Chi ha beneficiato della dismissione dovrebbe verificare la propria posizione

Bietola da zucchero, semine al via ma con l’handicap dell’allegato A

C’è chi ha preso i soldi per la dismissione, ma potrà continuare a coltivare bietole come prima. E c’è chi, invece, non potrà più farlo. Tutta colpa di un allegato o, per meglio dire, di un’interpretazione “all’italiana” del regolamento Ce che stabilisce diritti e doveri per i bieticoltori “riconvertiti”.

C’è chi ha preso i soldi per la dismissione, ma potrà continuare a coltivare bietole come prima. E c’è chi, invece, non potrà più farlo. Tutta colpa di un allegato o, per meglio dire, di un’interpretazione “all’italiana” del regolamento Ce che stabilisce diritti e doveri per i bieticoltori “riconvertiti”. In parole semplici, che più semplici non si può, ecco come stanno le cose: al momento di compilare la domanda per il contributo di dismissione zucchero annata 2006, qualche bieticoltore ha firmato anche un allegato – l’AllegatoA – nel quale si precisava che l’impegno vincolava il produttore in relazione alla società saccarifera di riferimento.Va da sé che, con un’interpretazione un po’ alla Azzeccagarbugli, l’impegno non vale se si cambia società saccarifera.
Altri, quell’allegato, non l’hanno firmato; probabilmente perché nessuno ha spiegato bene loro cosa volesse dire. Lo hanno capito adesso, quando i loro colleghi che hanno messo la firma sono tornati a seminare gli stessi ettari di prima del 2006, pur tenendosi i soldi del contributo.
Sono nel loro pieno diritto, perché hanno preso un impegno in relazione a una società determinata; basta cambiare società (ovvero cambiare zuccherificio) perché la promessa non sia più valida. Questo perché la “quota zucchero”, diversamente dalla quota latte, non appartiene al bieticoltore ma al gruppo saccarifero. E quindi l’agricoltore ha avuto soldi non per cedere la quota, ma perché non poteva più coltivare bietola a causa delle decisioni della società saccarifera. Va da sé che se trova un’altra società che ha le quote, può ricominciare a coltivare.

MEGLIO CONTROLLARE
Ci sono, a questo punto, bieticoltori fortunati (o previdenti) e altri sfortunati (o meno informati).
Quanti sono i primi e quanti i secondi? Impossibile dirlo. E anche gli stessi bieticoltori non hanno le idee chiare.
Tanto che – come ci spiega Marco Marani, direttore agricolo della Coprob – molti si rivolgono alle associazioni di prodotto per sapere se e quanto possono seminare. «Purtroppo, possiamo fornire una risposta parziale, dal momento che conosciamo soltanto la parte di produzione che negli anni è stata contrattata con noi. Ma siccome molti bieticoltori hanno lavorato con più società, gli unici ad avere il polso della situazione sono i Caa presso cui sono state fatte le domande di riconversione» ci spiega.
Ai bieticoltori che hanno beneficiato del contributo di dismissione zucchero 2006, è dunque consigliabile verificare la propria posizione presso leassociazioni bieticole o le associazioni di categoria prima di ritirare il seme per non trovarsi spiacevoli sorprese in futuro.

IN ATTESA DI AGEA
Per fare un po’ di chiarezza, anche su un’interpretazione del regolamento Ce che potrebbe lasciare qualche punto interrogativo ai partner Ue, si attende a giorni una comunicazione Agea. La quale, peraltro, è intervenuta recentemente per chiarire un altro punto controverso, ovvero il destino delle macchine da raccolta dismesse (v. Terra e Vita 8 pag .19) Agea ha chiarito che nel caso cavabietole, sterratrici e simili siano ancora usate, si procederà al recupero forzoso dei contributi erogati. Resta tuttavia la possibilità di vendere le macchine ad altri produttori o contoterzisti che non abbiano aderito alla dismissione, mentre fino a qualche mese fa sembrava che non avrebbero più potuto lavorare nell’Europa comunitaria. Visto che la bieticoltura è in ripresa e il mercato delle macchine usate altrettanto, è facile prevedere che presto le semoventi rimaste sotto i capannoni troveranno nuovi proprietari.

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