Substrati, le richieste dei florovivaisti

Ben drenanti e capaci di far sviluppare un ottimo apparato radicale. L’esperienza di due produttori lucani

Specifico per la coltura, ottimamente drenante per evitare ristagni idrici e conseguente sviluppo di malattie fungine, esente da funghi, batteri, nematodi e altri parassiti e da sostanze tossiche. È così che deve essere un substrato professionale di coltivazione per Massimo Mecca, titolare dei Vivai Mecca di Scanzano Jonico (Mt), azienda florovivaistica specializzata nella produzione di piante fiorite e verdi in vaso da interno ed esterno, e per Salvatore La Malfa, titolare dell’omonima azienda vivaistica di Policoro (Mt), impegnata nella produzione di agrumi ornamentali.

La scelta

«La scelta del substrato è uno dei fattori che condiziona maggiormente la corretta crescita delle piante in vaso - dichiara Mecca - . È un aspetto operativo che già mio padre Sebastiano, fondatore dell’azienda nel 1988, teneva in conto e che io, subentrando nel 2003 e rinnovando l’attività paterna, ho posto fra i punti cardine della tecnica colturale. Ai tunnel freddi in ferro-plastica e agli ombrai ho aggiunto serre riscaldate in ferro-vetro e in ferro-doppio film plastico, per una superficie coperta totale di un ettaro».

Per valorizzare il notevole investimento effettuato e per diversificare l’offerta Mecca ha ampliato il ventaglio di specie coltivate. «Ai crisantemi sotto gli ombrai e alle piante da siepi, ai cespugli e agli arbusti, come ligustro, viburno lucido, ecc, a quelle rampicanti e alle aromatiche (rosmarino, lavanda, timo, ecc.) nelle serre fredde, ho aggiunto altre tipologie di piante nelle serre riscaldate: le piante fiorite primaverili in vaso (geranio, petunia, verbena, viola e così via), le stelle di Natale e le piante verdi da appartamento (Ficus, Aralia, Monstera, ecc.)».

Un attento studio

Naturalmente, con tante tipologie e specie di piante coltivate in vaso la scelta dei substrati, evidenzia Mecca, è diventata prioritaria. «Per evitare di perdermi fra mille possibili substrati, alla ricerca eccessiva di quello giusto per ogni specie, dopo un attento studio delle necessità degli apparati radicali delle diverse specie coltivate, ne ho selezionati tre per altrettanti gruppi di piante in cui ho suddiviso tutte quelle che coltivo».

Per la Poinsettia o stella di Natale, allevata, in funzione della fase vegetativa, in vaso 10, 14, 16 o 19, le piante fiorite primaverili, in vaso 14, e le piante verdi da appartamento, in vaso 12, 14, 16 e 18, Mecca ha scelto un substrato ottimamente drenante, che non crei problemi di ristagni idrici e, quindi, di sviluppo di patologie fungine.

Su bancali

«Allevo tali specie su bancali con irrigazione a flusso e riflusso, dove è necessario un rapidissimo drenaggio. Perciò ho scelto un substrato costituito da una miscela di torba bionda, torba bruna e perlite, che si caratterizza appunto per l’elevata capacità per l’aria e l’alta porosità. Questo substrato, valido per il fiorito primaverile, è particolarmente indicato per la coltivazione della Poinsettia, che, essendo a ciclo medio-lungo, richiede un substrato altamente drenante per ottimizzare la gestione e la modularità delle pratiche fertirrigue. L’elevata stabilità strutturale rende inoltre tale substrato idoneo anche per la coltivazione di piante verdi a fogliame decorativo. Le torbe di tale miscela sono ben strutturate, hanno una granulometria adeguata, né troppo fine né grossolana, quindi, con l’ausilio della perlite, si rivelano ideali per il flusso e riflusso e consentono un buon dispiegamento dell’apparato radicale delle piante. Utilizzo questo substrato da più di un anno e mi trovo benissimo. Per curiosità ho sperimentato su alcuni vasi substrati più economici ma non mi hanno garantito le stesse performance. In questo substrato posso ottenere, su richiesta, l’inserimento di un concime a lenta cessione di elementi nutritivi. Ferma restando l’ottima qualità del substrato, non ho trascurato, nella sua scelta, la bassa incidenza del costo di trasporto sul mio prezzo di acquisto: infatti esso, come gli altri due che utilizzo, lo compro da un’azienda ubicata a Laterza, nella parte occidentale della provincia di Taranto, quindi distante solo poche decine di chilometri dalle mie serre».

A terra

Invece per le specie allevate a terra e irrigate con il punto goccia, i crisantemi in vaso 20, le piante da siepi, i cespugli e gli arbusti in vasi 16 e 18 e le piante aromatiche in vaso 14, Mecca utilizza come substrato «una miscela costituita da torba bionda, torba bruna e pomice, molto indicata per queste specie, che hanno un ciclo più lungo rispetto a quelle allevate su bancali. La torba bionda conserva ottimamente la propria struttura per tutto il periodo di crescita e relativa formazione dell’apparato radicale di queste specie a ciclo più lungo, altrimenti si decomporrebbe scendendo di livello dentro il vaso. La presenza di pomice granulata garantisce sufficiente drenaggio e ottimizza i rapporti suolo-acqua».

Infine per le primaverili allevate in vaso 10 a ciclo breve, cioè primula, petunia, viola, geranio, ecc., da rinvasare in giardino, Mecca adotta «un altro substrato, a base solo di torba, bionda e bruna, caratterizzato da una granulometria più sottile dei due precedenti, adatto per vaso piccolo e anche più economico, visto che le piante fiorite primaverili sul mercato spuntano prezzi modesti».

Il concime

Tutti e tre i substrati, puntualizza Mecca, non creano problemi di ristagni, né fitosanitari. «Contengono inoltre un concime ternario NPK ad alta solubilità che si caratterizza per un rapporto equilibrato fra i macronutrienti della fertilità (rapporto 1:1:1) e garantisce alla coltura un ottimo effetto starter, cioè consente il soddisfacimento delle sue esigenze nutritive nelle prime settimane dopo l’invaso o il trapianto. Sono tutti e tre abbastanza flessibili, il primo in particolare, tanto che posso utilizzarlo per numerose colture, senza mai registrare risultati negativi».

Agrumi ornamentali

Se per Mecca, con tante specie floricole, è stato alquanto complesso individuare i substrati di coltivazione adeguati per le diverse tipologie, più facile è stato per La Malfa trovare il substrato più adatto per i suoi agrumi ornamentali, ma non per questo la ricerca è stata meno attenta.

«Ogni anno destino 2.000 m² di serra in ferro-plastica, pari a un quinto della superficie aziendale coperta, alla produzione di oltre 10.000 piante di agrumi ornamentali, allevate a terra e irrigate con il punto goccia: kumquat o mandarino cinese (le varietà Margarita, tondo ovale, a frutto piccolo, oboato o obovato), cedro (le varietà “mano di Budda” o dalle lunghe dita e Diamante), diverse varietà di limone (in particolare il limone di Rocca Imperiale, privo di semi e rifiorente), bergamotto (femminello e fantastico), chinotto, lima (purscha x chinotto), lime, pompelmo, ecc.».

La semina

Per produrre le piante di agrumi ornamentali La Malfa parte dai semi necessari a ottenere i portainnesti, sui quali dopo innesta le marze. «Come portainnesti utilizzo l’arancio trifogliato, l’arancio amaro, l’Alemow, il limone Volkameriana, il Citrange Carrizo e il Citrange Troyer C35. Effettuo la semina in vasi quadrati da 7 cm, in serra fredda, riscaldata naturalmente dal sole che alla latitudine di Policoro non manca quasi mai. Un ciclo produttivo dura in genere 2,5-3 anni: semina a gennaio, rinvaso dopo 60 giorni in vaso tondo e/o quadrato da 18 cm, innesto del portainnesto all’età di 1,5 anni circa, consegna al cliente a partire almeno un anno dopo l’innesto. Per la semina ricorro a un substrato leggero, costituito da torba bruna e bionda molto fini e comunque ben drenanti. Invece per il rinvaso adotto un substrato formato da torba bionda, torba bruna e pomice, che si distingue per l’elevata capacità per l’aria. La particolare strutturazione delle torbe e la presenza della pomice facilitano il drenaggio impedendo fenomeni di ristagno idrico e limitando la contrazione e la perdita di volume della zolla durante la coltivazione. Con questo substrato l’apparato radicale si forma e distende in tutto il volume della zolla e assorbe solo l’acqua, con gli elementi minerali, che le occorre, mentre la restante drena senza formare alcun ristagno. Di ciò ne beneficia tutta la pianta. Non a caso la mia produzione di agrumi ornamentali alimenta un interessante mercato, sia per il valore estetico delle piante sia per i frutti. Le piante vengono ricercate da garden e agrofarmacie che vendono articoli da giardinaggio, da privati per i loro giardini, non solo in Basilicata ma anche nelle città del Nord Italia, da hobbisti, persino da amministrazioni pubbliche per abbellire aree verdi. I frutti vengono richiesti per usi particolari, come il lime da parte di bar e pub per la preparazione di cocktail, drink, aperitivi».

 

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