OrtoSole, sostenibilità a 360°

Eugenio, Alessandro e Beniamino Tiozzo, seconda e terza generazione della famiglia proprietaria di Ortosole, l'azienda orticola modello situata a Maccarese (Roma)
L’esperienza dell’azienda italiana parte del Farm Network, una partnership BASF
Alessandro Tiozzo
Alessandro Tiozzo
Produzione di Indivia riccia su terreno coperto con telo pacciamante Ecovio
Produzione di Indivia riccia su terreno coperto con telo pacciamante Ecovio

Primo: puntare sull’innovazione. Secondo: non subire i vincoli della sostenibilità, ma farli diventare occasioni di crescita e business. Terzo: instaurare robuste relazioni con partner di “spessore” per raggiungere i punti uno e due. Nasce così il successo di OrtoSole, «un’esperienza di sostenibilità a 360° alle porte di Roma», come la descrive un rappresentante della famiglia proprietaria, Alessandro Tiozzo.

 Un’azienda orticola focalizzata su produzioni di qualità. Duecento ettari di cui una trentina nel nucleo originale di Maccarese, appena fuori dall’aeroporto di Fiumicino.   Alessandro rappresenta la quarta generazione di questa famiglia, originaria di Sottomarina di Chioggia (VE): dalle sabbie dell’Adriatico a quelle dell’Agro Romano. Terreni sabbiosi, che richiedono la massima professionalità. Una sfida continua per ottimizzare l’utilizzo della risorsa acqua, per preservare la struttura del suolo e far fronte alle insidie di infestanti, parassiti e patogeni. Sfide a cui, dal 2012, OrtoSole fa fronte anche grazie alla partnership con BASF. Si tratta, infatti, dell’unico membro italiano del Farm Network, una partnership che promuove l’agricoltura sostenibile. In questo modo, l'azienda agricola è diventata un vero e proprio "catalogo di sostenibilità" a cielo aperto.

 

L’ecopacciamatura

Il ritardo di sviluppo delle insalate non pacciamate trapiantate nello stesso periodo.
Il ritardo di sviluppo delle insalate non pacciamate trapiantate nello stesso periodo.

L’ecopacciamatura con il film a base della plastica biodegradabile ecovio è l’emblema delle potenzialità delle sinergie attivate da questa partnership. Si tratta di un telo “ibrido”, chimico e naturale al tempo stesso. Più efficace e più facile da gestire rispetto ad altre soluzioni ecosostenibili e in grado di ottimizzare il controllo delle malerbe per tutto il ciclo colturale delle orticole di serra (il catalogo di OrtoSole va dalle insalate di quarta gamma alle indivie, dalle lattughe alle aromatiche). Al termine del ciclo colturale, sono sufficienti sarchiatura e interramento del telo per attivarne la completa degradazione, eliminando qualsiasi problema di smaltimento.

Assenza di residuo nel terreno ad un mese e mezzo dall^espianto e triturazione del telo pacciamante ECOVIO
Assenza di residuo nel terreno ad un mese e mezzo dall^espianto e triturazione del telo pacciamante ECOVIO

Eugenio Tiozzo (zio di Alessandro) spiega come la collaborazione con OrtoSole abbia consentito a BASF di mettere a punto una microforatura laser che evita i ristagni d’acqua impedendo, comunque, lo sviluppo di malerbe. Un telo, quindi, che consente di risparmiare manodopera e razionalizza l’impiego di erbicidi. Un esempio concreto di come produrre di più con meno: fino al 30% in più nella resa delle indivie, grazie alla migliore gestione di acqua, suolo e malerbe e ad un effetto sinergico con le soluzioni fungicide.

Le zucchine con il fiore

I nematodi sono un altro “cliente”, da tenere sotto controllo. Rotazioni, concimazione con digestato e letame maturo, sovesci (rucola e rafano) e prove con pannelli di ricino concorrono a tenere sotto controllo una problematica in forte crescita in tutte le aree vocate italiane. Prove con Tricoderma sono state approntare per individuare soluzioni ecosostenibili contro i patogeni fungini tellurici. Per la difesa agrochimica, OrtoSole si avvale anche delle strategie BASF a base di soluzioni ad effetto AgCelence, oltre che dei programmi Smart Protection (che prevedono l’integrazione tra prodotti convenzionali e biosolution come Bacillus subtilis o Beauveria bassiana). La tipologia di zucchino più coltivata presso OrtoSole è, ovviamente, quella romanesca, che richiede la commercializzazione dei frutti con i fiori. Caratteristica tipica di varietà caratterizzate da partenocarpia. Mantenere il fiore fresco a lungo è una sfida che OrtoSole affronta proprio grazie al contributo dei prodotti ad effetto AgCelence.

Zucchine cultivar Romolo.
Zucchine cultivar Romolo, tipologia romanesca.
La necessità di commercializzare il frutto con il fiore, come prassi per le tipologie romanesche, è una sfida vinta grazie all^effetto AgCelence delle strategie di difesa BASF.
La necessità di commercializzare il frutto con il fiore è una sfida vinta grazie all^effetto AgCelence delle strategie di difesa BASF.

Giovanni Zippo, Sales Rapresentative BASF, illustra come, nelle esperienze approntate presso OrtoSole, le strategie di difesa basate sul fungicida Cabrio Duo (pyraclostrobin / F500 più dimetomorf) siano quelle che hanno abbinato maggiore resa e conservabilità del fiore.

Biodiversità

«I nuovi Psr (piani regionali di sviluppo rurale) – testimonia Alessandro Tiozzo - puntano molto sui concetti di sostenibilità e

Flower strip con essenze mediterranee per favorire la presenza di api e insetti impollinatori.
Flower strip con essenze mediterranee per favorire la presenza di api e insetti impollinatori.
Fioritura scalare e costante.
Fioritura scalare e costante.

biodiversità. Quattro priorità su sei vanno, infatti, in questo senso. Ma non si tratta di complicazioni:

possono anche tramutarsi in opportunità». In OrtoSole l’impegno in favore del mantenimento della biodiversità locale si declina, ad esempio, nei progetti Flower strip, ideati per favorire la presenza di insetti pronubi e nei progetti in favore delle specie avicole vulnerabili (si veda riquadro). Un impegno che a lungo termine può avere effetti anche sulla redditività aziendale. Per i partner del Farm Network, la biodiversità assicura infatti all’ecosistema agricolo più resilienza, ovvero la capacità di reagire con efficacia alle situazioni di stress tornando rapidamente in una situazione di equilibrio.

L’aspetto sociale

Tutti questi impegni vengono sostenuti con la piena collaborazione degli operatori di OrtoSole. La formazione degli utilizzatori di tutte queste soluzioni è curata con dei pacchetti messi a punto assieme all’Università della Tuscia e i dipendenti vengono coinvolti anche nelle attività di comunicazione. Un modo per corrispondere a tutti gli aspetti della sostenibilità: ecologica, economica e sociale. Un altro esempio viene dalla tecnologia Osmofilm, messa a disposizione da un partner francese. Si tratta di un sistema integrato dedicato al lavaggio delle botti al termine dei trattamenti fitosanitari, strutturato in modo da evitare l’inquinamento puntiforme delle risorse idriche. Una soluzione che assume un doppio valore perché OrtoSole è inserita in un’area protetta. In pratica, prevede una piattaforma rigida ma mobile che convoglia le acque di risulta delle operazioni di lavaggio delle irroratrici verso dei sacchi permeabili all’evaporazione dell’acqua, ma in grado di trattenere i residui abbattendo anche i costi di smaltimento.

Sistema integrato di lavaggio botti per evitare l^inquinamento puntiforme.
Sistema integrato di lavaggio botti per evitare l^inquinamento puntiforme.

Le esperienze in campo

Comprendono prove con agrofarmaci, prodotti nutrizionali e soluzioni funzionali finalizzate a produrre di più, con meno. Esperienze di sostenibilità ambientale e sociale. Progetti a tutela della biodiversità.

  1. Flower strip. In collaborazione con Crea: selezione e semina ai bordi delle serre di essenze mediterranee, in grado di assicurare una fioritura scalare in favore di api e insetti pronubi.
  2. Biodiversità uccelli. In collaborazione con Lipu. Insieme di buone pratiche agricole e allestimento di aree dedicate per incrementare la presenza delle specie avicole. Importante per preservare la presenza di specie autoctone vulnerabili come Calandrella brachydactyla. Nidi con design innovativo sono stati ideati e messi a punto nel carcere di Treviso nell’ambito del programma di recupero “Fuori di gabbia”:
  3. Soluzioni ad effetto AgCelence. Strategie di difesa basate su agrofarmaci BASF in grado di abbinare efficiente protezione a rese quali/quantitativamente più elevate;
  4. Smart Protection. Linee di trattamento tradizionali, combinate con soluzioni naturali, tra cui diversi bio-fungicidi. Programmi di protezione che offrono flessibilità operativa, ottimizzando i residui alla raccolta
  5. Esperienza ecovio. Film pacciamante di plastica biodegradabile BASF. Consente raccolti di qualità, protezione per l’operatore e rispetto per l'ambiente. Migliora la gestione dell’irrigazione, la struttura del suolo e controlla le malerbe, ottimizzando l'uso di erbicidi di sintesi. L’incorporazione del film nel terreno e la successiva sarchiatura attivano il processo di degradazione, che si completa nel giro di poche settimane
  6. Impianto Osmofilm, (messo a disposizione da un partner francese). Soluzione pratica per evitare l’inquinamento puntiforme delle acque, connesso alle operazioni di lavaggio delle botti utilizzate per i trattamenti in campo.
  7. Monitoraggio insetti dannosi. In collaborazione con l’Università di Foggia. Messa a punto del blend feromonico corretto per nottue e altri lepidotteri nocivi che attaccano il pomodoro
  8. Esperienza DMPP. Inibitore della nitrificazione aggiunto al digestato o altro ammendante organico per un utilizzo razionale dell’azoto;
  9. Ecopackaging. Confezioni per agrofarmaci più leggere e maneggevoli, con forme e accorgimenti studiati da BASF per aumentare la sicurezza per dell’operatore.

Le sinergie fanno rete

Manuela Pirovano descrive gli obiettivi di BASF nel corso dell'evento di Roma.
Manuela Pirovano descrive gli obiettivi di BASF nel corso dell'evento di Roma.

L’agricoltura sostenibile è, secondo BASF, un’opportuna necessità. In conclusione del recente evento che ha riunito a Roma oltre 100 distributori di mezzi tecnici per l'agricoltura, la Divisione Crop Protection della multinazionale con sede a Ludwigshafen ha ribadito il proprio impegno. «Puntiamo ad essere percepiti – ha detto Manuela Pirovano, Communication and Sustainability Manager Divisione Crop Protection di BASF Italia – come ambasciatori dell’agricoltura sostenibile». Solo con il supporto dell’innovazione applicata ai prodotti, ai processi (e all’attività di comunicazione) è possibile riuscire a produrre di più con meno. «In BASF, quasi il 30% degli investimenti in ricerca e sviluppo di BASF – continua Pirovano – è dedicata all’agricoltura per individuare nuove soluzioni e tecnologie coerenti con questo obiettivo». Un’attività mirata di ricerca che è il primo ingrediente di una strategia che punta anche a supportare l’uso responsabile dell’innovazione, alimentare progetti di filiera e promuovere l'immagine dell'agricoltore (www.ilpiugrandelavorosullaterra.it). La robusta azione di partnership attivata da BASF attraverso il progetto Farm Network consente di condividere e di sviluppare queste ed altre soluzioni in alcune aziende agricole europee. Attualmente, la rete è composta da 15 aziende indipendenti che lavorano per sviluppare e promuovere un nuovo modo di fare agricoltura sostenibile. L’obiettivo del Network consiste nel far tesoro delle esperienze condotte presso le aziende pilota per poi allargare al mercato la possibilità di fare altrettanto.

Per maggiori informazioni www.agro.basf.it

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome