Substrati innovativi

substrati
Valutazione dell'endofitismo sull'apparato radicale delle piante
Il progetto di ricerca Subartiflor, realizzato da Università di Pisa, Crea-Viv, Flora Toscana e Laboratori Archa, li ha messi a punto per Limonium, camelia e cipresso

Ideare e realizzare substrati artificiali dalle caratteristiche agronomiche ottimizzate, attraverso la definizione di miscele di compost, microrganismi fungini selezionati e altri materiali (torba, perlite, ecc.), utilizzabili nel settore florovivaistico, in alternativa ai substrati a elevato contenuto di torba, e idonei per la produzione di piantine da seme di cipresso (Cupressus sempervirens) e di statice (Limonium sinuatum) e per la coltivazione di piante acidofile come la camelia (Camellia japonica). È stato questo l’obiettivo del progetto di ricerca “Subartiflor - Messa a punto di substrati artificiali innovativi per il florovivaismo”, vincitore del bando Mipaaf “Imprese florovivaistiche” (Dm 186/2007). Il progetto è stato proposto da Flora Toscana, cooperativa di floricoltori di Pescia (Pt), e ha visto la partecipazione di tre unità operative: il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali (DISAAA-a) dell’Università di Pisa (coordinatore) (rappresentato dal prof. Vannacci, dalla dr.ssa Sabrina Sarrocco e dal sig. Maurizio Forti), il Crea-Viv - Unità di ricerca per il vivaismo e la gestione del verde ambientale e ornamentale di Pescia (rappresentato dal dr. Gianluca Burchi e dal dr. Domenico Prisa) e i Laboratori Archa srl di Pisa (rappresentati dalla dr.ssa Francesca Gambineri).
La richiesta
Dimostrazione esemplare di innovazione al servizio della produzione, il progetto è nato dalla richiesta di Flora Toscana di substrati specifici per la coltivazione di essenze floricole e ornamentali importanti per la sua attività produttiva, introduce Giovanni Vannacci, patologo vegetale, docente dell’Università di Pisa e coordinatore del progetto.
«Elemento tecnologico fondamentale delle moderne colture orto-floro-vivaistiche è l’impiego di substrati, naturali o artificiali, con i quali si sostituisce il terreno naturale. Attualmente in Italia il consumo di substrati per l’agricoltura è di circa 3.500.000 m3/anno, di cui l’80% viene utilizzato per le colture ornamentali. In floricoltura il costituente organico di base dei terricci e dei substrati generalmente impiegati nelle coltivazioni in contenitore è la torba, importata dai Paesi del Nord e dell’Est Europa. Nel 2001 l’Ue ha escluso dal rilascio del marchio comunitario di qualità ecologica, l’Ecolabel, i substrati di coltivazione che contengano torba o prodotti derivati. È perciò diventato urgente cercare nuovi materiali alternativi all’utilizzo della torba per preparare substrati destinati al comparto florovivaistico».
Numerosi sono i materiali finora proposti e testati, in Italia e in particolare in Toscana: fibra di cocco, materiali ligno-cellulosici, compost di qualità a base di residui vegetali (compost verde), compost ottenuti con la frazione organica dei rifiuti solidi urbani e altri ancora.

Leggi l’articolo completo su Colture Protette n. 3/2017  L’Edicola di Colture Protette

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