Innovare mantenendo la sostenibilità economica e ambientale

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L’Azienda agricola F.lli Lapietra ha installato i moduli Led toplighting su tutta la superficie di coltivazione della serra in vetro semichiusa
L’azienda agricola F.lli Lapietra ha puntato sull’illuminazione a led, mentre “La Fattoria di Pol” ha introdotto un moderno fertirrigatore

Nella moderna produzione orticola in serra un imprescindibile punto di forza è l’attivazione di impianti innovativi, in grado di unire quantità e qualità della produzione con efficienza di tutte le risorse impiegate.

In tale direzione operano sia l’Azienda agricola F.lli Lapietra di Monopoli (Ba) sia l’Azienda agricola “La Fattoria di Pol” di Borghetto Santo Spirito (Sv), che hanno introdotto innovazioni impiantistiche coerenti con il ricorso a tecniche agronomiche basate su coltivazioni fuori suolo ad alta densità.

Azienda agricola F.lli Lapietra: coi led risparmio e qualità del prodotto

Per l’Azienda agricola F.lli Lapietra di Monopoli (Ba), specializzata nella coltivazione idroponica di pomodoro da mensa e cetriolo, la lungimiranza per l’innovazione tecnologica è stata sempre il tratto distintivo. Vincenzo e Pasquale Lapietra hanno iniziato la loro attività in serre in ferro-plastica riscaldate. Ma per l’ultima serra, da poco inaugurata, hanno scelto una Venlo in vetro semichiusa da 28.000 m², la prima in Italia, con l’obiettivo di rendere più efficiente la produzione. Infatti la copertura con vetro a luce diffusa garantisce la minore perdita di luce possibile; dal punto di vista energetico l’eccesso di radiazione estiva viene accumulata in falda per poi sfruttarla in inverno; il clima all’interno della serra è sempre controllato dallo scambio di aria attivo. Sempre in questa serra i fratelli Lapietra hanno sperimentato con successo e poi introdotto la tecnica dell’illuminazione supplementare.

Il progetto

«Abbiamo valutato le potenzialità dell’applicazione della tecnica dell’illuminazione supplementare alla coltivazione del pomodoro da mensa in serra nell’areale mediterraneo partecipando al progetto di ricerca “L’applicazione di led (light emitting diodes) per migliorare la produzione del pomodoro in serra”, realizzato dall’Università di Bari, dall’Istituto di scienze delle produzioni alimentari (Ispa) del Cnr di Bari e dall’Università di Wageningen (Paesi Bassi)» informa Vincenzo Lapietra.

Coi Led aumenta la produzione e la qualità può addirittura migliorare

L’attività di ricerca sull’applicazione dell’illuminazione artificiale ha voluto verificare quale sia la tecnologia di illuminazione artificiale (Hps o Led) più adatta al clima mediterraneo. «Da prove preliminari svolte presso l’Università di Wageningen è emerso che la tecnologia Led, più efficiente nell’utilizzo dell’energia elettrica e in grado di modificare lo spettro di emissione e l’intensità luminosa, favorisce gli scambi gassosi delle piantine di pomodoro e le rende più adattabili alle condizioni climatiche dell’areale mediterraneo rispetto alla tradizionale tecnologia Hps. Da successive prove effettuate presso l’Azienda sperimentale “La Noria” dell’Ispa-Cnr di Bari con l’utilizzo di moduli Led interlighting è risultato che l’illuminazione supplementare Led con spettro rosso + blu incrementa di circa il 25% la produzione di pomodoro da mensa in un ciclo autunno-invernale. Invece, apportando anche lo spettro rosso lontano come radiazione supplementare, non sono emersi particolari vantaggi».

Sulla base dei primi risultati del progetto l’Azienda agricola F.lli Lapietra ha installato su 8.000 m2 un impianto Led toplighting con spettro rosso + bianco + blu. «Siamo riusciti a incrementare di circa il 25% la produzione di pomodoro ciliegino e datterino nel periodo compreso tra dicembre e marzo. Da questa attività sperimentale è altresì emerso che le

Con l’installazione dei moduli Led toplighting sull’intera serra l’Azienda Lapietra ha incrementando ulteriormente la qualità dei pomodori prodotti

piante coltivate con illuminazione supplementare incrementano il numero di grappoli prodotti e la velocità di fioritura e che l’efficienza di utilizzo della radiazione luminosa varia in funzione del genotipo. Pur determinando un incremento delle produzioni, l’illuminazione a Led non causa una riduzione dei composti bioattivi dei frutti: infatti polifenoli, carotenoidi, vitamina C, acidità titolabile, calcio, potassio e magnesio sono paragonabili o superiori a quelli riscontrati nei frutti ottenuti solo con la radiazione naturale».

Gli ottimi esiti produttivi hanno convinto l’Azienda Lapietra a installare i moduli Led toplighting su tutta la superficie di coltivazione della serra in vetro semichiusa, incrementando ulteriormente la qualità dei pomodori prodotti. «Questa innovativa illuminazione è coerente con la crescita tecnologica della nostra azienda» sottolinea Lapietra. «La coltivazione fuori suolo riduce di molto la superficie utilizzata e sfruttata a parità di ortaggi prodotti, con un impatto ambientale minore e, quindi, più sostenibile. Il ciclo chiuso da noi adottato consente di risparmiare il consumo di acqua, poiché sono sempre attivi il recupero e il riciclaggio, anche quando è piovana. I moduli Led toplighting ci consentono di illuminare l’intera serra risparmiando sul consumo di energia elettrica e persino migliorando la qualità dei pomodori. Alla quale, per completare ed elevare ulteriormente il profilo della nostra offerta, abbiamo aggiunto le certificazioni “Residuo zero” e “Nichel free”».

Azienda agricola “La Fattoria di Pol”: la fertirrigazione e i vantaggi dell’aeroponica

Coltivare basilico senza alcun substrato, con le radici libere alimentate da una soluzione nebulizzata che fornisce tutti i nutrienti necessari.

Questa è l’attività dell’Azienda agricola “La Fattoria di Pol”, per il cui titolare, Paolo Gazzotti, fin da quando ha avviato il primo impianto aeroponico in Liguria per coltivare basilico, in due serre in ferro-vetro su complessivi 1.800 m², primaria importanza ha assunto la gestione della fertirrigazione.

«L’ottimale controllo della fertirrigazione è fondamentale in una qualsiasi coltivazione su terreno o fuori suolo su substrato. Ma esso diventa vitale nella serra aeroponica, dove le piante, sorrette da pannelli forati posizionati ad altezza d’uomo in apposite canaline in policarbonato, si sviluppano fuori suolo senza alcun substrato di coltivazione. Le radici si espandono all’interno delle canaline, libere nell’aria, e vengono periodicamente e direttamente trattate con una soluzione nutritiva nebulizzata, studiata per fornire loro, a ogni intervento, tutti i nutrienti necessari perfettamente bilanciati. Il processo di crescita avviene in serra, in un ambiente protetto, chiuso e isolato che, grazie anche all’assenza di terreno o altro substrato, assicura alle piante la temperatura e l’habitat perfetti per uno sviluppo e una produzione maggiori. La crescita più veloce e abbondante è dovuta anche alla minore esposizione agli agenti infestanti che possono compromettere e rallentare lo sviluppo delle piante».

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Fattoria di Pol: le piante di basilico sono sorrette da pannelli forati posizionati ad altezza d’uomo in apposite canaline in policarbonato

La gestione della fertirrigazione

Gazzotti somministra tutti i nutrienti necessari alla crescita del basilico mediante soluzioni acquose, arricchite con sostanze nutritive e bilanciate nella composizione chimica, nebulizzate periodicamente e direttamente sulle radici delle piante coltivate. E lo fa con l’ausilio di un moderno fertirrigatore, «cuore pulsante della coltivazione aeroponica del basilico. Ogni mattina il fertirrigatore prepara la soluzione nutritiva in una cisterna da 5mila litri, eventualmente reintegrando quella rimasta dal giorno precedente e riequilibrandola secondo i valori di pH e conducibilità elettrica preimpostati. La soluzione bilanciata ha un valore di pH variabile da 5,7 a 6,5 per far assorbire gli elementi minerali e in particolare il calcio, in modo da favorire struttura, consistenza e formazione del colore delle piantine. La quantità di soluzione nutritiva che residua dalle piante durante la fertirrigazione viene raccolta in una cisterna di recupero, dalla quale viene pulita dall’eventuale presenza di radici, filtrata e rimessa nella cisterna madre».

La gestione della fertirrigazione deve essere molto accurata, puntualizza Gazzotti, perché viene complicata dall’assenza del naturale effetto tampone del terreno o, seppur minore, di un substrato per fuori suolo.

«Con il fertirrigatore programmo brevi cicli fertirrigui, ciascuno di durata variabile dai 10 ai 30 secondi, da effettuare, indicativamente, da ogni 10 minuti durante la stagione estiva a ogni 30 minuti nel corso di quella invernale. Le radici hanno bisogno di essere costantemente bagnate. Se si verifica un blocco del funzionamento della pompa di mandata che spinge la soluzione nutritiva nei tubi per la successiva nebulizzazione, le radici non si trovano più in un bagno d’acqua e possono resistere poco tempo. Soprattutto in estate, se per due-tre ore le radici non vengono irrorate e vanno in riserva idrica, la coltivazione del basilico viene irrimediabilmente distrutta».

I vantaggi dell'aeroponica

“La Fattoria di Pol” ha scelto la coltivazione aeroponica del basilico perché i suoi vantaggi rispetto alla coltivazione su terreno e a quella idroponica sono molteplici, sostiene Gazzotti, e tutti legati alla gestione della fertirrigazione.

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Gazzotti somministra le soluzioni nutritive con l’ausilio di un moderno fertirrigatore, «cuore pulsante della coltivazione aeroponica del basilico»

«Il primo e più evidente vantaggio è lo sviluppo veloce e maggiore delle piante, che non vengono eradicate ma, dopo 15-20 giorni dalla semina, cimate più volte, ogni settimana, a 7-8 cm di altezza. La resa è maggiore, poiché le radici sono sempre ben ossigenate e assorbono direttamente i nutrienti.

Il basilico prodotto è più sano e sicuro: l’ambiente chiuso e completamente controllato e l’assenza di terra eliminano tutti i rischi biologici connessi al ricircolo dell’acqua ed evitano la proliferazione di funghi e batteri e la diffusione di fitofagi; invece le coltivazioni nel terreno e quelle fuori suolo, anche in idroponica (Nft, Floating system), sono suscettibili di asfissia e marciumi radicali. L’aeroponica è sostenibile, perché riduce il consumo di acqua del 95% e di fertilizzanti del 60% rispetto a una coltivazione a terra e non richiede né lavorazioni di terreno né smaltimento di substrato. La soluzione nebulizzata direttamente sulle radici in un sistema chiuso viene recuperata, eliminando la dispersione di qualsiasi concime nel terreno ed evitando l’inquinamento di falde acquifere. L’impianto ad altezza d’uomo rende la raccolta agevole, poiché non obbliga a piegarsi per raccogliere le piantine. Infine il basilico è completamente privo di residui terrosi e molto più veloce da pulire, vanta migliore qualità organolettica e si mantiene più a lungo, perché ossida di meno».

Innovare mantenendo la sostenibilità economica e ambientale - Ultima modifica: 2022-12-21T15:43:54+01:00 da Lucia Berti

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