Sullo zucchino la botrite è dannosa sia in campo che in post raccolta

La prevenzione si fonda sul controllo delle condizioni climatiche in serra, ma anche su opportuni trattamenti chimici preventivi

Intervenire con prodotti efficaci ad azione preventiva, appena si formano le condizioni per lo sviluppo della botrite, in modo da ridurre al massimo il numero dei trattamenti e dei principi attivi utilizzati. È l’indicazione suggerita da Arturo Caponero, responsabile del Servizio di difesa integrata dell’Alsia Basilicata, per il controllo della botrite sullo zucchino.

Danni visibili, infezioni latenti

«Lo zucchino è coltivato soprattutto nel Centro-Sud Italia (Latina, Ragusano, Foggiano, diverse aree della Campania), sia in coltura protetta (serra chiusa, tunnel serra) per il mercato fresco sia in pieno campo per l’industria di trasformazione. È capace di originare un reddito interessante, ma diverse patologie fungine possono colpire il frutto.

Tra queste spicca la botrite, la quale crea danni visibili o infezioni latenti che si svilupperanno in seguito durante la fase di frigoconservazione, compromettendo la shelf life del prodotto. Infatti il suo agente patogeno, Botrytis cinerea, è un fungo polifago, ubiquitario, che si sviluppa anche a temperature piuttosto basse».

La prevenzione della botrite è possibile soprattutto in coltura protetta e si fonda sul costante controllo delle condizioni climatiche interne. «Nella serra il verificarsi della vecchia regola dei due 15 è un campanello d’allarme, perché la botrite si sviluppa in maniera ottimale a 15°C e per infettare ha bisogno di un periodo di umidità relativa, tanto alta da bagnare le foglie, lungo almeno 15 ore».

Accorgimenti agronomici

Per evitare la formazione di temperature e ristagni di umidità favorevoli allo sviluppo del fungo, suggerisce Caponero, occorre adottare accorgimenti strutturali e agronomici. In particolare:

impiantare le serre lungo la direzione dei venti dominanti;

  • realizzare serre lunghe non più di 30-40 m, per arieggiarle più facilmente;
  • scegliere varietà aperte, espanse, per sfavorire la formazione di umidità nella pianta;
  • non eccedere in concimazioni azotate, per evitare che la pianta cresca troppo fogliosa e si formi un microclima umido al suo interno;
  • non bagnare la vegetazione durante l’irrigazione;
  • regolare la ventilazione interna, più facile nelle serre termocondizionate (ma la rete antiafidi riduce la ventilazione e aumenta umidità dell’aria e condensa);
  • mantenere pulite le serre, perché la botrite spesso colonizza i residui fiorali e rimane latente, per poi penetrare nel frutto maturo attraverso microlesioni.

Geoxe e Switch in serra e in pieno campo

In presenza di un andamento climatico particolarmente umido o nebbioso e non ventilato è necessario cautelarsi con trattamenti fungini preventivi, consiglia Caponero. «Dalle linee nazionali e dai disciplinari regionali di produzione integrata emerge che lo zucchino non dispone di molti principi attivi (in parte utilizzabili solo in coltura protetta) e fra questi alcuni hanno lo stesso meccanismo d’azione».

Per ottenere zucchini di qualità occorre, dunque, un’attenta prevenzione della botrite, possibile però solo con prodotti dotati di caratteristiche di persistenza come Geoxe (solo in serra) e Switch (in serra e pieno campo). Peraltro Geoxe (fludioxonil) e Switch (fludioxonil + cyprodinil) consentono di limitare il numero dei trattamenti e tenere basso quello dei residui, poiché fludioxonil è presente in entrambi.

Geoxe è utilizzabile da inizio fioritura a sviluppo completo dei frutti (al massimo due trattamenti, con intervallo minimo di 10 giorni, alla dose di 0,5 kg/ha). Con Switch occorre iniziare i trattamenti appena si instaurano le condizioni favorevoli alla malattia e intervenire ogni 10-14 giorni, per un massimo di tre trattamenti (0,8 kg/ha).

Sullo zucchino la botrite è dannosa sia in campo che in post raccolta - Ultima modifica: 2020-09-22T17:05:31+02:00 da Lucia Berti

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome