Prodotti di nicchia per garden e fioristi

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Panoramica della produzione di stelle di Natale dell'Ortovivaistica
L’Ortovivaistica di Francavilla Fontana (Br) produce stelle di natale, in forme particolari,alberelli, cespuglioni e piante doppie

Alberelli in vaso 35, cespuglioni (quattro piante) in vaso 45 e piante doppie in vaso 22. Sono le originali forme di allevamento della stella di Natale (o poinsettia) adottate dall’azienda agricola Ortovivaistica di Francavilla Fontana (Br) per ottenere prodotti di nicchia, vendibili a una clientela molto esigente e che non bada a spese, soprattutto garden e fioristi. Ma nell’offerta dell’azienda brindisina non mancano le più comuni piante singole nei vasi 14 e 17 e nel basket 19.
«L’Ortovivaistica è un’azienda attiva nel recuperare, coltivare e valorizzare il ricco patrimonio orticolo autoctono, attraverso la riproduzione diretta dei semi di varietà locali e la vendita di piantine dagli elevati standard qualitativi ad agricoltori professionali e a hobbisti. Per me – dichiara il titolare del vivaio, Antonello Vecchio – la produzione di stelle di Natale è, più che un lavoro, un piacevolissimo hobby: perciò, invece di puntare solo su un prodotto di massa, come fanno tante aziende floricole, ho optato per una produzione molto varia, dando spazio a forme particolari».
Le strutture
Alla produzione di stelle di Natale Vecchio destina ogni anno due moderni tunnel serra in ferro-plastica, ciascuno dei quali è largo 10 m e lungo 60 m. Entrambi sono colmi di vasi, sia a terra, dove circa 6.000 sono sistemati su un tappetino nero in nailon che garantisce un’estrema pulizia (sotto questo un altro telo in polietilene evita la risalita di umidità durante la notte), sia in alto, infatti a tre metri dal suolo sono appesi 3.600 tra vasi 14 e basket 19.
«Come per le altre piante floricole coltivate dall’Ortovivaistica, le primaverili begonia, petunia, geranio, surfinia, tagete, ecc., anche per la stella di Natale mi approvvigiono, da aziende specializzate, di talee coperte da brevetto. Attualmente coltivo tre varietà: la più importante e presente in azienda è la Bella Italia, rossa, bellissima ma difficile da coltivare, perché è molto suscettibile alle variazioni di pH; a essa accompagno, in piccole percentuali, la bicolore Primero Glitter, caratterizzata da brattee rosse con macchie bianche irregolari, e la bianca Infinity Polar. Per gli alberelli e i cespuglioni il trapianto delle talee lo effettuo a metà-fine marzo (settimane 10-12) in vaso 12, dove la pianta resta fino alla cimatura. Invece faccio i trapianti in vaso 22 la 23ª settimana, in basket 19 la 24ª settimana, in vaso 17 la 26ª settimana, in vaso 14 la 32ª settimana, sempre senza alcun rinvaso successivo. Eseguo i trapianti con la moderna invasatrice aziendale, utilizzando idonei substrati vergini e sterili, che evitano lo sviluppo di erbe infestanti».
Dopo il trapianto
Dopo circa 28 giorni dal trapianto, quando le piantine presentano già un buon apparato radicale, ben disteso lungo il vaso, Vecchio cima l’apice vegetativo centrale, per eliminare la dominanza apicale e consentire lo sviluppo delle gemme laterali.
«Per il vaso 22, il vaso 17, il vaso 14 e il basket 19 effettuo una sola cimatura. Invece per gli alberelli in vaso 35 due cimature, la prima a giugno, la seconda entro il 15 agosto; anche per i cespuglioni in vaso 45 due cimature, la prima a giugno, la seconda entro il 18 luglio. Dopo la cimatura rinvaso alberelli e cespuglioni nei vasi finali, rispettivamente 35 e 45».
Dal trapianto fino alla cimatura le stelle di Natale vengono disposte “vaso contro vaso”, cioè i vasi vengono accostati fra loro, a gruppi di 20, distanti 30-40 cm l’uno dall’altro, in un microclima ideale per favorirne la crescita iniziale: Vecchio ventila con le aperture in gronda e laterali, umidifica con innaffiature leggere, tante volte quante ne richiede l’andamento climatico, ed evita l’irraggiamento diretto stendendo le reti ombreggianti sul tetto dei tunnel-serra.
La spaziatura
«Dopo la cimatura i vasi vengono spaziati in modo che le piante si trovino fra loro in una condizione tecnicamente detta “tocco/non tocco” e poi, ogni qualvolta questa condizione venga a mancare, si allargano: questo per consentire alle piante di crescere con un portamento a V e non a ombrello. Tra fine agosto e metà settembre effettuo l’ultima e definitiva spaziatura. La densità per metro quadro varia a seconda del prodotto che si vuole ottenere e al tipo di mercato a cui l’azienda si rivolge. Più alta è la densità di piante per metro quadro e più si otterrà un prodotto commerciale; invece più bassa è la densità per metro quadro e più si avrà un prodotto per una clientela molto esigente. In particolare: i cespuglioni vengono spaziati con densità di 1 pianta/m², il vaso 22 e il vaso 17 con densità rispettivamente di 2-3 e 4/5 piante/m², mentre il basket 19 e il vaso 14 vengono coltivati appesi con densità rispettivamente di 1 pianta/m² e 2 piante/m²».
Sempre dopo la cimatura, circa a metà agosto, Vecchio utilizza per la prima volta i prodotti brachizzanti, «per contenere i getti laterali, livellare le piante e rinforzarle. Non adotto un quantitativo definito di brachizzanti o un calendario specifico di somministrazione; il loro impiego varia di anno in anno e a seconda delle varietà che si sceglie di coltivare, sia per il numero di trattamenti sia per le quantità utilizzate di volta in volta. Ovviamente sulla varietà Bella Italia, più vigorosa, adotto brachizzanti o più potenti o in dosi maggiori rispetto a quelli utilizzati sulle altre varietà».
La concimazione
Vecchio inizia a concimare le stelle di Natale dopo la cimatura mediante fertirrigazione, con una miscela costituita da una titolazione ternaria più solfato di magnesio, microelementi e ferro.
«I concimi variano a seconda del tipo di acqua che utilizzo per fertirrigare. Tengo sotto controllo sia il pH sia la conducibilità elettrica del substrato e a seconda dei valori riscontrati apporto le correzioni necessarie».
Arieggiare adeguatamente la serra è fondamentale per ridurre il tasso di umidità interna e sfavorire lo sviluppo delle malattie fungine, come muffa grigia e marciumi vari, che altrimenti deteriorerebbero irreparabilmente la qualità delle brattee.
«Da metà ottobre in poi, quando le temperature calano e le piante rimangono bagnate più a lungo, curo, mediante la ventilazione naturale e il riscaldamento, di abbassare l’umidità relativa intorno all’ottimale 70%. Favorisco il ricambio dell’aria attraverso le aperture in gronda e laterali, in modo da consentire l’effetto camino. Nel periodo che va dalla metà di ottobre fino alla vendita delle piante, la mattina, subito dopo l’irrigazione, faccio rinnovare l’aria almeno fino al primo pomeriggio. Sono attento anche a effettuare l’irrigazione la mattina, tra le 8.00 e le 9.00, per fare in modo che le piante arrivino a sera asciutte e l’umidità relativa interna sia sempre adeguata, non eccessiva. Infine, per riscaldare la serra impiego due bruciatori da 200.000 calorie alimentati a gasolio: ottengo un’uniforme distribuzione del calore nella serra canalizzando l’aria calda in due apposite condotte».
La difesa
Se è relativamente facile prevenire attacchi fungini, è più complesso risolvere, sempre preventivamente, il serio problema fitosanitario delle mosche bianche (gli aleurodidi Trialeurodes vaporariorum, o mosca bianca delle serre, e Bemisia tabaci, o mosca bianca del tabacco), che, se entrano nella serra, possono annidarsi nella pagina inferiore delle brattee e là nutrirsi provocando ingiallimenti e indebolendo la pianta.
«In un primo tempo intervengo con la lotta biologica, impiegando l’acaro fitoseide predatore Amblyseius swirskii che agisce sulle uova e blocca la riproduzione delle mosche bianche; solo a fine ottobre intervengo con un trattamento chimico per debellarle del tutto. È una lotta indispensabile poiché la rete antiafidi che circonda la serra limita moltissimo l’ingresso di acari e insetti dannosi, ma non elimina del tutto il rischio della presenza delle mosche bianche in serra».
Alla fine di un “viaggio” colturale che inizia a marzo e termina a fine novembre-metà dicembre, l’Ortovivaistica rie­-
sce a mettere sul mercato un’offerta multiforme di stelle di Natale: quasi 10.000 pezzi all’anno fra alberelli in vaso 35, cespuglioni in vaso 45, piante doppie in vaso 22 e singole in vaso 14 e 17 e basket 19.
«Il bacino commerciale non è molto esteso. Purtroppo il trasporto, soprattutto per alberelli e cespuglioni, che sono pesanti e ingombranti, fa lievitare di molto il costo delle piante. Perciò preferisco servire i garden e i fioristi del Brindisino e delle provincie limitrofe, Bari, Taranto e Lecce. Ma, su richiesta, i miei pezzi pregiati possono andare dovunque in Italia».

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