OSSERVATORIO

Bietola, rese attorno alle 8 t/ha

Il clima ha tranciato le semine: solo 40mila ettari coltivati. Nel 2014 si prevede il ritorno a quota 5055mila

Poteva andare peggio. È questo il commento pressoché univoco di tecnici e produtori sulla campagna bieticolo-saccarifera 2013.

Dopo una buona raccolta contratti e una previsione di circa 60mila ettari investiti, la primavera ha cambiato radicalmente le carte in tavola. Due mesi di piogge non hanno permesso di seminare e, alla fine, sono stati realmente coltivati solo 40mila ettari.

Semine molto ritardate erano il prodromo di una campagna avara di saccarosio. E invece sia Coprob che Eridania hanno chiuso con risultati accettabili.

Partiamo dal leader, Coprob. In un comunicato ad hoc la cooperativa evidenzia una produzione media di 54 tonnellate di bietole per ettaro e una polarizzazione media di 15,6. Così, dai circa 26mila ettari coltivati nelle 3.529 aziende agricole conferenti Coprob ha ottenuto una produzione di saccarosio media per ettaro pari a 8,4 tonnellate.

«Si tratta di risultati positivi – rimarcano in Coprob – sia dal punto di vista della qualità delle bietole che in termini di rese produttive, soprattutto alla luce dei ritardi di semina. In circa 70 giorni, nei due stabilimenti di Minerbio (Bo) e Pontelongo (Pd) sono stati prodotte le 180mila tonnellate di zucchero previste al completamento delle semine».

Ora si guarda avanti per programmare la campagna 2014, che almeno sul fronte delle superfici investite dovrebbe far tornare il valore nazionale attorno ai 50-55mila ettari.

«La coltivazione della barbabietola rimane fondamentale all’interno dei piani colturali aziendali e continua a garantire una remuneratività adeguata alle aziende agricole – afferma Claudio Gallerani, presidente Coprob –. Sosteniamo con forza la necessità di continuare a produrre zucchero nel nostro Paese e siamo impegnati a diffondere sul mercato e nel comportamento degli operatori e dei consumatori la consapevolezza del valore dell’italianità dei nostri prodotti, garantita dalla certificazione “zucchero 100% italiano” acquisita ormai 10 anni fa».

Risultati analoghi sono stati quelli di Eridania Sadam, che nel comprensorio di S. Quirico (Pr) ha avuto però una campagna ben più corta: chiusura dello stabilimento il 29 settembre e durata totale di soli 42 giorni. Un tempo limitato, conseguenza del fatto che nelle aree del bacino (Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto e una parte del Pisano) il clima primaverile ha dimezzato le intenzioni di semina: erano programmati 18mila ettari, ne sono stati realmente coltivati poco più di 9mila.

La primavera estremamente negativa è stata almeno in parte compensata da giugno e luglio con temperature non troppo alte, che hanno consentito alle coltivazioni un accrescimento soddisfacente, anche se il periodo estivo di pre-campagna è stato avaro di precipitazioni.

Per Eridania Sadam «le produzioni non hanno raggiunto i livelli medi storici, ma tenuto conto dell’andamento stagionale, i risultati possono essere considerati soddisfacenti, attestandosi intorno a 51 t di radici nette per ettaro con un grado polarimetrico di 15,2° che ha consentito una plv media intorno a 2.500 euro per ettaro, confermando ancora una volta la generosità della barbabietola da zucchero anche in condizioni difficili».

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