Basilico, gli insetti buoni vincono e convincono

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In serre ad elevata tecnologia è possibile ottenere un completo controllo dei fitofagi ricorrendo alle sole tecniche di difesa biologica

Il basilico rappresenta una coltura molto particolare perché sono numerose le tecniche di coltivazione e diversi i prodotti finali; ad esempio la coltivazione può essere condotta in fuori suolo in vaso o con il sistema idroponico, mentre il ciclo si può concludere con la vendita del vasetto di basilico oppure con la raccolta delle cime. In tutti i casi la pianta deve contraddistinguersi per il bel colore verde smeraldo delle foglioline.

In realtà sono numerose le avversità che minacciano la qualità del prodotto finale; insetti in particolare.

I tripidi

I tripidi (Frankliniella occidentalis) minacciano la qualità delle foglie perché con le loro punture di alimentazione determinano delle punteggiature bianche che possono poi degenerare in estese necrosi; per questo motivo non esiste una soglia di tolleranza per questo fitofago contro cui bisogna agire tempestivamente ma soprattutto preventivamente.

Il fitoseide predatore Amblyseius cucumeris contrasta efficacemente lo sviluppo dei tripidi. I lanci riguardano ogni nuovo ciclo colturale, agendo preventivamente e introducendo una dose di 100-150 esemplari del predatore ogni metro quadrato in più introduzioni. Questa dose e tecnica di lancio di riferimento deve poi essere di volta in volta adattata alle diverse tecniche colturali e soprattutto alla diversa lunghezza del ciclo di produzione. Per tenere monitorata la presenza e lo sviluppo del tripide ci si può aiutare con le trappole cromotropiche azzurre da cui sono attratti i tripidi adulti.

Gli afidi

Gli afidi rappresentano una categoria di fitofagi che minaccia un po' tutte le colture e quindi non fa eccezione il basilico. Il danno prodotto può essere di diversi tipi:

- danno diretto per sottrazione di elementi nutritivi;

- danno indiretto dovuto alla produzione di melata ed al conseguente sviluppo di fumaggini che imbrattano di nero il prodotto.

La difesa deve essere impostata secondo criteri preventivi per evitare il formarsi di popolazioni consistenti che sarebbero poi di difficile controllo. In tal senso si può sfruttare efficacemente l'elevata capacità di ricerca dei parassitoidi di afidi (Imenotteri) Aphidius colemani  e Aphelinus abdominalis che lanciati anche in condizioni di bassissima presenza del fitofago riescono comunque a ritrovarlo. A. abdominalis dalle più recenti esperienze sembra mostrare una maggiore specificità ed efficienza di attività nei confronti degli afidi delle colture a foglia ed in particolare del basilico.

La tecnica di riferimento prevede di impiegare i parassitoidi in lanci di 0,5-1 esemplari a metro quadrato fino a raggiungere un totale di 4-6 esemplari.

Se ci si trova a dover controllare presenze di afidi più consistenza o emergono durante il ciclo colturale dei focolai a presenza elevata del fitofago è possibile sfruttare la voracità delle larve del Neurottero Chrysoperla carnea in lanci estemporanei di 10-15 individui a metro quadrato, oppure l'azione dei coccinellidi con riferimento particolare ad Adalia bipunctata.

Agromizidi

Le foglie di basilico sono minacciate anche da Ditteri agromizidi del genere Liriomyza spp che con le loro punture di suzione e ovodeposizione producono un danno estetico grave anche a bassi livelli di presenza; ci troviamo anche in questo caso di fronte ad una "soglia zero" perché la sola presenza del fitofago è in grado di creare un grave problema. Si può efficacemente intervenire con introduzioni preventive dell'Imenottero parassitoide Diglyphus isaea tipico degli ambienti mediterranei e molto efficiente nella ricerca dell'ospite. Una dose di riferimento può essere considerato un lancio settimanale da 0,1 esemplari a metro quadrato all'inizio dei nuovi cicli fino ad arrivare ad un totale di 0,3-0,5 esemplari.

Il basilico negli ultimi anni è stato anche minacciato dalla presenza di acari tarsonemidi, con particolare riferimento all'acaro pallido, che possono essere controllati attraverso l'introduzione del fitoseide predatore Amblyseius andersoni . La dose complessiva di 10-20 individui per metro quadrato viene cadenzata in più introduzioni.

Nottuidi

I preparati microbiologici a base di Bacillus thuringiensis possono poi essere utilizzati in trattamenti efficaci nel controllo dei vari Lepidotteri nottuidi che possono attaccare il basilico, preferendo formulati commerciali contenenti più sottospecie del batterio a garanzia di una maggiore copertura.

Nella torba dei vasetti di coltivazione del basilico possono poi svilupparsi degli sciaridi dannosi alla coltura perchè sulle punture di alimentazione si possono sviluppare funghi del gen Pythium. Nel caso di attacchi conclamati si può efficacemente intervenire impiegando prodotti a base di nematodi entomopatogeni; Steinernema feltiae ha fornito buoni risultati alla dose di 25000-40000 larve per vasetto di basilico.

I fitofagi che possono attaccare il basilico sono numerosi, ma per ognuno è possibile adottare una razionale strategia di difesa secondo le modalità e le tecniche della lotta biologica. In particolare in condizioni colturali in serre ad elevata tecnologia è possibile ottenere un completo controllo dei fitofagi ricorrendo alle sole tecniche di difesa biologica.

I vantaggi di ordine sanitario sono numerosi per il consumatore e per gli operatori che quotidianamente operano negli ambienti di coltivazione.

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