed è, quindi, impiegata soprattutto nei giardini dove viene piantata in primavera ed esplica le sue caratteristiche fino a inizio autunno. Presenta il caratteristico odore che la contraddistingue e rappresenta un rimedio naturale contro le zanzare. La fioritura non è molto appariscente, con fiori di colore rosa – bianco. Presenta la caratteristica di essere più arbustiva delle altre specie.

Un’altra specie, recentemente inserita nel panorama delle officinali destinate a scopo anche ornamentale, è il peperoncino. Si tratta di una specie commercialmente strategica in quanto i trapianti si effettuano a fine marzo – inizio aprile e le piantine sono pronte a essere poste in vendita a partire da settembre quando le altre specie sono meno presenti.

I cicli

La produzione di aromatiche ornamentali si ottiene sia in serra fredda si in pieno campo (praticamente in quantità eguali) posizionando, in entrambi i casi, i vasi su telo pacciamante di colore nero; solo il basilico è prodotto unicamente in coltura protetta.

Si programmano le produzioni procedendo al trapianto in vaso a partire da settembre e fino a marzo in modo da ottenere una produzione costante per circa 8 mesi l’anno. Si utilizzano per lo più in contenitori da 14 cm di diametro (80% del totale), dove sono sistemate le piantine ottenute da seme o da talea secondo le specie e/o le esigenze. Una quota di piantine, che varia tra il 15 e il 25% secondo le richieste di mercato, è invasata in contenitori di maggiore dimensione (18 cm). Il prodotto ottenuto in vasi diametro 14 e/o 18 cm non venduto viene rinvasato in contenitori più grandi (rispettivamente Ø 18 e Ø 24 cm) e man mano commercializzate secondo le richieste.

La tecnica

Le piantine sono disposte a densità variabile: da 30 – 35 piante/m² netto quelle in contenitori diametro 14 cm fino a scendere a 9-12 piante/m² netto nel caso di contenitori da  18 cm di diametro. Le tare incidono per il 15-20%.

Come substrato si utilizza terriccio specifico presente in commercio (pH 5,5 – 6,5) oppure si può ricorrere a miscele preparate in azienda mescolando la torba con materiale drenante (argilla, perlite, sabbia) poiché queste specie sono molto sensibili ai ristagni idrici.

In base alla disponibilità d’acqua le aziende si avvalgono di impianti di irrigazione a goccia oppure a pioggia. Gli interventi irrigui devono essere parsimoniosi considerando che, nella maggior parte dei casi, si tratta di specie tipiche dell’ambiente mediterraneo e, quindi, più sensibili agli eccessi che ai difetti idrici.

Trattandosi, nella maggioranza dei casi, di specie rustiche non necessitano fertilizzazioni generose. Di solito, dopo una concimazione di fondo con concimi equilibrati (tipo 20:20:20) a lenta cessione alla dose di 1-2 kg/m³ di terriccio, si interviene con la fertirrigazione in funzione dell’andamento climatico. A partire da fine inverno si fertirriga 1-2 volte il mese, mentre in pieno campo si interviene complessivamente 3-4 volte. Si utilizzano, in genere, concimi equilibrati con l’aggiunta di microelementi.

Nel corso della coltivazione si effettua un intervento iniziale di potatura (spuntatura), finalizzato a spingere la pianta verso l’accestimento. Successivamente, si interviene con un secondo intervento di potatura a metà del ciclo di coltivazione e con successive potature a fine ciclo qualora necessiti travasare le piantine in vasi di maggiore dimensione per una vendita posticipata nel tempo.

Altre operazioni sono quelle relativa alla spaziatura, dopo che le piante sono inizialmente sistemate vaso-vaso, e la sistemazione delle piante che residuano dalla vendita che sono assemblate per le successive cure colturali. Alcune aziende all’avanguardia si sono dotate di macchine potatrici che vengono utilizzate dopo aver sistemato vaso-vaso le piantine non vendute.

Riguardo agli aspetti della difesa, oltre gli opportuni accorgimenti preventivi atti a ridurre gli eccessi idrici che favoriscono lo sviluppo di patogeni, si interviene contro alcuni parassiti animali quali il ragnetto rosso (dannoso in particolare su rosmarino) e i tripidi (che attaccano soprattutto la salvia). Le specie meno arbustive (salvia, timo) sono anche soggette agli attacchi di crittogame al colletto e alle radici (Rizoctonia, Phitophtora, Pithium). Contro i summenzionati patogeni si interviene con prodotti chimici specifici utilizzandoli solo in maniera curativa e mai preventiva.

Aspetti economici

I vasi diametro 14 sono confezionati in cassette con portavasi, mentre i vasi di maggiore dimensione non vengono confezionati.

I costi di produzione sono molto variabili, soprattutto in funzione del materiale di propagazione di partenza: le piante riprodotte da seme hanno un costo di produzione nettamente inferiore di quelle che sono riprodotte partendo dalla talea radicata.

Per quanto riguarda le piante da seme troviamo il basilico e il timo, la salvia si riproduce equamente sia per seme sia per talea, la lavanda si riproduce per l’80% da talea, mentre il rosmarino è tutto riprodotto da talea poiché le piante così ottenute hanno una maggiore robustezza.

Con riferimento ad una superficie di 1.000 m² in serra e una coltivazione in vaso diametro 14 cm ottenuta per il 50% partendo da seme e per un altro 50% da talea si può indicare un costo medio per piantina “finita” poco inferiore ai 0,60 euro.

Tale costo deriva per circa il 48% dall’acquisizione dei mezzi tecnici (vasi, terriccio, piantine, fertilizzanti, antiparassitari, ecc.); in tale voce la maggiore incidenza è quella relativa all’acquisto del materiale di propagazione (circa il 30% della voce). Altra voce rilevante è quella della manodopera quantificata in circa 420 ore per 1.000 m² e destinata a una serie di operazioni: dal travaso al posizionamento delle piante alle operazioni di potatura e distanziamento delle stesse, fino al confezionamento. L’incidenza della manodopera è pari al 23,5% del totale. Nella coltivazione in serra una certa incidenza la riveste anche la voce quote (ammortamento e manutenzione) che interessa sia le strutture di protezione e l’impianto di irrigazione sia la macchina invasatrice e incide per circa il 14,5%.

Il restante 14% circa del costo di produzione va attribuito agli interessi (5,43%), al capitale fondiario (4,53%), alla direzione/amministrazione (2,83%) e alle spese generali (1,13%).

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