Novità per i ranuncoli

La “Nuova Floricoltura Meridionale” sta provando, in esclusiva per l’Italia, una nuova serie di ranuncoli denominata “Butterfly”.
La Cooperativa “La Nuova Floricoltura Meridionale”, che collabora che le maggiori ditte sementiere del settore floricolo, sta lanciando una nuova serie di ranuncoli

Per essere competitivi sul mercato globale è indispensabile operare anche nel campo della ricerca e della sperimentazione. È questa la strada che persegue una delle maggiori cooperative del settore florovivaistico campano, “La Nuova Floricoltura Meridionale” di Pompei (Na).
«Già da alcuni anni – ci riferisce Luigi D’Amora, Presidente della cooperativa – collaboriamo con i maggiori ibridatori del settore per testare in campo nuove varietà e nuove specie. Negli ultimi due anni, in particolare, stiamo testando una nuova e interessante serie di ranuncoli della tipologia “spray” denominata “Butterfly”».
Prima in Italia
La cooperativa partenopea è stata la prima a testare questa novità in Italia, in contemporanea con altri produttori olandesi e portoghesi.
«Questa nuova serie di ranuncoli è stata creata da un breeder giapponese ed è distribuita dalla ditta olandese Green Works che in Italia si è rivolta alla nostra cooperativa per le prove di produzione in campo».

ranuncolo
Luigi D’Amora (a sinistra) e Vincenzo Nocera, rispettivamente Presidente e Direttore della cooperativa “La Nuova Floricoltura Meridionale” di Pompei (Na).

Le prime prove sono state svolte in un’azienda sita in Santa Maria La Carità (Na) con un numero limitato di bulbi (circa 6 mila).
«La prova ha avuto buoni riscontri dal punto di vista tecnico. Abbiamo dovuto calibrare alcuni aspetti colturali come la densità d’impianto, che è inferiore di circa il 20% rispetto a quella adottata per le varietà classiche, ma non si sono riscontrate particolari problematiche colturali. Va evidenziato, inoltre, che la serie “Butterfly” presenta varietà di differente colore che si comportano diversamente rispetto alla concimazione e alla difesa».
Il mercato
Il problema principale per l’affermazione dei nuovi ranuncoli è stato di tipo commerciale.
«Inizialmente – continua il nostro interlocutore – il prodotto è stato proposto sul mercato olandese, che rappresenta una vetrina mondiale. Purtroppo, essendo ancora poco conosciuto, la tipica “asta al ribasso” del Paese dei tulipani ha penalizzato il nuovo articolo che è stato collocato a prezzi piuttosto bassi».
Questa situazione ha spinto la ditta distributrice, in collaborazione con i produttori, a lanciare una massiccia campagna pubblicitaria.
«L’azione di marketing si è avvalsa non solo dei classici canali (mass media), ma anche dei social (Facebook, istagram, ecc.) e ha coinvolto le maggiori aziende olandesi di distribuzione, che sono state invitate a partecipare a diversi eventi promozionali. La ditta distributrice, inoltre, ha consegnato a circa 5 mila fioristi di tutta Europa sia i nuovi ranuncoli sia materiale divulgativo (DVD, brochure, ecc.)».
Queste iniziative sono state finalizzate soprattutto a far conoscere ai fioristi il nuovo “articolo”, che presenta alcune importanti caratteristiche.
Le caratteristiche
«Le caratteristiche migliori del fiore, che è del tipo semidoppio, leggermente più piccolo del ranuncolo classico e con caratteristiche cromatiche particolari (conferitegli da una sorta di patina che ricopre i petali), sono rappresentate dalla lunga shelf life (fino a due settimane), dalla lunghezza (50-80 cm) e robustezza dello stelo e dal fatto che i fiori, in numero di 3-5 per stelo, si aprono tutti».
Anche i produttori traggono vantaggi da questa nuova serie poiché presenta caratteristiche favorevoli.
«Per i produttori il principale vantaggio di questa serie – precisa D’Amora – è rappresentato dalla maggiore tolleranza alla botrite. Per quanto riguarda la produttività, non si discosta da quella dei ranuncoli classici (mediamente 8 fiori commercializzabili per pianta)».
I fiori della serie “Butterfly” sono lavorati sia in bouquet sia da soli e particolarmente graditi alla Gdo.
«Nell’anno in corso – aggiunge il Presidente – abbiamo messo a coltura circa 1 ettaro con questo materiale, coinvolgendo diversi soci della cooperativa. Considerato il successo che

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