Basilico idroponico e sociale, coppia vincente

basilico
Peronospora su basilico
Una coltivazione fuori suolo portata avanti con le tecniche dell’agricoltura biologica: la cooperativa sociale Il Bettolino

l basilico, prodotto in vaso o da taglio, viene utilizzato fresco, oppure viene utilizzato per preparare condimenti da cucina. Si tratta dunque di una referenza che, oltre che come prodotto agricolo, viene valutato anche per le sue caratteristiche sanitarie. Per riuscire a far combinare queste due caratteristiche non c’è nulla di meglio che una coltivazione fuori suolo portata avanti con le tecniche dell’agricoltura biologica: è quello che fa la cooperativa sociale Il Bettolino.
Siamo a Reggiolo in provincia di Reggio Emilia, nella patria del Parmigiano Reggiano e di tanti altri prodotti di alta qualità che hanno fatto la gloria dell’agricoltura italiana nel mondo.
«Siamo nati nel 1989 – racconta Francesca Benelli presidente della cooperativa – ed operiamo nei comuni della bassa reggiana. Abbiamo due siti produttivi a Reggiolo e Novellara per u totale di quasi 12.000 m2 coltivabili. La nostra azienda è certificata Iso 14001 (certificazione ambientale) per la coltivazione di basilico in vaso e in acqua su supporti galleggianti in vasche (Floating System) e per il suo confezionamento».
Il sito produttivo di Novellara si caratterizza anche per un’originale ed innovativa tecnica di riscaldamento.
Rifiuti e Floating System
«Le serre di produzione del sito di Novellara – spiega Francesca Benelli – sono state dislocate presso la discarica dei Rsu (Rifiuti solidi urbani di proprietà dei comuni del Distretto reggiano e gestiti dalla Sabar Spa, per poter utilizzare l’energia alternativa prodotta dai rifiuti urbani (Energia elettrica e acqua calda). In questo modo si alimentano motori che producono elettricità e calore utilizzati per il riscaldamento ed il funzionamento degli impianti delle serre. Una parte dell’elettricità prodotta è inviata in rete. Le serre sono dotate di areo termi per il riscaldamento e la ventilazione».
Mirco Luppi, responsabile tecnico delle serre del sito di Novellara, ci illustra la tecnica di produzione del basilico in floating system.
«Disponiamo di 5000 m2 di superficie coperta che utilizziamo esclusivamente per produrre basilico da taglio. Seminiamo il basilico, utilizzando come substrato inerte la perlite, in plateau di polistirolo, che poi mettiamo in cella di germinazione per 36-48 ore a 25°C. Alla semina effettuiamo un trattamento con prodotti a base di associazioni microbiche, compresi funghi micorrizici, e alghe, per prevenire malattie delle radici e del colletto e per rendere la pianta più robusta. Una volta avviata la germinazione comincia la coltivazione vera e propria in vasca o su bancali con temperature che si aggirano sui 30°C e controllando l’umidità atmosferica al 70%. Sui bancali utilizziamo la tecnica dell’irrigazione a flusso/riflusso con numerosi ma brevi cicli giornalieri, mentre nelle vasche i plateau galleggiano sull’acqua. Si tratta di vasche rettangolari, che contengono da 50 a 70 cm di acqua a 27-28°C in estate e 25°C in inverno, costantemente ossigenata. Da un capo delle vasche depositiamo i plateau provenienti dalla cella di germinazione e dall’altro raccogliamo il basilico a fine ciclo. A questo punto ogni plateau viene avviato alla linea di taglio meccanizzata ed è pronto per il confezionamento che si svolge nel sito di Reggiolo. La durata dei cicli è di 20/23 giorni in estate e 28/35 tra ottobre e marzo».

Leggi l’articolo completo su Colture Protette n. 12/2016  L’Edicola di Colture Protette

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