Geranio, la difesa

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Molte malattie se non vengono prevenute e combattute adeguatamente, possono compromettere le coltivazioni in serra ed arrecare seri danni economici.

Le malattie che colpiscono il geranio si possono dividere in 5 gruppi ben distinti in relazione alla causa:

  1. Malattie fisiologiche o non parassitarie
  2. Malattie da funghi
  3. Malattie da batteri
  4. Malattie da virus
  5. Malattie da parassiti animali

La descrizione di tutte le malattie ci porterebbe a una disquisizione molto lunga e complessa; pertanto ci limiteremo a trattare quelle più diffuse ed importanti, cioè quelle che possono arrecare seri danni.

Malattie fisiologiche

Questa categoria di malattie molto frequente è dovuta a cause ambientali sfavorevoli che provocano deviazione dalla normale funzione fisiologica di crescita e sviluppo della pianta. Spesso sono dovuti da errori della gestione idrica. Nella coltivazione del geranio si riscontrano disturbi della nutrizione causati da anomalie fisico-chimiche presenti nel substrato di coltivazione. Ad esempio pH troppo alti o troppo bassi che riducono o inibiscono il normale assorbimento dei nutrienti.

Anche dal punto di vista fisico, un substrato poco drenante, quindi poco ossigenato può indurre a delle carenze nutritive anche se i nutrienti non mancano, ricordiamo che la radice per svolgere la sua funzione assorbente ha bisogno di una corretta presenza di ossigeno.

I disturbi nutrizionali sono anche causati da una scorretta concimazione che può generare carenze o eccessi di elementi nutritivi. Dobbiamo sempre ricordare che gli elementi nutritivi sono legati da sinergie ed antagonismi pertanto l’eccesso o la carenza di un nutriente può inibire l’assorbimento di un altro.

I disturbi della nutrizione sono comunque riconoscibili osservando le piante. Ad esempio una carenza di macro-elementi (azoto – fosforo – potassio) generalmente inizia dalle foglie più vecchie, come l’ingiallimento delle fogli basali per carenza di azoto, o l’arrossamento delle stesse per carenza di fosforo, mentre una carenza di microelementi come ferro, manganese inizia sempre dalle foglie giovani ciò a causa della scarsa mobilità che hanno questi elementi all’interno della pianta. Quando si presentano questi problemi non bisogna subito aumentare pesantemente la concimazione perché non è sempre una strategia risolutiva, ma sarebbe consigliabile un analisi fogliare e del substrato per individuare con esattezza la causa del problema.

Un’ alterazione fisiologica molto frequente nel geranio è l’edema (foto 2) che si manifesta con la formazione di pustole attorno alle nervature e sulla lamina fogliare, all’inizio sono traslucide ed acquose, poi cicatrizzando assumono un aspetto suberificato. L’edema è causato da un assorbimento d’acqua eccessivo rispetto alla traspirazione, in conseguenza di un terreno troppo bagnato, da elevata umidità dell’aria e in periodi di poca luce. Questa patologia è più frequente nei gerani edera e parigini, per combatterla bisogna irrigare moderatamente, migliorare il drenaggio soprattutto durante l’inverno, ventilare la serra e utilizzare maggiormente il riscaldamento aereo rispetto a quello basale per favorire la traspirazione e non stimolare troppo l’attività radicale.

Malattie causate da funghi

Muffa grigia.Una malattia fungina molto frequente è la muffa grigia causata dalla Botrytis cinerea che può colpire il geranio in tutte le sue fasi di sviluppo. È un fungo polifago che attacca moltissime piante da fiore, si sviluppa sulle giovani piante provocando un marciume nero che colpisce la parte basale o mediana del fusticino che poi evolve ricoprendosi da una fitto feltro miceliare grigio,  nel geranio la Botrytis cinerea  è particolarmente pericolosa in fase di fioritura poiché in particolari condizioni ambientali come U.R. elevata, scarso arieggiamento della serra, temperature elevate e irrigazione per aspersione può danneggiare pesantemente e in tempi brevi i fiori giunti a maturazione. Inoltre i  petali dei fiori cadendo infettano anche le foglie  diffondendo la malattia sull’intera pianta (foto 4). La difesa si effettua migliorando le condizioni ambientali predisponenti, evitando le irrigazioni sopra chioma e con l’uso di prodotti chimici come: iprodione, tiram, chlorothalonil.

Ruggine. La ruggine (Puccinia pelargonii zonalis) attacca le foglie nella pagina inferiore e le stipule fogliari nella parte esterna (foto 5-6). La diffusione della malattia è favorita dall’ambiente caldo umido e confinato della serra. Ci si accorge dell’infezione quando nella pagina superiore delle foglie si notano delle macchioline gialle, rotonde ben delimitate, inizialmente della dimensione della testa di un grosso spillo. Se si guarda in corrispondenza di quel punto, nella pagina inferiore, si notano delle pustoline di color marrone con disposizione circolare. Sono gli organi di propagazione della Puccinia . Le spore vengono diffuse da correnti d’aria e dalle operazioni colturali si sviluppano preferibilmente con T tra 15-23°C. La difesa si effettua evitando le bagnature fogliari, mantenendo il grado igrometrico basso, controllando il materiale di propagazione all’arrivo, eliminando le foglie infette e con l’uso di prodotti chimici preventivi come lo ziram e curativi come bitertanolo, ciproconazolo, propiconazolo.

Marciumi radicali e del colletto

Pythium spp. Le radici sono colpite da un marciume scuro (foto 7) che provoca la facile separazione dell’epidermide dal cilindro centrale, nelle giovani piante l’attacco si verifica tipicamente nella zona del colletto i cui tessuti appaiono imbruniti da un marciume molle con zone grigiastre la pianta tende ad afflosciarsi ed a ingiallire.

Questo fungo agisce più frequentemente nei periodi freddi e di scarsa luminosità e in piante eccessivamente concimate e con terricci troppo umidi. La difesa si ottiene utilizzando terricci di buona qualità drenanti evitare fertirrigazioni eccessive e con l’impiego di prodotti chimici come il propamocarb, metalaxil-m, fosetil-alluminio.

Rhizoctonia solani. A livello del substrato le piante in fase giovanile presentano un marciume nero e molle la pianta presenta avvizzimenti ed ingiallimenti. La malattia è favorita da temperature elevate e sbalzi idrici nel substrato, poiché gli organi di riproduzione del fungo sono molto resistenti e permangono per molto tempo, si devono eliminare accuratamente i residui colturali e mantenere la pulizia delle superfici di coltivazione. Per quanto riguarda la difesa chimica i prodotti più indicati sono: thiram, toclofos-metile, iprodione.

Tracheomicosi. Sono quelle malattie in cui il patogeno si insedia nei vasi, pertanto viene compromessa la funzione di trasporto dell’acqua, verificandosi uno squilibrio tra la quantità traspirata e la possibilità di rifornimento e il sintomo che ne deriva è l’avvizzimento. Nel geranio gli agenti di malattia sono il Verticillium albo-atrum e il Verticillium dahliae. La malattia si presenta ai primi caldi con avvizzimenti di parte della chioma e nella parte terminale i germogli marciscono. La difesa si effettua con irrorazione di prochloraz.

Malattie provocate da batteri

Le malattie batteriche sono spesso molto gravi. I batteri più pericolosi per il geranio sono: Xanthomonas pelargonii, Ralstonia solanacearum, Agrobacterium tumefaciens. I sintomi provocati dalle batteriosi sono molteplici e variabili a seconda dell’età della pianta e dell’organo colpito e sono a livello fogliare: avvizzimenti, ingiallimenti, maculature necrosi localizzate o estese (foto 9-10). Oppure fessurazione dei fusti con emissione di essudato e formazione di tumori. Non ci sono cure con prodotti chimici per le infezioni batteriche quindi bisogna lavorare in prevenzione evitando irrigazioni sopra chioma, disinfettando le superfici di coltivazione con Sali quaternari d’ammonio, nelle manipolazioni usare attrezzature disinfettate rimuovere dalle zone di coltivazione residui colturali infetti.

Malattie da Virus

Le piante affette da virus presentano delle caratteristiche macchie decolorate (foto11), accartocciamenti, bollosità e atrofie locali. La lotta contro le virosi si può fare solo indirettamente, eliminando le piante infette e combattendo gli insetti vettori come afidi tripidi ed evitando il taleaggio di piante madri infette.

Malattie da parassiti animali

Afidi. Sono insetti di colore verde o bruno, formano delle colonie (foto12-13), che si localizzano nei tessuti giovani, posseggono un apparato pungente e succhiante per soddisfare le loro esigenze alimentari, tale attività trofica provoca nelle foglie colpite deformazioni e arricciamenti. Sono pericolosi vettori di virus, si riproducono con clima caldo e umido. Alla comparsa dei primi individui bisogna trattare con piretroidi, imidacloprid, acetamiprid, tiacloprid, etofenprox.

Tripidi. Thrips tabaci è un parassita polifago ha il corpo di color giallo o bruno di forma allungata e sottile lungo 1 mm (foto 15) si localizza nella pagina inferiore della foglia dove provoca delle lesioni argentee cosparse di puntini neri (foto 16) che sono le deiezioni dell’insetto.

Frankliniella occidentalis si posiziona preferibilmente su giovani foglie e su boccioli e fiori dove crea deformazioni, nella pagina fogliare si creano formazioni suberose simili a quelle riscontrabili con l’edema, i fiori presentano aree decolorate e arricciamenti.

La difesa è resa difficile dalla velocità di riproduzione dell’insetto, dal fatto che spesso è all’interno dei boccioli e dalla resistenza ai fitofarmaci. Buoni risultati si ottengono con la lotta biologica, mentre nella lotta chimica i principi attivi più usati sono: piretroidi, spinosad, abamectina, etofenprox, metomil.

Cocciniglia. Planococcus citri  e Icerya purchasi sono insetti molto ben riconoscibili che nel caso di infestazione massiccia portano un forte inestetismo alla pianta che deperisce e presenta deformazioni fogliari. Buoni risultati si possono ottenere con lotta biologica. La difesa chimica si ottiene con i seguenti p.a.: imidacloprid, metomil, piretroidi in miscela con olii minerali.

Licedine /Lepidottero del geranio. Cacyreius marshalli (foto 18-19) è una piccola farfalla, la femmina depone le uova prediligendo le infiorescenze e boccioli fiorali. Dopo la schiusa la larva scava un foro nel bocciolo per portarsi all’interno della pianta oppure erode la pagina inferiore delle foglie. Le larve sono di colore verde ed impiegano 30-40 gg per svilupparsi. La velocità del ciclo è proporzionale alla T a 20°C 60 giorni a 30°C la metà.

I principali p.a. da usare per la difesa chimica sono: piretroidi, metomil, imidacloprid

Acari. Tetranychus urticae  (ragno rosso) (foto 20) sulla pagina inferiore delle foglie si notano gli adulti di colore rosso o giallo-bruno e, in caso di infestazione avanzata, si notano delle sottili ragnatele. I sintomi sono ingiallimenti, bronzature, suberosità. Anche gli acari Tarsonemidi possono causare danni alle foglie e ai fiori.

Buoni risultati si ottengono con la lotta biologica mentre per la difesa chimica i principali p.a. usati sono: abamectina, exitiazox, fenpyroximate, tebufenpyrad.

 

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