Ortofrutta, ancora carenza di manodopera

carenza di manodopera
In Europa lo scenario appare simile a quello italiano: Belgio, Francia, Spagna, Polonia e Germania necessitano dai 20mila ai 300mila lavoratori stagionali per il 2020

La filiera ortofrutticola italiana continua a scontare una preoccupante carenza di manodopera che dipende in larga misura dai lavoratori stranieri, in particolare nel periodo di raccolta.

Lo conferma Cso Italy con un’analisi quantitativa su un campione di propri soci che, pur non essendo rappresentativo dell’intero mondo ortofrutticolo, descrive un’importante realtà italiana. L’analisi si è focalizzata su Emilia-Romagna, Trentino, Piemonte, Campania e Lazio.

In base al campione analizzato, nel triennio 2017-2019 i produttori hanno impiegato 53mila lavoratori stagionali (sia italiani che stranieri). Gli stranieri rappresentano il 44,6% del totale e di questi il 77,2% è impegnato nella raccolta. Quote elevatissime se si pensa che rappresentano solo il 10% della popolazione italiana.

Assunta Cecere specifica: «La maggior parte di essi, circa il 51%  proviene dall’Est Europa e a seguire dall’Africa. si è evidenziato, nel dettaglio, che la maggior parte dei paesi di provenienza riguarda: Romania, Marocco, India, Albania e Polonia. Anche per il 2020 i produttori ortofrutticoli del campione studiato confermano l’importanza della manodopera stagionale straniera, con una previsione di oltre 17.000 unità per le colture e aree di produzione oggetto dello studio».

«Questo numero – dichiara Federico Passarelli – conferma la tendenza degli ultimi anni e dimostra come nonostante la minore produzione prevista per quest’anno il fabbisogno di manodopera rimanga elevato».

Situazione simile in Europa

In Europa lo scenario appare simile a quello italiano: Belgio, Francia, Spagna, Polonia e Germania necessitano dai 20mila ai 300mila lavoratori stagionali per il 2020. Ogni Paese ha messo in campo attività di reclutamento volontario di lavoratori stagionali, ma questo sistema non sta garantendo un apporto sostanziale. L’elemento in comune è la necessità di coniugare la disponibilità di manodopera e le precauzioni sanitarie anti Covid-19. Polonia, Germania e Francia stanno introducendo la “quarantena attiva”.

«Siamo consapevoli – conclude la direttrice Elisa Macchi – dell’importanza della manodopera straniera specializzata per il sistema imprenditoriale locale ed europeo. Ci auguriamo che la “quarantena attiva” venga adottata in Italia».

Ortofrutta, ancora carenza di manodopera - Ultima modifica: 2020-06-03T14:20:06+02:00 da Lucia Berti

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