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Cibus: nuova legge per la quarta gamma

Le nuove disposizioni riguardano tutta la filiera, tra esse la temperatura costante

La prossima pubblicazione del decreto di attuazione della legge 13 maggio 2011 n.77 sui prodotti di IV gamma introdurrà alcune importanti regole che riguarderanno tutta la filiera, in particolare il mantenimento della temperatura sotto gli 8 °C lungo tutta la filiera. La nuova normativa è stata al centro della tavola rotonda organizzata a Cibus lo scorso 6 maggio da Aiipa IV gamma, dal titolo “Salto di qualità per la quarta gamma italiana: l'evoluzione dei rapporti tra produzione e distribuzione, nuove opportunità per lo sviluppo del settore”. «L'Italia - ha sottolineato Cesare Ponti, presidente Aiipa in apertura dei lavori - è il primo paese europeo a dotarsi di una legge di settore, una normativa che il gruppo Aiipa IV gamma ha seguito nel corso di tutto l'iter legislativo e che offre gli spunti necessari per rilanciare la competitività e uscire dalla crisi del mercato».

Oltre all'applicazione della nuova normativa Aiipa IV gamma, che rappresenta circa l'85% della produzione nazionale, propone l'introduzione della “shelf life minima garantita”: «Producendo quantità superiori alle previsioni - ha affermato Domenico Stirparo, responsabile gruppo prodotti ortofrutticoli di Aiipa IV gamma - si possono gestire meglio le spedizioni alla distribuzione, fornendo in minima parte prodotto con shelf life minima (uguale a quella attuale) e in gran parte prodotto con shelf life maggiore. Ciò consente di ridurre le inefficienze».

La nuova normativa regolamenta in maniera puntuale gli aspetti che riguardano la trasformazione e l'etichettatura, ma secondo il vice ministro alle Politiche agricole Andrea Olivero, bisognerò lavorare anche per regolamentare anche i criteri di coltivazione e le caratteristiche della materia prima: «Questo aspetto è lasciato all'applicazione, a carattere volontario, della norma UNI, mentre proprio in un comparto come quello del fresh-cut, caratterizzato da uno stretto rapporto tra produttori e trasformatori e dove la materia prima è determinante, dobbiamo lavorare per introdurre l'obbligatorietà della tracciabilità totale in modo che il consumatore abbia tutti gli elementi per valutare la qualità».

Sulla nuova normativa Ambrogio Brunati, direttore commerciale del gruppo Selex, ha accusato uno scarso coinvolgimento della grande distribuzione: «La gdo deve farsi carico di operazioni di carico e scarico più lunghe rispetto all'industria, perciò applicare il mantenimento della temperatura costante potrebbe comportare costi aggiuntivi. Poi non credo che gli 8 °C bastino, si dovrà agire sulle tecnologie produttive se si vuole aumentare la durata delle referenze». Critico, insieme a Francesco Avanzini, direttore commerciale Conad, anche sulla shelf life minima garantita: «Sappiamo tutti quanta attenzione il consumatore presti alla scadenza dei prodotti freshi, trovarne addirittura due potrebbe generare confusione». Gli risponde Giuseppina Pezzali, consigliere delegato Sab, illustrando i risultati di una ricerca Aiipa sugli aspetti microbiologici da cui emerge come la stabilizzazione della materia prima in cella frigorifera direttamente dal produttore e la sua conservazione a temperatura controllata all'arrivo nello stabilimento, prima della lavorazione, incida molto sul miglioramento degli standard microbiologici. Giuseppe Battagliola, presidente de La Linea Verde, aggiunge che negli Usa riescono a dare due giorni in più di shelf life in gran parte grazie al mantenimento della catena del freddo lungo tutta la filiera.

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