Torpedino, mini pomodoro grande mercato

Torpedino
Pomodoro Torpedino
Nato in Sicilia nel 2007, il mini pomodoro è diventato simbolo di una produzione di nicchia di alta qualità del basso Lazio. Dopo l’affermazione sul panorama nazionale, grazie al suo equilibrato rapporto tra dolcezza e acidità, ora punta all'estero

Il Torpedino è il primo pomodoro a marchio Regione Lazio. Lanciato in produzione nel 2011 dall'azienda Mafalda Srl, che ha l’esclusiva sul seme, il Torpedino è diventato in questi anni simbolo di una produzione di nicchia di alta qualità di un intero areale quale la piana di Fondi-Sperolonga (LT), e prodotto portabandiera del mercato ortofrutticolo di Fondi (Mof).

Mariano Di Vito, amministratore dell’azienda Mafalda Srl delegata alle attività di coordinamento, confezionamento e commercializzazione del pomodoro, spiega evoluzione del progetto, caratteristiche e metodi sperimentali di coltivazione del Torpedino, il Minisanmarzano dalle eccellenti qualità organolettiche.

Torpedino
Mariano Di Vito                                                           

Come è nato il progetto Torpedino?

«Il Torpedino nasce in Sicilia, nei territori di Licata (AG) e Vittoria (RG). Nel 2007 un agricoltore siciliano, nostro fornitore, ci diede le prime sette casse di pomodoro Torpedino. Ce ne siamo innamorati. Nel 2008 la nostra azienda ha deciso di investire risorse ed energie piantando il primo seme nel territorio di Fondi. Per due anni abbiamo fatto numerose prove di coltivazione tra la piana di Fondi e la Sicilia. I risultati sono stati da subito incoraggianti in termini qualitativi, anche se la produttività della pianta era bassa. Negli stessi anni abbiamo esteso la collaborazione con altre aziende e produttori e siamo riusciti anche a diventare fornitori per una nota catena italiana della Gdo, che ci ha di fatto consentito di sviluppare il progetto distribuendo il Torpedino in dieci punti vendita su Roma.

L’ottima risposta del consumatore ci ha spinti nell'incrementare la produzione e nel 2011 abbiamo coltivato i primi cinque ettari e mezzo a Torpedino piantando tra Fondi e la Sicilia 240 mila semi. L’ambizione iniziale del progetto era dare stabilità di reddito all'agricoltore. Il Torpedino essendo una produzione di nicchia non segue l’andamento di mercato. E i costi di produzione sono correttamente ripagati».

La produzione annua a quanto ammonta? E qual è il prezzo di mercato del Torpedino?

«Lo scorso anno abbiamo prodotto complessivamente quattro mila quintali. La produttività media di una pianta di Torpedino è di circa 1,8 kg. Per la stagione in corso prevediamo di raccogliere cinque mila quintali di pomodori. Il prezzo del Torpedino è invariato dal 2015: 3,50 euro al kg all'ingrosso. Una pianta di Torpedino costa 0,50 euro».

Oggi quanti ettari sono coltivati a Torpedino? E quante le aziende agricole impegnate nella produzione?

«Attualmente il Torpedino è coltivato su dieci ettari complessivi. Otto a Fondi e due in Sicilia. Dal 2011 abbiamo raddoppiato gli ettari di produzione. Il prossimo anno arriveremo a dodici ettari complessivi. Il numero delle aziende agricole impegnate nella produzione in questi anni è più volte mutato. Dai trenta produttori iniziali, oggi siamo quattro. Le cause di questa diminuzione sono diverse. Riuscire a mantenere una sostenibilità economica aziendale coltivando un prodotto di nicchia, molto delicato in fase di raccolta e a bassa produttività, è difficile e non sempre perseguibile per tutti. Oggi, in ogni caso, riusciamo a produrre molto di più rispetto a prima. Gli agricoltori che hanno scommesso sul Torpedino, con i quali pianifichiamo tempi e modalità di semina, hanno raddoppiato le quantità produttive».

Torpedino verde

Ci spieghi i punti di forza e le criticità di questa cultivar

«Il Torpedino è l’unico pomodoro piccolo – circa 30 gr ad esemplare - che può essere raccolto sia verde a frutto singolo sia rosso a grappolo. E questa è una caratteristica esclusiva e vincente. La raccolta di quello verde richiede però manodopera specializzata. Il doppio di quella che serve, per esempio, per raccogliere il pomodoro ciliegino. Deve essere raccolto con le forbici uno ad uno. E reperire manodopera non è sempre semplice.

La produttività, paragonandola a quella del ciliegino, è più bassa del 45-50%. Il nostro progetto tende a conservare le proprietà insite della pianta, che sono eccezionali. Quindi abbiamo più qualità e meno quantità.

Il mercato italiano sta premiando molto il Torpedino verde perché evidentemente pomodori verdi che abbiano un sapore molto intenso, con picco di acidità ma dal retrogusto dolce, non ce ne sono in commercio.

Il rosso ha una bassa acidità e una dolcezza più spiccata. Uno dei suoi punti di forza e che post raccolta diventa di giorno in giorno più dolce mantenendo la sua consistenza. Il Torpedino rosso, se paragonato al datterino, è meno dolce e meno acido. E’ più equilibrato. Il grado brix del datterino va da 8.5 a 11, mentre il Torpedino ha un grado brix che va da 7 appena raccolto a 8 dopo 7 giorni; con acidità pari a 5.2. Il rosso ha il doppio del licopene presente nel datterino e un alto contenuto di carotenoidi. Inoltre ha un elevato contenuto di folati (vitamina B12) che aumenta con la maturazione.

Altro fattore vincente del Torpedino è la sua conservabilità: più alta rispetto alla media dei pomodori sul mercato. Arriva inalterato nella forma e nella sostanza al ventesimo giorno dopo la raccolta, questo perché al suo interno ha pochi semi e molta polpa, e la sua buccia è spessa. Il Torpedino è figlio del San Marzano. Se il rosso lo portiamo a completa maturazione, dopo una settimana dalla raccolta ha il gusto del San Marzano di una volta».

Il Torpedino rosso ha una bassa acidità e una dolcezza spiccata. Post raccolta diventa di giorno in giorno più dolce mantenendo la sua consistenza

Il Torpedino dunque è figlio di un incrocio col San Marzano?

«Esattamente. La ditta sementiera che ha costituito la varietà Torpedino è riuscita a realizzare questo incrocio grazie a un programma di miglioramento genetico che ha permesso di ottenere due linee fisse, che sono appunto i parentali del Torpedino. In uno di questi due "genitori" ci sono geni e sapore del San Marzano, e tramite un programma di reincrocio la dimensione del frutto è stata ridotta. L'altro genitore proviene da un programma di reincrocio nella varietà datterino, esaltandone il sapore. L'incrocio che diede origine al Torpedino venne effettuato per la prima volta in serra nel 2002 e all'epoca aveva solo un codice alfanumerico. Nel 2005 tale ibrido è diventato commerciale con il nome Torpedino. Quindi il Minisanmarzano è in sul mercato da quindici anni».

Quanti semi piantate ogni anno, e quanti sono i trapianti?

«Ogni anno piantiamo circa 300 mila semi. In Sicilia i trapianti avvengono tra fine settembre e i primi di ottobre, mentre la raccolta si svolge da fine novembre a fine aprile. A Fondi i trapianti si fanno da febbraio fino a luglio».

Torpedino
Il Torpedino è l’unico pomodoro piccolo che può essere raccolto sia verde a frutto singolo sia rosso a grappolo

Qual è lo sbocco di mercato del Torpedino?

«La maggior parte delle vendite sono destinate al mercato nazionale. Il Lazio e la Campania prendono la fetta più grande (il 60% della produzione), segue la Lombardia (con un 15-20%) e la restante quota è equamente distribuita tra Veneto, Umbria, Liguria e Marche.

Dal 2015 siamo presenti anche sul mercato del Regno Unito, attraverso un distributore serviamo molti ristoranti italiani ripartiti tra Londra, Manchester ed Edimburgo. Dal 2019 siamo entrati nel mercato tedesco, a Stoccarda. Miriamo a internazionalizzare sempre più il nostro prodotto, molto apprezzato dai consumatori».

La pianta adulta raggiunge l’altezza di circa 2,20 m

Quali metodi di coltivazione sono impiegati per il Torpedino?

«Il Torpedino è coltivato in suolo prevalentemente in serre sperimentali intensive. Abbiamo provato a coltivarne una piccola parte anche in pieno campo, ma deve essere protetto. Nelle serre per ogni metro si allevano tre piante (distanziate trenta centimetri l’una dall'altra). La pianta di Torpedino è alta circa 2,20 metri, questo permette una maggior concentrazione dei nutrienti nel prodotto. All'interno delle serre utilizziamo l’irrigazione a goccia al fine di migliorare la conduzione della pianta attraverso vasche di irrigazione. Non utilizziamo gli innesti. La nostra è una pianta unica.

Per ridurre l’utilizzo di fitofarmaci adottiamo diverse tecniche, tra cui le trappole. Inoltre, per difendere le piante dagli attacchi dei parassiti e degli insetti abbiamo isolato le colture di tutte le aziende scegliendo le reti a maglie più strette. Le analisi sui residui del Torpedino indicano un residuo pari a zero. La sicurezza e la trasparenza dei nostri prodotti sono due aspetti importantissimi per noi e questa attenzione ci ha consentito di ottenere la certificazione GlobalGap».

Torpedino
Il Torpedino è coltivato in suolo, prevalentemente in serre sperimentali intensive

La sua azienda quanto fattura con le vendite del Torpedino?

«Circa un milione di euro l’anno. Al netto delle spese, sia per gli agricoltori che per l’azienda commerciale, il Torpedino è remunerativo. Ad oggi posso dire che l’investimento sul progetto, pari a circa un milione di euro, è stato ripagato».

Obiettivi futuri?

«Il nostro desiderio e obiettivo più grande è riuscire a far avere al Torpedino la connotazione di tipicità di un areale di produzione. Dobbiamo attendere fino al 2030. Per creare un prodotto tipico ci vogliono 25 anni di coltivazione sul proprio territorio. Ci crediamo e lavoreremo per questo. Il Torpedino, fin dalla sua nascita, è stato soprattutto un progetto di sviluppo territoriale. Spero che la Regione Lazio si impegni ancora di più nel valorizzare le nostre produzioni. Nella piana di Fondi ci sono ben 1.300 ettari di terra coltivati a orticole. Servono piani di integrazione di filiera per far crescere produttività e rimuneratività. Tra produzione e distribuzione c’è l’urgenza di sviluppare intese sinergiche e solide».

Piantine di Torpedino

“Adotta un Torpedino”

Mafalda Srl, azienda storica del Mof, specializzata nella commercializzazione di pomodori da tutta Italia, ha dato il via nel 2017 alla campagna “Adotta un Torpedino”. I proventi raccolti quest’anno dalla vendita online di 6 mila piantine del Minisanmarzano, oltre a finanziare le opere emergenziali messe in atto dal Comune di Fondi in provincia di Latina, andranno in aiuto all'associazione di promozione sociale “Liberamente”, nata per rispondere alle esigenze delle famiglie con bambini affetti da disordini del neurosviluppo. «Ad oggi con il progetto “Adotta un Torpedino” – spiega Di Vito – siamo riusciti a raccogliere e a destinare oltre diecimila euro in opere di beneficenza distribuite tutte sul territorio di Fondi. Solidarietà che ora più che mai deve essere sostenuta e incrementata. Da qui la decisione di mettere anche per quest’anno le piante di pomodoro Torpedino a disposizione degli orti casalinghi, soprattutto dopo che la Regione Lazio ha autorizzato l’attività agli agricoltori hobbisti».

 

Torpedino, mini pomodoro grande mercato - Ultima modifica: 2020-06-08T11:08:00+02:00 da Laura Saggio

1 commento

  1. Credo che il progetto Torpedino sia una cosa fantastica , complimenti a chi è riuscito a produrlo la prima volta e complimenti a chi lo produce…..

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