Fragola in Piemonte, nuove tipologie di impianto

fragola
Disposizione dei frutti nel lato esterno delle file.
La necessità di ottimizzare le risorse disponibili ha orientato i produttori verso il fuori suolo con soluzioni innovative

L’azienda agricola di Rivera Riccardo a Monteu Roero (Cn) (395 s.l.m.) a Marzo 2017 ha iniziato una nuova coltivazione “sperimentale” di fragola rifiorente fuori suolo. L’azienda da molti anni specializzata nella coltivazioni di asparagi sia in tunnel, con riscaldamento basale per avere un anticipo di produzione, che a pieno campo; oltre alla coltivazione di nocciole.
Con il ritorno in azienda del figlio Marco l’obbiettivo è stato quello di introdurre una nuova coltura, che si posizionasse come raccolta nei mesi lasciati a ridosso delle colture presenti in azienda.
La piramide
La sfida è stata quella di tentare una coltivazione fuori suolo e con la massima densità colturale possibile, per far fronte all’ottimizzazione del poco terreno pianeggiante disponibile ed il contenimento dei costi.
Per ottenere questo risultato si è progettata una struttura che potesse supportare 5 piani di coltivazione secondo una disposizione piramidale.
In questo modo in una struttura ad archi (tipica della zona) con larghezza 6 m per 24 m di lunghezza si sono realizzate 2 strutture artigianali a piramide da 5 linee di coltivazione per un totale di 2.000 piante allevate su una superficie di 144 m2, pari ad una densità di 13,9 piante\m2.
Molta attenzione è stata posta alla luce, in quanto fattore determinante ai fini di una buona produttività delle piante; è un elemento limitante soprattutto quando si parla di impianti ad alta densità. Per questo motivo l’orientamento dei filari è disposto rigorosamente nell’asse Nord-Sud, si utilizza una pacciamatura al suolo di colore bianco ed infine si è scelta una copertura in film plastico a luce Diffusa. Al fine di incrementare la luce a disposizione delle piante si sono effettuati investimenti semplici e alla portata di una superficie piccolissima.
L’illuminazione
È stata posta particolare attenzione al cono d’ombra che la struttura realizza; infatti anche questo dettaglio è stato calcolato nel distanziare opportunamente le strutture. Un altro particolare è nella diversa illuminazione ricevuta dalla file 4.1 e 2.2, la foto è stata scattata al pomeriggio con il sole a Ovest.
L’orientamento in direzione Nord-Sud è fondamentale per assicurare le medesime ore di luce a tutti i filari, che vengono così suddivisi con una esposizione ad Est ed una a Ovest.
Un altro aspetto interessante da sottolineare è che con questa struttura oltre l’80% della produzione si orienta verso l’esterno agevolandone la raccolta.
Proprio al fine di ottimizzare la raccolta si è scelto l’acquisto di strutture, che oltre a supportare il sacco di coltivazione integrassero anche una bandella “reggi grappolo” onde evitare la rottura del grappolo fiorale ed agevolare la raccolta.
Irrigazione
Per il sistema di irrigazione si sono scelti dei gocciolatori autocompensanti da 4 l\h con derivazione a tee , in modo che per ogni sacco ci fossero 6 astine ed una portata totale di 12 l\h a sacco.
Come substrato di coltivazione si è scelto una miscela 50:50 di fibra di cocco e perlite espansa. Già preparato in sacchi da 27 litri con dimensione 100 cm x 22 cm.
Infine per gestire l’iniezione della soluzione nutritiva, essendo l’impianto di piccole dimensioni, si è optato per predisporre 2 tank da 1.000 l.
In uno chiamato “A” si prepara manualmente la soluzione figlia concentrata 1:1, nel “B” si riempie con acqua non concimata. Le saracinesche poste sull’aspirazione dei contenitori permettono di parzializzare od escludere uno dei due serbatoi.
Completano una semplice elettropompa ed un programmatore per gestire i turni irrigui.
Per imparare a gestire le irrigazioni, fondamentali per questo tipo di coltura, si sono realizzati 2 punti di monitoraggio.
Uno definito Acqua IN, costituito da un recipiente dove si raccoglie tutta l’acqua di una falsa linea di irrigazione di un sacchetto (si raccoglie il totale del volume idrico apportato giornalmente) e uno definito Acqua OUT (si raccoglie il totale del volume idrico drenato giornalmente da un singolo sacchetto coltivato) l’obbiettivo è che il volume dell’Acqua OUT sia un 15-30% dell’Acqua IN.
Soluzione nutritiva
Infine monitorando giornalmente i valori pH\EC dell’Acqua OUT, si è sempre avuto chiara la dinamica evolutiva dalla soluzione nutritiva. Il signor Rivera aveva come limite massimo un valore di EC OUT da non dover superare, uS\cm 2.000.
Nel caso che il valore limite si stesse raggiungendo si eseguiva una parzializzazione, mediante le saracinesche, dell’aspirazione al 50% dei 2 tank posti a monte dell’aspirazione per arrivare a giorni, nei momenti più caldi di quest’estate, ad una totale esclusione del tank contenente la soluzione nutritiva.La giornata irrigua prevedeva l’inizio dal sorgere del sole ad un ora prima del tramonto, per aumentare l’acqua di drenaggio quando si è voluto favorire un maggiore effetto “dilavante”, per contenere o abbassare più velocemente EC OUT, un’ora prima del sorgere del sole ed un’ora dopo il tramonto.
Turni irrigui
I turni irrigui avevano una durata di 2 minuti ed un intervallo di 90 minuti.
L’obbiettivo è stato quello di non saturare costantemente il substrato con l’acqua, ma di creare la maggior ossigenazione possibile delle radici. La fragola si è visto apprezzare molto ambienti di coltivazione ricchi di ossigeno a livello radicale.
Per compensare la detrazione del 15% di NO3 da parte del cocco contenuto nel substrato e sopperire all’esigenza di S.O. che la varietà Portola ha, si sono eseguite due volte al mese delle fertirrigazioni con un prodotto a base di acidi umici-fulvici e tre trattamenti fogliari con un prodotto a base di azoto ureico più amminoacidi.
A inizio settembre si erano già raggiunti gli 800 g\pianta di frutti venduti, che equivale a dire 11,2 kg\m2; in una coltivazione al suolo si stima una produzione\annua di 3-4 kg\m2\anno.A fine ciclo colturale si sono raggiunti i 980 g\pianta, che equivale a dire 13,6 kg\m2.
La difesa
Per quello che riguarda la gestione della lotta integrata, si è provveduto all’ntroduzione di Phytoseiulus persimilis (20 individui\m2) per il controllo del ragnetto rosso e di 4 Orius majuscolus per il controllo del tripide.
Il risultato operativo è stato quello di un completo controllo per il tripide mentre per il ragno rosso si è reso necessario un trattamento con bifenazate.I risultati colturali sono stati ampiamente soddisfacenti. Per il 2018 gli obiettivi dell’azienda saranno di incrementare la superficie produttiva e di predisporre delle reti antinsetto da 1mm x1,2 mm sulle aperture, al fine di contrastare gli attacchi di Drosophila suzuki, Lygus rugulipennis e cimici.n

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