Qualità globale nell’offerta di giovani piante

offerta giovani piante
L’impegno della Coral Plant nell’applicazione di tecniche di selezione della violacciocca ha consentito un notevole incremento della coltivazione di varietà colorate della specie.
Sperimentazione e servizi tecnici di supporto consentono alla Coral Plant di riscuotere successo presso i produttori

Garantire la “qualità globale” affiancando agli elevati requisiti di ogni singola varietà floricola la puntualità della consegna e un servizio tecnico di supporto, per soddisfare le esigenze dei clienti e garantirgli un adeguato profitto.
È quello che persegue l’azienda vivaistica “Coral Plant” di Torre del Greco (Na) che, nata solo poco più di dieci anni fa, si sta affermando sempre di più nel territorio floricolo campano.

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Angelo D’Apuzzo (a destra) con il fratello Luca, la moglie Annalisa e la figlia Teresa.

«Il successo dell’azienda – ci dice Angelo D’Apuzzo che dirige il vivaio avvalendosi dell’aiuto della moglie Annalisa, della figlia Teresa del fratello Luca e di un team tecnico d’eccellenza – risiede nel perseguire tutte le strade che consentono di migliorare sempre la produzione offrendo un prodotto/servizio che presenta un rapporto qualità/prezzo molto elevato; in altre parole il nostro successo è rappresentato dalla soddisfazione del cliente».
La Coral Plant, pur molto giovane, affonda le proprie radici produttive nel passato.
«La mia famiglia – continua D’Apuzzo – ha fatto della produzione agricola il centro della propria esistenza ed oggi è un vanto dell’imprenditoria meridionale. Inizialmente si dedicava alla produzione di piante da orto e floricole poi, dopo una prima conversione alla floricultura settore di grande importanza nell’economia regionale, è passata alla produzione di “giovani piante” e attualmente in questo settore è una delle maggiori realtà di tutta la Campania».
Innovazione
Perseguire la qualità è anche seguire con attenzione ciò che offre la ricerca e proporre le soluzioni innovative al mondo produttivo sia in tema di varietà sia di soluzioni tecniche.
«Per essere sempre al passo con i tempi – spiega l’imprenditore – è indispensabile interfacciarsi sia con il mondo produttivo sia con quello della ricerca, pubblica e privata. Proprio per questo la Coral Plant collabora con aziende nazionali ed estere per la produzione di giovani piante e segue il cliente anche nelle fasi successive, garantendo una consulenza tecnica di elevata professionalità».
Grazie all’impegno profuso nella ricerca di soluzioni finalizzate a migliorare le produzioni, la Coral Plant ha notevolmente incrementato la produzione di Violacciocche in tutta l’area floricola vocata regionale.
«Il limite della coltivazione della violacciocca è rappresentato dall’elevata produzione di fiori “semplici” (50%) delle varietà “colorate” che non sono commercializzabili e, tra l’altro, costituiscono un costo per il produttore che, per riconoscerli e scartarli, deve portare a termine la coltivazione poiché la differenza tra piante con fiori semplici e doppi si evidenzia solo alla formazione dei fiori stessi. La ricerca è riuscita a selezionare varietà a fiore bianco e giallo in grado di produrre fino al 95% di fiori “doppi”, ma questo risultato non è stato raggiunto per le varietà “colorate” (tutti gli altri colori) che sono quelle maggiormente richieste dai mercati nord europei».
Brevetti giapponesi
Una decina di anni fa, in concomitanza con la nascita del vivaio, Angelo D’Apuzzo iniziò ad informarsi su come le ditte sementiere giapponesi, che detengono i brevetti di gran parte delle varietà di violacciocca coltivate, affrontavano il problema scoprendo che i nipponici avevano ideato una tecnica di selezione delle piantine in vivaio che consentiva di consegnare ai floricoltori oltre il 90% di piante a fiori doppi.
«Ritenni opportuno andare a verificare di persona l’attività in Giappone e in compagnia di una delle addette al vivaio, invitato dai breeders delle ditte sementiere giapponesi Sakata, Murakami e Miyoshi, mi sono recato nell’isola nipponica dove ho seguito un corso di due settimane per imparare la tecnica di selezione».
D’Apuzzo è stato il primo ad importare questa tecnica in Campania, imitato poi da altri produttori di giovani piante che erano a conoscenza di questa soluzione tecnica, ma non la ritenevano economicamente valida.
«La selezione non è facile e inizialmente riuscivo a selezionare tra il 75 e l’80% di piante a fiore doppio. Oggi siamo in grado di individuare oltre il 90% delle piantine idonee. Il riconoscimento va effettuato dopo 3 settimane dalla semina, sulla piantina con il primo paio di foglie vere e varia non solo tra varietà e varietà ma anche in relazione al colore nell’ambito di una stessa varietà».
Risultati immediati
L’iniziativa è costata lavoro e danaro ma i risultati sono stati immediati.
«Nel giro di qualche anno – spiega D’Apuzzo – la produzione di piantine di violacciocca nel nostro vivaio è passata da pochi milioni a circa venti e siamo stati imitati da altri vivaisti che, per restare sul mercato, hanno dovuto anche loro cimentarsi in corsi di apprendimento della tecnica di selezione».
Questa soluzione ha avuto una notevole influenza sull’incremento delle produzioni di violacciocca “colorata”, in risposta alle richieste dei mercati europei, generando un circuito virtuoso.
«La violacciocca attraversa un momento positivo proprio in virtù della possibilità di ricavare reddito dalle varietà “colorate” in coltivazione. Negli anni passati il vivaista aveva maggiori margini di profitto e questo è stato il motivo del ritardo con cui è stata introdotta la tecnica di selezione in Italia. Oggi, grazie all’impegno profuso dalla Coral Plant, pur in presenza di una riduzione dei ricavi si è sviluppato un maggior volume d’affari per l’incremento delle piante vendute».
Sperimentazione
Diverse altre iniziative di sperimentazione sono condotte dalla Coral Plant con le maggiori ditte mondiali impegnate nella ricerca di nuove varietà
«Abbiamo già organizzato degli eventi di presentazione di nuove varietà in campo floricolo testate in aziende che collaborano con noi e fungono da “vetrina” – ci dice D’Apuzzo –. Si tratta di un servizio aggiuntivo molto gradito dai floricoltori che in questo modo possono scegliere e programmare le produzioni sulla base di prove organizzate nella specifica area produttiva che testano la validità delle novità proposte».

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