La pachira, ornamentale richiesta tutto l’anno

pachira
Pachira in serra
I florovivaisti campani si cimentano nella fase di accrescimento per programmare le produzioni nei dodici mesi

Tra le nuove essenze ornamentali destinate ad abbellire gli spazi interni (appartamenti, uffici, ecc.) troviamo la pachira, specie di grande interesse sia per l’elevato valore ornamentale sia per l’ottima adattabilità agli ambienti chiusi.
Esistono diverse specie ma la più conosciuta e coltivata negli ambienti mediterranei è la Pachira insignis che presenta foglie palmato-digitate di un bel colore verde intenso che possono raggiungere una lunghezza di 30 cm. Sono piante che possono crescere sia in casa sia all'aperto nelle zone dove le temperature invernali sono particolarmente miti. Nei loro ambienti naturali sono dei veri e propri alberi e raggiungono notevoli dimensioni, anche 20 metri, ma nei climi mediterranei mantengono un portamento molto più contenuto non superando i 3 metri. Il fusto rimane di colore verdastro ed è molto tenero di conseguenza per rendere questa pianta particolare e ancora più attraente i produttori tendono a intrecciarli tra loro.
Cicli di coltivazione
Le piante di pachira sono acquistate tramite i commercianti olandesi che si approvvigionano delle talee (successivamente sottoposte a radicazione) prodotte nei campi “madre” ubicati in Tailandia. La dimensione delle piante, che sono costituite da tre tronchi intrecciati venduti a radice nuda e senza foglie, varia da 15 a 90 cm di altezza. In Campania si coltivano in gran parte (80%) piante di dimensioni medie (30 e 45 cm), mentre la percentuale di quelle più piccole (15 cm) e di quelle più grandi (60 cm) è limitata; le piante molto grandi (90 cm) non sono solitamente coltivate.
La coltivazione si effettua in serra programmando i travasi che iniziano a febbraio e si completano a metà settembre. Il ciclo di coltivazione varia tra i 90 e i 120 giorni, secondo la stagione. Solitamente si evita di acquistare piante dopo la prima metà di settembre perché l’elevata umidità presente negli ambienti di produzione delle talee comporta problemi ai tronchi (marciumi).
La dimensione dei vasi varia con quella della pianta: quelle di piccola dimensione (15 cm) sono sistemate in vasi diametro 14-15, mentre quelle grandi (60 cm) in vasi da 35 cm di diametro. Per le piante di media altezza, 30 e 45 cm, si usano rispettivamente vasi diametro 25 e 30 cm.
Inizialmente i vasi sono sistemati vicini e sono distanziati dopo 30-60 giorni secondo la stagione. La densità finale varia con la dimensione dei vasi: da 3 piante/m2, nel caso di piante da 60 cm di altezza, fino a 10-12 piante/m2 quando si coltivano piante da 15 cm di altezza. Per le dimensioni più comuni, da 45 e 30 cm di altezza, la densità varia da 4 a 5 piante/m2.
Il riscaldamento è azionato nel periodo più freddo (dicembre – febbraio) e utilizzato per mantenere la temperatura intorno ai valori minimi utili (10 °C) per non danneggiare le piante (se queste hanno già raggiunto la dimensione finale), oppure intorno ai valori ottimali se queste sono ancora nella fase di accrescimento.

Leggi l’articolo completo su Colture Protette n. 2/2017  L’Edicola di Colture Protette

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