Uso sostenibile dei fitofarmaci, novità in arrivo per serre e vivai

caponero pan

Entro la fine di quest’anno dovrebbe essere approvato dai ministeri competenti il nuovo Piano di azione nazionale (Pan) per l’uso sostenibile dei fitofarmaci. Si è così concluso un lungo iter di revisione, con un notevole ritardo rispetto alle tabelle di marcia dettate dall’Unione europea.

La nuova bozza del Pan

Il Pan, da revisionare con periodicità quinquennale, è previsto dalla direttiva 2009/128/Ce. La direttiva imposta l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari. La normativa ha profondamente inciso sulla gestione fitosanitaria interessando, sull’intero territorio europeo, tutte le aziende agricole e tutti coloro che commercializzano o utilizzano prodotti fitosanitari. Interessa, inoltre, i numerosi enti e istituzioni che si occupano della loro regolamentazione.

Il primo quinquennio di attuazione del Pan è terminato nel 2018. Il lavoro di revisione portato avanti da un comitato tecnico scientifico è stato presentato pubblicamente a fine del 2019, per raccogliere le numerose rilevazioni o proposte di modifica da parte dei portatori di interesse.

La nuova bozza, in stesura, ha dovuto anche tener conto dei recenti indirizzi programmatici dell’Europa (Green deal, Farm to fork, Biodiversità 2030) e dei rilievi fatti all’Italia dalla Commissione europea sull’attuazione del piano.

Cosa cambia per il florovivaismo

Diverse novità sono previste per il settore delle colture protette e del vivaismo rispetto al Pan attuale. Ad esempio, le “Misure per la riduzione dell’uso e dei rischi derivanti dall’impiego dei prodotti fitosanitari nei vivai, nelle serre e nelle colture protette”.

Con particolare riferimento alle colture floreali e ornamentali, è previsto che entro due anni dall’adozione del nuovo Pan il Mipaaf predisponga delle linee guida che tengano conto della possibile esposizione a prodotti fitosanitari per i lavoratori. Questa novità riguarda anche i rivenditori e gli acquirenti di piante ornamentali e fiori, potenzialmente esposti per via cutanea e inalatoria.

Scelta dei fitofarmaci

La scelta dei fitofarmaci dovrà seguire criteri che indirizzino verso prodotti meno pericolosi per la salute e per l’ambiente nelle diverse fasi di lavorazione. Lo stesso criterio andrà applicato alle modalità di distribuzione dei prodotti fitosanitari, al fine di ridurne la diffusione ambientale.

Gli utilizzatori professionali di fitofarmaci che operano nelle serre floricole ed ornamentali dovranno ricevere formazione specifica. Questo probabilmente avverrà in aggiunta al percorso standard per l’abilitazione alla manipolazione dei fitofarmaci (l’attuale corso di 20 ore con esame finale). Dovranno essere anche codificate delle misure di informazione per la tutela dei lavoratori, dei rivenditori e degli acquirenti di piante ornamentali e fiori.

Le altre misure

Ci saranno, poi, misure specifiche di informazione da parte delle aziende florovivaistiche nei confronti di aziende confinanti che producono derrate alimentari. Il motivo è che il rischio di contaminazione è particolarmente sentito in alcuni comprensori dove coesistono a stretto contatto vivai, anche fuori serra, e coltivazioni ortive o insediamenti abitativi.

Come richiesto anche dal governo, saranno introdotte misure per la riduzione dei rischi nelle aree frequentate dalla popolazione. Per questo sono state previste le fasce di rispetto dai corsi d’acqua, l’utilizzo di ugelli anti-deriva e altre misure di mitigazione del fuori bersaglio durante i trattamenti fitosanitari.

Usare il cannone diventa più difficile

Il controllo funzionale delle macchine irroratrici in uso è un obiettivo che è stato largamente disatteso in questi anni. Inoltre, per alcune tipologie particolari, come i fogger o altre macchine utilizzate in strutture serricole, non sono ancora disponibili protocolli accreditati per il controllo e la certificazione del corretto funzionamento.

Nel nuovo Pan sono previste anche restrizioni nell’uso di categorie di irroratrici che generano maggiore deriva degli agrofarmaci, come i cosiddetti cannoni. Il loro uso sarà vietato sulle colture ortive in pieno campo e limitato nelle colture protette.

Usi consentiti del cannone

In particolare, per i trattamenti in serra o tunnel, l’uso del cannone sarà consentito solo nel caso in cui non sia richiesta la presenza dell’operatore all’interno. Questo ad esempio, avviene con un'irroratrice esterna o irroratrice mobile con transito su binari e comando a distanza.

Consentito anche qualora il trattamento venga effettuato tramite trattore con cabina pressurizzata e dotata di filtri adeguati, mantenendo la struttura chiusa durante tutto il trattamento e per il tempo necessario per l’asciugatura della miscela fitoiatrica irrorata.

Alternative al cannone e distanze minime

Resta ancora da definire se l’uso del cannone potrà essere consentito per le serre-tunnel di dimensioni non adeguate a permettere l’ingresso dell’irroratrice, dove il trattamento è eseguito dall’esterno, orientando il getto all’interno dei tunnel. Esistono, ovviamente metodi alternativi al cannone che spara nella serra, più mirati e meno impattanti ma anche decisamente più costosi.

Per i trattamenti nei vivai in pieno campo, la distanza minima da rispettare dalle abitazioni e dalle aree frequentate dalla popolazione non potrà essere inferiore a 50 metri. Inoltre, il getto del cannone dovrà essere rivolto in direzione opposta alle abitazioni e alle aree citate.

Le risorse della Pac

Per i prossimi anni si dovrà tener conto e sfruttare la sinergia possibile tra le azioni del Pan e la futura Pac post 2020. Questo soprattutto in termini di risorse economiche da investire in misure funzionali agli obiettivi del Pan.

Alcuni obiettivi, ad esempio, sono rivolti alle misure di sostegno alle tecniche di difesa integrate o biologiche e alla regolazione delle irroratrici ed alla consulenza aziendale. Per questo, nella programmazione della Pac e dei suoi strumenti di intervento, il Mipaaf dovrà prevedere azioni volte a favorire, nei vivai, nelle serre e nelle colture protette, l’adozione di pratiche agronomiche che prevedono un ridotto e/o migliore uso dei prodotti fitosanitari.

Il ministero dovrà dare priorità all’impiego di prodotti fitosanitari a basso rischio. Inoltre, dovrà incentivare la realizzazione di investimenti produttivi per l’innovazione tecnologica e infrastrutturale dei vivai e delle serre con il fine di ridurre l’uso dei prodotti fitosanitari e dei rischi connessi. Dovrà promuovere, infine, l’aggiornamento e la crescita professionale degli operatori dei vivai e delle serre con percorsi dedicati di formazione e consulenza.

I prossimi passi

La stesura del Pan è in fase avanzata, ma restano ancora aperte diverse questioni che potrebbero portare a cambiamenti anche sostanziali rispetto alla prima bozza. Dopo che il comitato scientifico avrà chiuso il lavoro, il testo passerà ai ministeri competenti, alla conferenza Stato-Regioni e successivamente alla firma dei tre ministri competenti (agricoltura, salute e ambiente) per la pubblicazione su Gazzetta Ufficiale. Un percorso burocratico non facile, per non perdere l’appuntamento prefissato di fine anno.

Uso sostenibile dei fitofarmaci, novità in arrivo per serre e vivai - Ultima modifica: 2021-07-01T15:20:25+02:00 da Paola Cassiano

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