Ciclamino, strategie di difesa integrata

www.coltureprotette.it/
Ciclamino
Trichoderma e Streptomyces in prevenzione per la fusariosi. Predatori e parassiti per controllare lo sviluppo dei fitofagi

Tra le importanti produzioni floricole del periodo estivo, insieme alla stella di Natale, spicca sicuramente il ciclamino.

Coltura presente praticamente in ogni azienda floricola e garden, necessita di un periodo di coltivazione piuttosto lungo e può essere soggetta a diversi problemi, in termini di difesa, che riguardano sia l’apparato radicale che fogliare.

Nonostante sia storicamente una delle produzioni più “bombardate” dai classici prodotti di sintesi, oggi è possibile anche qui una produzione integrata grazie all’utilizzo di prodotti microbiologici, acari ed insetti utili.

Partendo dalla parte “nascosta”, ovvero dall’apparato radicale, i funghi patogeni possono essere di varia origine ma gli attacchi di Fusarium spp. sono generalmente i più frequenti.

Per ciò che riguarda invece l’apparato fogliare le lotte principali si rivolgono a tripidi, lepidotteri, acari ed anche afidi.

Apparato radicale

L’industria microbiologica mette oggi a disposizione una miriade di prodotti atti a migliorare, proteggere e favorire il corretto sviluppo della radice, grazie all’utilizzo di micorrize, batteri della rizosfera e funghi antagonisti.

Il grosso denominatore comune che raggruppa tutti questi prodotti è uno ed unico: prevenzione.

Esistono in commercio ottimi prodotti per la protezione dell’apparato radicale, ma si tratta appunto di una protezione e pertanto non si possono pretendere effetti curativi in caso di dimenticanza di utilizzo nel periodo corretto, il quale si identifica con il momento del trapianto.

Tra i vari prodotti, per la prevenzione da Fusarium spp., si segnalano in particolare quelli a base dell’ormai noto fungo Trichoderma spp. e del batterio Streptomyces spp..

Entrambi sono in grado di colonizzare rapidamente le radici della pianta ospite manifestando un’azione di antagonismo contro i funghi patogeni, ma agiscono anche attraverso altre modalità come la competizione nel substrato, iperparassitismo, produzione di metaboliti antifungini e stimolazione della produzione di peli radicali.

Apparato fogliare

I principali protagonisti della lotta integrata sono rappresentati da acari predatori e da un insetto parassitoide: Amblyseius cucumeris, Phytoseiulus persimilis, Aphidius colemani.

Amblyseius cucumeris è un acaro fitoseide predatore utilizzato per il controllo dei tripidi (Frankliniella occidentalis, Thrips tabaci ed altri) su varie colture orticole ed ornamentali. Questo predatore, con il corpo piriforme e di colore ialino, è piccolo ma molto mobile ed è in grado di utilizzare anche altre fonti di cibo, compreso il polline, che ricerca esplorando attivamente la pianta.

Phytoseiulus persimilis è un acaro fitoseide predatore utilizzato con successo in tutto il mondo, per la lotta biologica al ragnetto rosso (Tetranychus urticae), su varie colture orticole ed ornamentali, sia protette che in pieno campo. Le femmine, con il corpo piriforme di colore arancio brillante, sono leggermente più grandi di un ragnetto rosso e molto mobili. P. persimilis è caratterizzato da una elevata capacità di ricerca ed è in grado di esplorare ampie superfici. Il suo impiego risulta vincente grazie, oltre che alla sua rusticità, al fatto che si nutre di tutti gli stadi di ragno rosso, dall’uovo all’adulto.

Aphidius colemani (imenottero braconide) è un importante parassitoide impiegato per la lotta biologica a diversi generi di afidi, tra cui in prevalenza Aphis spp. e Myzus spp. in colture orticole e floricole. A. colemani è un parassitoide solitario, che svolge il ciclo larvale all'interno del corpo dell'afide. Le femmine, dotate di una elevata capacità di ricerca, frequentano i siti di insediamento degli afidi ed una volta individuato l'afide depongono un uovo al suo interno. L'afide parassitizzato non muore subito, ma viene lentamente svuotato dall'interno sino a che si rigonfia, trasformandosi nella cosiddetta "mummia" di colore bruno-nocciola. Ne uscirà poi un individuo adulto che a sua volta cercherà attivamente altre prede da parassitizzare.

Non vi sono invece acari o insetti utili per il controllo dei principali lepidotteri che colpiscono il ciclamino, ma prodotti a base di Bacillus thuringiensis risultano efficaci e totalmente compatibili in un programma di lotta integrata.

Strategie di lotta

La strategia di lotta integrata inizia sin dai primi giorni di coltivazione. Come accennato in precedenza gli interventi con prodotti per la protezione dell’apparato radicale vanno effettuati subito dopo il trapianto, possibilmente con la prima bagnatura, in modo da proteggere la coltura e prevenire gli attacchi da patogeni.

In caso di successivi periodi di stress, il grande caldo estivo è l’esempio più eclatante, questi prodotti possono essere ripetuti per poter aiutare la coltura alla ripresa.

L’introduzione di organismi utili può avvenire successivamente, ma anche qui la chiave per un utilizzo efficace è l’utilizzo in prevenzione.

Il lancio preventivo di A. cucumeris è essenziale: grazie alla sua polifagia l’acaro sarà in grado di riprodursi ed affermarsi nella coltura anche in assenza di tripide e sarà pronto a nutrirsene non appena il tripide attaccherà il ciclamino.

  1. persimilis è invece un predatore obbligato e quindi si nutre solo di ragno rosso, la sua introduzione si consiglia comunque in breve anticipo rispetto al periodo previsto di attacco da parte del ragno rosso, magari con lanci con un basso numero di individui per metro quadrato per non lasciare la coltura “scoperta”.

Le introduzioni di A. colemani seguono in linea generale lo stesso ragionamento che si effettua per le introduzioni di P. persimilis, essendo comunque l’afide sito indispensabile per la sua riproduzione.

Per poter tradurre in efficacia questi accenni di lotta integrata, il tecnico specializzato svolge un ruolo essenziale nella programmazione dei lanci e seguirà il produttore nelle varie fasi di coltivazione effettuando visite tecniche a controllo del giusto svolgimento di questa strategia.

Nel caso in cui si renda necessario, il tecnico sarà inoltre in grado di segnalare i giusti prodotti fitosanitari da utilizzare compatibilmente con gli organismi introdotti.

Alcuni accorgimenti

Le pratiche di buona coltivazione non vanno mai abbandonate: sembra banale ma una pianta in buone condizioni di “salute”, proprio come noi, è meno suscettibile ad attacchi di patogeni.

Per il controllo del tripide ci si può avvantaggiare posizionando delle trappole cromotropiche collose di colore blu o giallo ed effettuare periodicamente il controllo degli adulti di tripide in modo tale da avere un’indicazione dell’andamento della popolazione.

Per afide e ragno rosso invece il monitoraggio deve essere più accurato ed è necessario controllare direttamente la coltura. In questi casi si presta maggiore attenzione a quei punti in cui storicamente partono le infestazioni, come per esempio la vicinanza a porte o aperture laterali o ad altre colture che richiamano lo stesso tipo di organismi dannosi.

 

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome