Peperoncino ornamentale, coltivazione e patologie

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Danni da larve defogliatrici su peperone
Le varietà più apprezzate dal mercato sono quelle a crescita compatta con colorazioni vivaci dei frutti

Il Capsicum annuum che conosciamo come peperoncino ornamentale è una coltivazione che negli ultimi anni si è diffusa nel settore florovivaistico delle colture protette. Dato il suo periodo di maturazione e vendita la rende un’interessante coltivazione da introdurre nella pianificazione colturale delle serre in un periodo in cui gli spazi produttivi sono largamente disponibili. Inoltre il miglioramento genetico ha prodotto e produce ogni anno nuove varietà con portamento compatto ben ramificate e con frutti di svariate forme e colori, che rendono vivace l’offerta nel mercato di tale prodotto.

Le varietà più apprezzate dal mercato sono quelle a crescita compatta con colorazioni vivaci dei frutti che possono essere di forma allungata, conica, tronco conica e tondeggiante e con portamento eretto sopra chioma, inoltre i frutti di alcune varietà virano in diversi colori a seconda dello stadio di sviluppo ad esempio nel la vr. Acapulco virano dal giallo al viola all’arancio al rosso.

Il Capsicum annuum fa parte della grande famiglia delle solanacee il suo areale di origine è l’America centro meridionale. Il genere comprende una ventina di specie di cui le più importanti sono 5: Capsicum annuum, C. frutescens, C. chinense, C. baccatum, C. pubescens.

Propagazione

Il peperoncino ornamentale si riproduce per seme soltanto alcune varietà piccanti si possono moltiplicare per talea erbacea. Il periodo di semina è generalmente tra fine gennaio e marzo in relazione alla programmazione, considerando che dalla semina alla maturazione per l’invaso trascorrono 4-6 settimane.

La semina viene effettuata in contenitore alveolare generalmente da 300/320 fori; il terriccio usato per la semina è a base di torba bionda sottile, ben drenante con pH 5,8 e con bassa conducibilità elettrica dell’estratto acquoso, con rapporto terriccio–acqua 1:1,5 minore 400 microsiemens/cm. I semi vengono ricoperti con uno strato di vermiculite. Mantenendo il terriccio con una bagnatura costante e la temperatura in torno ai 23 gradi, l’emissione delle prime radichette e la distensione dei cotiledoni avviene in 15/20 gg. In questa fase le giovani piante possono essere esposte ad una luminosità tra i 15000 e 25000 lux.  Alla comparsa delle prime foglie vere bisogna gradualmente aumentare la luminosità, ridurre a 20°C la temperatura e si può effettuare la fertirrigazione a bassi dosaggi (0,5 g/l).

Per evitare che le giovani piante in contenitore si allunghino prima della consegna e importante evitare gli eccessi termici, le bagnature esagerate e le concimazioni abbondanti soprattutto con prevalenza azotata. L’accurato controllo dei fattori sopra citati è molto importante per evitare in questa fase l’utilizzo di brachizzanti che potrebbero ritardare lo sviluppo successivo delle piante.

Coltivazione in vaso.

Il periodo di invaso dei capsicum va dall’inizio di marzo fino alla metà di aprile, per ottenere piante mature dalla seconda metà di giugno in poi. Il periodo di invasatura viene scelto anche in relazione alla precocità/tardività della varietà scelta. Bisogna infatti tenere presente che il periodo di maggior richiesta di mercato è nei mesi di giugno luglio fino alla metà di agosto, poi la domanda diminuisce poiché l’attenzione degli acquirenti si sposta su altre specie presenti nel mercato in questo periodo. Quindi considerando che dall’invaso alla maturazione dei frutti intercorrono da 10 a 16 settimane a seconda della taglia voluta, del diametro del vaso e della velocità di maturazione delle diverse varietà, bisogna programmare attentamente la coltivazione tenendo conto della variabilità stagionale, per evitare di ottenere il prodotto maturo in un periodo di scarsa richiesta. Il diametro dei vasi determina la taglia voluta generalmente per le taglie piccole si usano vasi da 10-11cm per le taglie medie 12-13 cm e per le varietà a grande crescita 14-16 cm. Le varietà più esuberanti sono quelle commestibili apprezzate soprattutto per la piccantezza dei frutti e richiedono tempi di coltivazione più lunghi di almeno 2 settimane. La coltivazione viene esposta al massimo di luminosità soltanto d’estate è necessario un leggero ombreggio per limitare gli eccessi termici.

Substrato

Il terriccio di coltivazione deve avere un buon drenaggio. Infatti il peperoncino teme molto il ristagno idrico che può causare marciumi radicali e defogliazione compromettendo la qualità delle piante. Quindi è consigliabile utilizzare miscele di torba bionda e bruna, oppure solo torba bionda con aggiunta di argilla montmorillonitica, con pH 5,5–6,00. Il terriccio può avere una concimazione di base di 1 kg/mc di concime a titolo equilibrato, per aiutare la pianta nelle prime fasi di sviluppo. Il substrato va scelto anche in relazione al sistema di irrigazione: se è per subirrigazione bisogna privilegiare la risalita capillare affinchè tutto il terreno sia bagnato, mentre se è a goccia è importante lo sgrondo verso il basso dell’acqua in eccesso. Se il capsicum viene coltivato con subirrigazione a tappetino le radici tendono ad uscire dal vaso quindi è consigliabile muovere le piante con regolarità in modo da evitare un eccessivo sviluppo radicale che conseguentemente può portare ad un allungamento della pianta.

Irrigazione

Nelle prime fasi coltivazione (4/8 settimane) l’irrigazione può essere effettuata per aspersione, poi dalla fioritura in poi è sconsigliabile proseguire con questo sistema irriguo, per evitare eventuali problemi fungini a carico dei fiori e in seguito dei frutti. Nella coltivazione di taglie piccole vaso 10/11 l’unico sistema di irrigazione è per subirrigazione poiché l’elevata densità per m² rende impossibile l’impiego di impianti a goccia o spaghetto. Mentre le per le taglie più grandi a partire dal vaso 12 si può utilizzare oltre all’impianto per subirrigazione quello a goccia/spaghetto. È difficile vedere problemi di eccesso idrico con l’utilizzo degli impianti a goccia/spaghetto, mentre con impianti a flusso o con tappetino bisogna gestire bene i tempi di bagnatura e lasciare asciugare il substrato tra un intervento e l’altro, per evitare dannosi ristagni, che oltre a favorire lo sviluppo di patologie all’apparato radicale, portano a defogliazioni e di conseguenza a un forte deprezzamento commerciale del prodotto. La perdita di foglie può essere causata anche da eccessivo disseccamento del substrato quindi bisogna adottare un regime idrico il più equilibrato possibile.

Concimazione

La somministrazione di concime avviene per fertirrigazione; il miglior sistema è a basso dosaggio e ad ogni adacquamento (fertirrigazione continua) utilizzando 0,5 g/lt di concime avendo cura che la conducibilità elettrica dell’estratto saturo 1:1,5 non superi i 1300 microsiemens/cm.  Il titolo del concime deve essere a prevalenza potassica (1-1-3). Una dotazione di azoto eccessiva in fase post-trapianto può determinare un eccessivo sviluppo con cascola dei fiori oltre ad esporre la pianta a maggiori rischi di attacco da parte di patogeni tellurici. Il maggior fabbisogno di fosforo e di potassio si ha in fase di inizio fioritura, pertanto una carenza di questi elementi potrebbe compromettere l’allegagione e la qualità dei frutti. Da non trascurare il ruolo del calcio e del magnesio che devono essere presenti in dosi normali durante tutta la coltivazione.

Dopo l’invaso la temperatura minima notturna deve essere di 18°C mentre quella diurna 20-25°C fino alla ripresa vegetativa, poi la minima può arrivare anche a 15°C. In fase di fioritura, è opportuno che rimanga sotto i 30°C poiché temperature superiori tendono a bloccarla. Quando i frutti sono ben formati la temperatura diurna può salire sopra i 30°C per velocizzare la loro colorazione a condizione che ci sia ventilazione nelle serre di coltivazione, le piante siano idratate e l’umidità relativa sia al di sotto del 60%.

Malattie fungine

La moria delle piante/marciume radicale (Pythium spp) è un patogeno tellurico che si sviluppa velocemente con °T tra 15 – 20°C ed elevata umidità del terreno. Può determinare danni rilevanti prevalentemente in semenzaio e se non si interviene per tempo è difficile contenerlo. Se il substrato è infestato da questo patogeno può causare la mancata germinazione dei semi. L’apparato radicale delle piante colpite risulta imbrunito con una evidente strozzatura del colletto. Le piante colpite presentano uno sviluppo ridotto, clorosi fogliare e avvizzimento nelle ore più calde della parte epigea. Le azioni preventive consistono nell’evitare eccessi idrici, dopo i trapianti irrigare il terriccio con soluzioni di propamocarb, fosetil-Al, metalaxil-M. Per la lotta biologica una discreta azione di contenimento si può ottenere con alcune specie fungine antagoniste appartenenti al genere Trichoderma che devono essere usate a scopo preventivo.

La cancrena Pedale (Phytophthora capsici) è un patogeno tellurico che si sviluppa con temperatura tra 10- 30°C con optimum a 26 -28 °C ed è favorito da condizioni di ristagno idrico e si propaga con lo scorrimento dell’acqua dalle piante malate a quelle sane. I sintomi della malattia sono marciume delle radici e del colletto che tende a salire verso le ramificazioni e appassimento della chioma. Sulle foglie si formano delle macchie tondeggianti mentre i frutti si macchiano e diventano grinzosi e flaccidi. La prevenzione si effettua evitando eccessi idrici, utilizzando substrati drenanti, eliminando le piante infette. Anche per questo fungo si può intervenire in prevenzione con antagonisti appartenenti al genere Trichoderma. La lotta chimica si effettua con l’impiego per irrigazione di Propamocarb, Metalaxil-M, Fosetil-Al.

In presenza di muffa grigia (Botrytis cinerea) sulle foglie si formano delle macchie di marciume molle di color bruno che può colpire anche lo stelo successivamente queste aree si coprono di micelio grigio. Anche i frutti in fase avanzata di maturazione sono aggrediti e presentano la tipica muffa grigia. Per prevenire questa patologia è necessario evitare di coltivare con umidità relativa elevata, quindi ventilare il più possibile le serre, evitare le irrigazioni per aspersione e la densità eccessiva di coltivazione e non bisogna eccedere nelle concimazioni azotate.  La lotta chimica si può eseguire con l’uso di Iprodione, tiram, clortalonil.

La tracheoverticilliosi (Verticillium dahliae) è un patogeno tellurico molto polifago, può colpire le piante in qualsiasi fase dello sviluppo, tuttavia sono le infezioni precoci (prima o subito dopo il trapianto) a causare i danni di maggiore entità. Il fungo è causa di un ridotto sviluppo della pianta, clorosi fogliare, sviluppo asimmetrico della pianta appassimento. Non si hanno marciumi a carico dei tessuti radicali. Effettuando una sezione trasversale del fusto i vasi conduttori a livello del colletto mostrano una colorazione bruna che tende ad estendersi verso l’alto, tale sintomo va pertanto assunto come elemento diagnostico di prim’ordine. Per prevenire usare gli stessi accorgimenti degli altri funghi del terreno, la lotta chimica si effettua con l’impiego per irrigazione di tiofanato metil o procloraz.

Fitofagi

I principali parassiti osservati nel Capsicum annuum  sono i seguenti:

  • Afidi (Aphis gossipii, Macrosiphum euphorbiae, Myzus persicae).
  • Tripidi (Frankliniella occidentalis)
  • Larve defogliatrici ( Nottuidi – Tortricidi)
  • Minatrici fogliari (Phytomyza atricornisLiriomyza trifolii)
  • Piralide (Ostrinia nubilalis)
  • Acari tetranichidi (Tetranychus urticae)

Tali parassiti sono ben noti e non costituiscono un problema insuperabile; è necessario però, intervenire alla comparsa dei primi individui con la lotta chimica e contrastare il loro proliferare con tecniche di tipo agronomico.

Buoni risultati si possono ottenere con tecniche di lotta biologica/integrata, purché si adottino sin dall’inizio della coltivazione e si presti particolare attenzione ai parametri ambientali e tecnici da necessari per raggiungere buoni risultati con questa metodologia di lotta.

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