Geranio sempre di moda con nuove tipologie e colori

geranio
La tipologia zonale è quella maggiormente diffusa.
In Campania la produzione di piante si attesta tra i 5 e i 6 milioni. Il 90% è ottenuta in serra e solo un 10% sotto ombraio

Le tipologie di geranio afferiscono principalmente ai tipi: “zonale” (varietà precoci e tardive a foglia scura e chiara), “peltato” (geranio edera, di cui fanno parte anche i “parigini” o mini edera), gerani odorosi (con foglie che emanano profumi particolari) e machranta (a fiori grandi, conosciuto anche col nome di geranio imperiale). La maggiore richiesta è per il tipo zonale e, negli ultimi anni, si stanno affermando nuove varietà di questa tipologia, molto innovative per il colore dei fiori, compatte e con foglie e fiori di piccole dimensioni.
In Campania, prima a livello regionale tra le specie coltivate per il vaso fiorito, la produzione di piante di geranio si attesta tra i 5 e i 6 milioni tutti ottenuti nelle province di Napoli (75%) e Salerno; la maggior parte delle piante (90%) è ottenuta in serra e solo un 10% sotto ombraio, per le produzioni più tardive (estate).
La coltivazione
I florovivaisti napoletani acquistano le talee, che appartengono a varietà brevettate, dalle grandi ditte produttrici. Le talee radicate arrivano in azienda in contenitori (ecopot, papaerpot, jiffy) e vengono trapiantate nei vasi dove arriveranno a “maturazione”. Le talee vanno invasate con l’ecopot (o altro) che affiora dal terreno; diversamente trapianti più profondi sono causa di morie, ritardi nella ripresa e ridotta qualità della ramificazione.
Al momento del trapianto, inoltre, si può effettuare un trattamento fungicida preventivo alle radici a base di propamocarb (contro i marciumi). A questo si può associare un intervento fogliare con catalizzatori metabolici, che contribuiscono al veloce adattamento della talea radicata al nuovo ambiente e garantiscono una pronta partenza di vegetazione.
I terricci da impiegare sono quelli specifici per gerani (ben strutturati e drenanti) e contenenti un discreto quantitativo di argilla, soprattutto negli ambienti caldi. Più raramente si provvede alla preparazione del substrato in azienda miscelando torba bionda e terricciato e aggiungendo concimi a lenta cessione e/o a cessione programmata, facendo attenzione che la salinità del substrato non superi valori di 800-900 µS/cm a 20°C. Il pH del substrato deve essere comunque compreso fra 5,5 e 6,0.
Per il tipo Macrantha si può apportare una concimazione di base con 1,5-2,0 kg/m3 di un concime ternario equilibrato (tipo 15:10:15, oppure 18:11:18).
La dimensione dei vasi è variabile (da 14 cm di diametro a 18) ma la maggior parte del prodotto è commercializzata in vasi da 15 cm di diametro.

Leggi l’articolo completo su Colture Protette n. 3/2017  L’Edicola di Colture Protette

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