Erica, per decorare il giardino anche d’inverno

erica
L'Erica caniculata presenta fioritura invernale ed è, quindi, adatta ad ornare i giardini nel periodo freddo dell'anno
Le varietà presenti offrono un elevato valore decorativo e sono impiegate per abbellire i giardini in diversi periodi dell’anno.

L’erica è utilizzata per la produzione di vasi fioriti destinati alla decorazione dei giardini, in particolare durante i mesi invernali, dove sono utilizzate per formare macchie e/o bordure. Le piante coltivate sono perlopiù ibridi che appartengono a diverse specie (E. carnea, E. gracilis, E. erigena, E. canaliculata, E. verticillata, E. hyemalis, E. x darleyensis, ecc.) e sono prodotte sia in Italia sia all’estero. L’erica è utilizzata per la produzione di vasi fioriti destinati alla decorazione dei giardini, in particolare durante i mesi invernali, dove sono utilizzate per formare macchie e/o bordure. Le piante coltivate sono perlopiù ibridi che appartengono a diverse specie (E. carnea, E. gracilis, E. erigena, E. canaliculata, E. verticillata, E. hyemalis, E. x darleyensis, ecc.) e sono prodotte sia in Italia sia all’estero.I floricoltori scelgono l’ibrido in base al valore ornamentale e alle esigenze produttive. Le eriche, infatti, fioriscono in diversi periodi dell’anno: alcune in estate, altre tra l’estate e l’autunno, altre in pieno inverno, altre ancora tra autunno-inverno e primavera. Gli ibridi in coltivazione presentano colori vivaci, crescita veloce e abbondanza di fiori. Tra le specie con fioritura invernale troviamo la caniliculata che, durante l’inverno, ha un aspetto spettacolare ricoprendosi totalmente di una miriade di fiorellini rosa. In Italia, considerate le diverse condizioni climatiche che si rinvengono nelle varie regioni, è possibile la pianificazione di tutte le fasi: dalla moltiplicazione fino al prodotto finito in vasi di diversa dimensione.

 Le esigenze climatiche

L’erica soffre più gli eccessi termici che le basse temperature; i valori termici ottimali per la crescita sono intorno ai 10-12°C. Tuttavia, si ritrovano alcune specie che tollerano le alte temperature (E. canaliculata), mentre altre resistono anche a valori termici fino a -15/20°C (E. carnea).Per la radicazione delle talee è ottimale una temperatura basale di 18-20 °C ed una ambientale di 5°C più bassa; se la temperatura si mantiene su valori maggiori di 27°C per tempi prolungati la radicazione è ostacolata. La coltivazione può essere condotta in differenti situazioni climatiche, tuttavia la crescita è migliore dove il clima estivo è temperato (zone collinari o in prossimità di grandi corpi d’acqua). Possono essere coltivate in pien’aria ricorrendo all’ombreggiamento nella fase di radicazione e, per le giovani piante, nei mesi estivi.

Allevamento delle giovani piante

L’allevamento delle giovani piante parte dall’acquisto delle talee radicate che sono ottenute ad inizio primavera (marzo) oppure, più di rado, in autunno. Il materiale è prelevato da piante “madri” per niente o poco fiorite utilizzando la parte apicale delle ramificazioni laterali, lunga 3-4 cm, senza fiori e con stelo indurito ma non legnoso e prelevate da piante sane. Le talee sono collocate in contenitori alveolari in un substrato formato da torba bionda e perlite oppure torba bionda e sabbia silicea in parti uguali. Il pH del substrato va regolato a 4,0-4,5 e la nutrizione di base prevede l’aggiunta di microelementi. La radicazione è effettuata sotto tunnel di film plastico o sotto un impianto di nebulizzazione molto fine in modo da mantenere il tasso igrometrico alto senza però saturare il substrato. Nella moltiplicazione autunnale le talee possono vegetare un poco prima dell’inverno, ma in genere la crescita è ridotta per il breve periodo utile.Per una buona radicazione delle talee occorre un periodo di circa tre mesi che si allunga se l’operazione si effettua in autunno.In vaso finaleI vivaisti possono trasferire la talea direttamente nel vaso finale, se questo è di piccole dimensioni (Ø 11 – 13 cm), oppure in vasetti (es. Ø 7 cm) prima del passaggio nel vaso definitivo con diametro che solitamente va da 16 a 20 cm. Se si opta per piante di dimensioni più grandi (in vasi con diametro da 24 fino a 40 cm), oppure se la crescita coincide con un periodo freddo, è necessario procedere ad ulteriori passaggi; ad esempio per avere piante in vaso Ø 24 cm si passa dal vaso Ø 7 a quello Ø 16 e poi al definitivo con Ø 24. Dopo il travaso le piante, secondo la specie e, quindi, il periodo, vanno collocate direttamente all’aperto o sotto rete oppure in strutture protette (serra o tunnel) dove vanno controllati, con gli opportuni interventi, sia gli eccessi termici sia quelli igrometrici.

Spostamento intermedio

Nel caso di spostamento intermedio in vasetto l’invasatura successiva avviene dopo ulteriori 90-120 giorni secondo il periodo di allevamento. Il ciclo di accrescimento, pertanto, ha una durata variabile secondo il periodo di allevamento (che varia con la specie) e le dimensioni finali che si vogliono ottenere (nel caso di piante allevate in vasi diametro 40 cm occorre circa 18 mesi). Per l’invasatura va utilizzato un terriccio con pH di 4-5 a base di torba bionda (la miscela di torba scura e bionda è impiegata solo quando si effettua la produzione di vasi fioriti di dimensione non superiore a 13 cm di diametro) eventualmente ammendato con l’aggiunta di perlite o pomice e concimato con un concime ternario a titolo equilibrato a lenta cessione nella dose di 1-1,5 kg/m3. Durante la prima stagione di crescita le piantine vanno ripetutamente cimate in modo da favorire l’accestimento e questa operazione è certamente quella più impegnativa; l’ultimo intervento va eseguito qualche settimana dopo l’ultimo travaso in modo da avere piante ben accestite per la vendita che corrisponde al momento della fioritura e, quindi, varia da specie a specie.

Concimazione e irrigazione

L’erica è una specie con esigenze nutrizionali medio – basse, sensibile alla salinità (massimo 1 mS nella soluzione satura di terreno). Il fabbisogno di elementi nutritivi durante la coltivazione è soddisfatto con la concimazione al substrato utilizzando concimi a lenta cessione o con la fertirrigazione. Se si opta per quest’ultima soluzione inizialmente si procede somministrando dosi contenute di elementi nutritivi (0,5 g/l per settimana), con un concime a titolo equilibrato o con più elevato contenuto in potassio per far irrobustire la pianta, successivamente si procede apportando ogni settimana 2-2,5 g/litro di un concime con rapporto N/K di 1,5 nella fase vegetativa e uno a titolo equilibrato in quella generativa. L’apporto di calcio è importante durante la fase vegetativa e la concimazione va integrata opportunamente con chelati di ferro per prevenire la clorosi, in particolare se l’acqua d’irrigazione è ricca di bicarbonati.Quando, a fine stagione, le piante si presentano ben “abbottonate”, va ridotto l’apporto di azoto per contenere l’allungamento dell’apice degli steli oltre l’infiorescenza. L’erica gradisce un’umidità costante ed è molto sensibile agli stress idrici. L’irrigazione va effettuata a goccia o per aspersione, utilizzando acqua di buona qualità (basso contenuto in cloruro di sodio e non molto “dura”).Le piante in vasi più piccoli possono essere rinvasate l’anno successivo in vasi di maggiore diametro per ottenere piante di taglia più grande.

La difesa

L’Erica è una specie rustica poco soggetta ad attacchi parassitari che, tuttavia, può essere danneggiata da marciumi al colletto e/o alle radici. Il marciume radicale è causato da Phytophthora cinnamomi che possono portare al disseccamento della pianta; il fungo Cylindrocladium scoparium è responsabile del marciume del fusto i cui sintomi (appassimento e disseccamento) sono evidenti nei periodi di clima caldo – umido e su piante ricche di azoto e in forte crescita. Il marciume basale, invece, è causato da Rhizoctonia solani e da Cylindrocarpon destructans. Altre malattie sono rappresentate dai seccumi rameali causati da Glomerella cingulata, Phytophthora citricola e Pestalotipsis sydowiana. Riguardo ai parassiti animali troviamo il ragnetto rosso e gli afidi contro i quali s’interviene con principi attivi autorizzati presenti in commercio, avendo cura di evitare i trattamenti con temperature alte. Nella tabella 1 sono riportati alcuni dei principi chimici impiegati per la difesa.

Gli aspetti economici 

In commercio sono presenti numerose varietà appartenenti a diverse specie prodotte in Italia oppure importate dall’estero, con fiori di diverso colore (bianco, rosso, viola, rosa, ecc.), tutti più o meno egualmente rappresentati. Per quanto riguarda gli aspetti economici va sottolineato che il costo di produzione è estremamente variabile essendo influenzato dal costo della talea radicata, che varia in base alla zona di produzione (più elevato quando è d’importazione) e al pregio della varietà e dalla durata del ciclo di coltivazione che varia con la specie, il periodo e la dimensione finale della pianta.Nella presente nota si riporta un esempio con riferimento alla fase di coltivazione di una varietà della specie canaliculata, partendo da talee radicate acquistate in Italia e travasate prima in vasetto 7 cm per poi essere “completate” in vaso Ø 16 cm. La densità finale è di 10 piante/m2 e il ciclo di produzione si conclude in 6 mesi (giugno – novembre). In questo caso, l’analisi evidenzia che la voce di costo con incidenza nettamente maggiore è rappresentata dai mezzi tecnici (46%). Nell’ambito di questi prevale il costo d’acquisto delle talee radicate (70%, con un costo unitario di 0,75 euro) seguito da quello del substrato e dei vasi; la spesa per concimi, antiparassitari e altro appare piuttosto modesta. L’altra voce di costo di una certa importanza è la manodopera (circa il 38,5%), nella quale prevale l’operazione di potatura (circa 44%) seguita dal trapianto (37%). Discreta è l’incidenza delle quote (9%), mentre i rimanenti valori sono modesti e assommano al restante 6,57%.Pertanto, giacché su 1.000 m2 la spesa complessiva per condurre un ciclo di coltivazione di circa 180 giorni (dall’acquisto della talea alla vendita in vaso diametro 16 cm) è circa 23.100 euro, il costo unitario di una piantina di una varietà Erica canaliculata, con talea acquistata sul mercato nazionale (densità 10 piante/m2) è pari circa 2,31 euro che rappresenta il costo medio a cui vendere l’intera produzione per coprire completamente i costi.n

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