Film plastici, una rivoluzione in arrivo

film
Film plastico verde selettivo.
Quello dei film plastici per l’agricoltura è un settore in fermento con nuove soluzioni e materiali innovativi a supporto delle scelte dei produttori

I risultati, teorici e pratici, di alcune ricerche pionieristiche nel campo dell’interazione tra radiazione elettromagnetica e piante si rifletterà in maniera significativa sulla scelta dei film plastici da utilizzare in agricoltura
«Si tratta di ricerche molto interessanti, – ci riferisce Pasquale Mormile – ricercatore presso l’Istituto di Scienze applicate e Sistemi intelligenti Isasi-Cnr di Pozzuoli (Na), che stanno creando un grande fermento che preannuncia una nuova rivoluzione in agricoltura».
Per comprendere quando sta accadendo bisogna fare qualche premessa, come spiega Mormile.
«In genere, quando una pianta è attaccata da patogeni, sia di natura animale che vegetale, per difendersi produce i metaboliti secondari, riducendo la produzione di quelli primari. Tali sostanze, a seconda dei casi, possono essere tossiche, urticanti, appiccicose, acide, repellenti, ecc., tutte secrete per difendersi da insetti, funghi e patogeni vari. Allo stesso modo, l’impatto dei raggi Ultra Violetti, specialmente quelli di tipo B (UV-B), che fanno parte della radiazione solare, stimola nelle piante la produzione di metaboliti secondari perché percepiti da queste come un “nemico” da cui difendersi».
Processo fotochimico
In realtà il processo fotochimico che regola l’interazione pianta-raggi UV è abbastanza complesso ma ben noto da alcuni decenni, e varia a seconda della tipologia delle piante irraggiate.
«Attraverso l’effetto fotochimico i metaboliti secondari, prodotti in presenza dei raggi UV, sono, in questo caso, sostanze altamente benefiche per la salute dell’uomo. Antociani, licopeni, carotenoidi, flavonoidi, polifenoli, ß-carotene, tutte sostanze antiossidanti fondamentali per la difesa da malattie cardio-vascolari e da alcuni tumori (principalmente del colon e della pelle), sono oggetto di grande interesse scientifico per la Nutraceutica».
Con l’avvento delle crescenti produzioni in ambiente protetto, gli effetti benefici della produzione di sostanze antiossidanti da parte delle piante si sono ridotti, o addirittura azzerati.
«Come è ben noto, i film plastici per la copertura delle serre bloccano largamente i raggi UV provenienti dal sole, perché per la loro produzione, vengono impiegate, insieme alla materia prima (polietilene, Eva ecc.), stabilizzanti, detti appunto anti UV, usati per la protezione delle plastiche dai raggi UV che, attraverso il processo di foto-ossidazione, invecchiano precocemente il telo. In altre parole, gli additivi usati nel processo di produzione allungano la vita dei film plastici ma non fanno passare i raggi UV e le piante non producono (o ne producono in minima parte) sostanze come antociani, licopeni, e così via».
Sostanze nutraceutiche
Per favorire la produzione di sostanze nutraceutiche, una risposta arriva proprio dal mondo dell’industria dei teli plastici per l’agricoltura.
«Si sta lavorando su film per copertura serre con una “adeguata” finestra ai raggi UV (UV-B), cioè con una “giusta” dose di radiazione Ultra Violetta. Questo è un aspetto importante perché troppi UV rallentano la produzione dei prodotti coltivati, con ritardi fino a due settimane, e riducono i quantitativi fino al 30%; mentre una bassa dose di UV produce sostanze nutraceutiche non significative ai fini della salute umana».
Film con una trasmissione alla radiazione UV calcolata per ottimizzare la produzione di sostanze nutraceutiche nei prodotti agricoli, senza penalizzare assolutamente quantitativi, tempi di produzione e caratteristiche organolettiche, daranno all’agricoltura di frontiera la possibilità di fare un grande salto di qualità, dove le aziende saranno chiamate a spostare il loro target dall’alimentazione alla “nutrizione”.
«Si tratta di un concetto non affatto banale o scontato. Grazie alle nuove materie plastiche, i produttori dei film innovativi metteranno in condizione l’agricoltura moderna e futura di alimentare, nutrire e curare».

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome