Le scelte in orticoltura

scelte in orticoltura
L’impiego del telo nero per la pacciamatura è praticato per la coltivazione di anguria e di essenze aromatiche in pieno campo.
Gli orticoltori si orientano sempre più verso l’impiego di plastica di copertura delle serre a luce diffusa, mentre per la pacciamatura si opta per teli colorati diversamente secondo le esigenze

Nelle coltivazioni di specie destinate alla IV gamma della Piana del Sele la scelta del film plastico di coperture delle serre è determinante, soprattutto per le specie che colorano di rosso le foglie, come ci riferisce Rosario La Manna, tecnico della O.P. “Terra Orti” di Eboli (Sa).
«L’impiego di film plastici a luce diffusa, in grado di consentire il passaggio di una parte delle radiazioni utili per i pigmenti che colorano il fogliame di rosso, è fondamentale per una omogenea e uniforme colorazione di alcune baby leaf, tra cui il lattughino rosso e diverse “orientali (RedChard, ecc.) che richiedono una giusta tonalità di colorazione. Nel caso di utilizzo di film a luce diretta per il lattughino si determina una netta separazione tra il colore rosso della lamina e quello verde del gambo che peggiora nettamente la qualità del prodotto».
L’impiego di film plastici a luce diffusa presenta anche altri vantaggi rispetto a quelli a luce diretta.

Per le lattughe
«Nella coltivazione di lattughe “a cespo” – aggiunge La Manna – la luce diretta, in presenza di temperature elevate e alta luminosità, può determinare il fenomeno delle ustioni per l’effetto “lente” causato dalla presenza di goccioline di acqua sulle foglie. Queste coltivazioni, infatti, maturano nel periodo primaverile – estivo quando si assiste al fenomeno della condensa e le scottature che si verificano sui bordi fogliari costituiscono difetti importanti».
L’ingresso nella struttura protetta di luce diffusa, inoltre, mitiga le escursioni termiche tra giorno e notte riducendo l’accumulo di umidità.

Meno ombra
«La luce diffusa riduce anche il fenomeno delle zone d’ombra presente in caso di luce diretta, consentendo una distribuzione uniforme della luminosità che migliora la fotosintesi».
I vantaggi sopra elencati si riscontrano anche nelle altre specie orticole, in particolare per la fragola; intanto, anche chi si dedica alla produzione di pomodoro si sta convincendo della bontà di questa soluzione.

Luce diretta
«Naturalmente in alcuni casi il ricorso alla luce diretta può essere favorevole – precisa La Manna. Ad esempio nei periodi di scarsa luminosità o critici anche per le basse temperature. Nelle strutture a bassa cubatura, poi, è più facile che si determinino danni in presenza di luce diretta. In ogni caso va trovato il giusto compromesso secondo la situazione».
Nella O.P. “Terra Orti” circa il 70% dei soci ricorre all’impiego dei film plastici di copertura a luce diffusa.
«Alcuni recenti studi del CNR sulle proprietà delle produzioni ottenute sotto film plastici a luce diffusa – sottolinea il tecnico – sembrano evidenziare un aumento del valore nutraceutico delle stesse. La ricerca è stata condotta su rucola ed ha evidenziato un aumento di antiossidanti nelle foglie. Naturalmente, questo aspetto andrebbe valorizzato con opportune campagne informative presso i consumatori ed evidenziando opportunamente le positive caratteristiche in etichetta».

scelte in orticoltura
Il telo giallo, che si presenta nero nella parte inferiore evitando la crescita delle infestanti; inoltre disorienta gli insetti ed evita le scottature dei frutti che vi si appoggiano.

 

Per la pacciamatura
Anche per la pacciamatura le scelte degli orticoltori devono tener conto di diversi aspetti.
«La scelta del classico telo nero – ci dice La Manna – è sempre meno perseguita. Il telo nero, infatti, ha un ottimo effetto per il contenimento delle erbe infestanti in quanto non consente il passaggio dei raggi solari, di contro non ha un buon effetto sulla precocità poiché si riscalda solo superficialmente. Questa soluzione è praticata per la coltivazione di anguria in pieno campo, ma se si vuole precocizzare si fanno altre scelte».
Ad esempio, per la coltivazione del melone si ricorre sempre più spesso al telo verde.
«Il telo verde, consentendo il passaggio di una parte delle radiazioni, riscalda maggiormente il terreno garantendo una maggiore precocità. I nostri soci escludono il telo trasparente che sicuramente conferisce precocità alle produzioni ma, consentendo il passaggio di gran parte dei raggi solari, è soggetto al fenomeno del “galleggiamento”, cioè della crescita di erbe che sollevano il telo».
Altro colore utilizzato per la pacciamatura è il giallo.
«Il telo giallo si presenta nero nella parte inferiore evitando la crescita delle infestanti. Viene utilizzato in particolare nella coltivazione di cucurbitacee, soprattutto della zucca, e presenta il vantaggio di disorientare gli insetti e ad evitare le scottature dei frutti che vi si appoggiano. Sono in corso anche prove su indivia e i primi risultati appaiono confortanti e se dovessero confermarsi questa soluzione potrebbe essere utile per evitare che il prodotto, venendo a contatto con il terreno, si sporchi».
Altra tipologia di telo impiegato è quello biodegradabile.
«Si tratta di materiali biodegradabili costituiti da materiale vegetale, in particolare amido di mais, impiegati soprattutto nelle coltivazioni biologiche. Tuttavia, questa scelta sta trovando anche il favore degli orticoltori che si dedicano alla produzione di pomodoro da industria».

Le scelte in orticoltura - Ultima modifica: 2019-07-08T10:37:20+00:00 da Lucia Berti

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