Fragola, coltivare in Sicilia con la tecnica del fuori suolo

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Fragole in serra nell'azienda Adamo
Marsala rappresenta il polo più importante della fragolicoltura siciliana in coltura protetta. L’esperienza dell’azienda Adamo

In Sicilia, si stima siano interessati dalla coltivazione della fragola oltre 350 ettari. Le maggiori aree di produzione sono quelle costiere, dove il clima mite favorisce una produzione anche con sistemi di protezione molto semplici ed economici.
Fra tutte le zone, spicca la zona di Marsala con oltre la metà della superficie coltivata, circa 170 ettari, segue, con circa 100 ettari le zone di Sciacca e Siracusa, compreso i pochi ettari presenti in provincia di Ragusa. Piccole aree di coltivazione, sono presenti nelle aree montane di Maletto e dei Nebrodi dove, grazie al clima più fresco, si riesce a realizzare una produzione estiva molto interessante. La varietà più coltivata è la Florida Fortuna, una fragola che presenta un bassissimo fabbisogno in freddo invernale. Anticipando i trapianti a inizio settembre, si riesce a fare una raccolta a novembre-dicembre.
La coltivazione
Marsala rappresenta il polo più importante della fragolicoltura siciliana in coltura protetta. Tuttavia si avvale, come accennato prima, di sistemi di protezione semplici e di piccole dimensioni, costituiti in prevalenza da tunnel alti 2 metri e larghi 4 che vengono spostati ogni anno da un appezzamento all’altro. Questi, se da un lato richiedono bassi investimenti, dall’altro impediscono un reale controllo del clima in serra, (in primo luogo aerazione e controllo della temperatura), nonché la possibilità di adottare nuovi sistemi di coltivazione come ad esempio la tecnica del fuori suolo.
Tale tecnica è attuabile solo in strutture con elevata cubatura, in grado di garantire un buon controllo del clima interno alla serra e strutture in grado di sorreggere il peso dei bancali o dei contenitori di coltivazione.
La fragolicoltura specializzata si avvale da tempo della fumigazione del suolo prima dell’impianto. Oggi i prodotti autorizzati per abbattere il potenziale di inoculo dei principali patogeni tellurici e controllare le erbe infestanti, non garantiscono alla coltura gli effetti positivi di un tempo. Una valida alternativa è la coltivazione fuori suolo, che permette ottimi livelli produttivi senza alcuna esigenze di trattamenti di fumigazione.
La tecnica del fuori suolo o idroponia, consiste nel coltivare le fragole in coltura protetta, in sacchi o vasi, sollevati dal terreno, contenenti un substrato di coltivazione costituito da un mix di torba o fibra di cocco e perlite.
La diffusione della coltura della fragola in fuori suolo, è ormai da tempo una realtà consolidata. La coltivazione in fuori suolo, diversamente da quella realizzata in terra, consente di controllare e gestire accuratamente la coltura: Tra i principali vantaggi, si possono effettuare con maggiore precisione le irrigazioni e la nutrizione “fertirrigazione” con risultati positivi sulla produzione; sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Inoltre, cosa non meno importante, le operazioni di raccolta risultano molto più agevoli per gli operatori, che significa una maggiore quantità di prodotto raccolto per ogni operatore.
Per un impianto di fragola in fuori suolo è importante la scelta del corretto substrato di coltivazione, che pur essendo differente dal tradizionale terreno agricolo, ne deve mantenere le caratteristiche di fertilità date principalmente dal volume e da sofficità e porosità del materiale. Negli ultimi tempi si è avuto modo di vedere un consistente sviluppo della miscela di fibra di cocco e perlite che, ad esempio, riesce a garantire delle buone condizioni di fertilità sia nel corso del ciclo colturale che anche nei diversi anni di coltivazione.
Materiale di propagazione
Fattore di grande importanza per il conseguimento di buoni risultati produttivi, oltre alla serra e alla scelta del substrati di coltivazione, è il materiale di propagazione o, meglio, le piantine.
È ormai dimostrato che le aziende preferiscono le piantine ottenute da cime radicate allevate in vasetto nei vivai specializzati. In minima parte, invece, la scelta cade sulle piante a radice nuda. La differenza sostanziale riguarda la velocità e la omogeneità di attecchimento. Sostanzialmente le cime radicate in vasetto, rispetto alle piante a radice nuda, assicurano una percentuale di attecchimento elevatissima, annullando fallanze e disomogeneità di crescita, con garanzie sulla precocità di inizio raccolta.
Un passo avanti nella tecnica di produzione delle piante per sfruttare la precocità è quella di produrre in vivaio piante ingrossate.
Questa tipologia di piante sarebbe in grado di soddisfare non solo i requisiti di precocità, ma anche di quantità di produzione ottenibile nelle prime fasi di raccolta. Quantità che potrebbe fare la differenza sia per giustificare il maggior costo delle piante stesse che per i risultati economici della coltivazione nel suo complesso.
In provincia di Ragusa
In provincia di Ragusa esiste una piccola superficie di coltivazione della fragola che varia tra i 5 e 10 ettari. I dati non sono precisi perché trovandoci in una zona storicamente dedita alla produzione di pomodoro ed essendo la superficie destinata alla fragola davvero esigua, la coltura non viene presa in considerazione dai rilievi statistici.
Alcune delle aziende che lavorano con la fragola o la fragolina da bosco si trovano nella zona di Scicli, altre nella zona di Vittoria.
Il lampone avanza
In questi anni un altro esempio di coltura alternativa agli ortaggi primaticci è dato dal lampone; un frutto di bosco che sta avendo un incremento produttivo notevole sia per superficie che per quantità. Le esperienze nel territorio ragusano hanno ampiamente dimostrato che le coltivazioni realizzate riescono a dare una produzione interessante da fine febbraio a metà aprile, e sono quindi perfettamente in grado di coprire un vuoto di mercato occupato in precedenza quasi esclusivamente dal prodotto spagnolo. Molte aziende locali che da tempo cercano un’alternativa sono state coinvolte con successo in tale progetto.
Un’esperienza aziendale
L’azienda Adamo con circa 4.000 m2 di produzione attuale, piccola realtà produttiva della zona di Vittoria e precisamente nel comune di Acate, ha puntato sulla coltivazione col sistema fuori suolo dei frutti di bosco divisi tra fragola per il 60% e fragolina per il 25%; la restante parte è destinata a mora, lampone e mirtillo.
Affacciatosi alla coltivazione dei frutti di bosco quasi per caso circa sei anni fa con la coltivazione di lampone su circa 1.000 m2, ha proseguito l’avventura su quella piccola superficie quasi a livello sperimentale per altri due anni, provando varietà, metodi di coltivazione e soprattutto sperimentando la vendita diretta come valida e remunerativa alternativa ad un mercato saturo e scarsamente remunerativo, soprattutto in determinati periodi del calendario di raccolta.
Una volta verificate le potenzialità produttive, l’azienda ha iniziato a fare alcune scelte: prima fra tutte l’organizzazione della vendita diretta entrando nel programma di Campagna Amica di Coldiretti che organizza la vendita diretta nei mercatini cittadini delle produzioni delle aziende associate.
Le scelte fatte in ambito produttivo hanno riguardato principalmente il sistema di coltivazione con l’inserimento del sistema fuori suolo. Tale scelta è stata fatta, rispetto alla coltivazione nel terreno, per numerosi vantaggi:
– totale assenza dei parassiti tipici del suolo quali nematodi, phytophthora della fragola e verticillium;
– facilità nella gestione nutrizionale della coltura;
– facilità nella distribuzione fogliare del mezzo di difesa;
– mantenimento di condizioni termiche più favorevoli alla coltura;
– totale assenza di rischio di imbrattamento dei frutti con residui terrosi;
– maggiore facilità nell’esecuzione delle operazioni colturali, quali il trapianto, ma soprattutto la raccolta (riduzione dei tempi di raccolta del 20-30%).
Il substrato
Per quanto riguarda il substrato di coltivazione la scelta è caduta su un mix tra inerte (perlite) e organico (fibra di cocco). L’apparato radicale della fragola è molto delicato, pertanto questo mix di materiali garantisce un ambiente radicale molto aerato con un moderato contenuto di acqua, al fine di non incorrere in fenomeni di asfissia radicale o dell’insediamento di patogeni come la Phytophthora fragariae e cactorum.
Altra scelta di fondamentale importanza è stata quella di basare la protezione fitopatologica delle piante sulla lotta integrata. È stato, quindi, del tutto eliminato l’impiego di molecole chimiche ed è stato introdotto l’utilizzo di insetti utili con l’ausilio di prodotti biologici da estratti naturali di piante officinali, utili, come ampiamente dimostrato dalla pratica, nel prevenire alcune malattie.
La scelta delle varietà e del tipo di pianta da utilizzare in fase di trapianto è stata importante ed è dipesa tantissimo dal sistema di vendita adottato. Normalmente le aziende che scelgono di vendere nel mercato globale, scelgono varietà e tecniche che permettano di concentrare gran parte della raccolta tra dicembre e gennaio ovvero nel periodo in cui si spuntano i prezzi migliori. Il sistema di vendita scelto dall’azienda Adamo assicura un prezzo quasi costante con oscillazioni minime durante tutto il ciclo produttivo. Negli anni, infatti, il produttore ha acquisito la fiducia del consumatore che conoscendo personalmente ha apprezzato la bontà del prodotto di qualità organolettiche e di sanità uniche nel panorama produttivo.
Il risultato
In una situazione simile il risultato economico soddisfacente per l’azienda si basa sulla disponibilità di prodotto continua e costante in qualità e quantità da fine novembre a giugno. Per assicurarsi questo risultato è necessario che in fase di trapianto vengano scelte piante di ottima qualità, cime radicate e se possibile ingrossate per una veloce entrata in produzione.
Il risultato ricercato si ottiene anche scegliendo di coltivare delle varietà rifiorenti in grado di assicurare una fioritura continua durante il ciclo produttivo, ma nello stesso tempo con buone qualità organolettiche per garantire nel tempo quantità e qualità. L’azienda Adamo ha potuto constatare che lavorando giorno per giorno guardando agli obiettivi e mantenendo i canoni minimi di coltivazione, i risultati positivi si affermano sia nella produzione che nella vendita. Ed è così che per il futuro l’azienda Adamo ha previsto l’incremento della produzione di fragole che passerà dalle attuali 28.000 piante a 40.000 con una semplice operazione di cambio di sesto di impianto di un settore. Forse arriverà anche a 50.000 piante mettendo in produzione altri 1.000 m2 di serre.

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