Sostenibilità al top

sostenibilità
La coltivazione su aiuole rilevate fornisce un ambiente edafico più consono alla coltura che sviluppa meglio sia l’apparato radicale che la porzione epigea .
L’agricoltura moderna fa un uso oculato delle risorse e degli input esterni e il modo migliore per farlo è quello di ridurre gli sprechi e massimizzare la produzione

Un processo produttivo agricolo si può definire sostenibile quando risponde alle attese promosse dall’uomo, attese che ovviamente non si esauriscono nel mero aspetto produttivo ed economico, ma comprendono, con pari dignità, anche aspetti sociali ed ecologici. Inoltre, la sostenibilità non può rispondere alle attese di un singolo gruppo umano, ma dovrebbe fornire, o quanto meno tentare di fornire, una risposta che sia positiva per l’intero pianeta. La sostenibilità muta e si evolve col tempo, influenzata dalla conoscenza, dalla tecnologia e dalle attese delle popolazioni. Ne consegue che la sostenibilità delle attività umane è proporzionale alla sostenibilità delle “aspettative” avanzate dalla società. Si può inoltre affermare che un processo produttivo sostenibile oggi, potrebbe non esserlo domani. Infine, un processo produttivo o, più in generale, una qualsiasi attività umana, può raggiungere gradi diversi di sostenibilità: la sostenibilità, quindi, può essere valutata anche in termini quantitativi.
Rivisitazione
In agricoltura e ancor più nell’orticoltura il miglioramento della sostenibilità dei processi produttivi impone in molti casi una rivisitazione della tecnica colturale e dei mezzi tecnici impiegati. Inoltre, tende a crescere l’investimento in beni la cui utilità dura negli anni, come ad esempio impianti, macchine e attrezzature, e tende invece a ridursi l’impiego di prodotti a utilità semplice, come concimi e fitofarmaci, che appunto esauriscono il loro contributo in pochi giorni o pochi mesi. In linea generale i costi dei mezzi tecnici di produzione aumentano, ma se ne riducono le quantità utilizzate. Infatti, il contenuto tecnologico dei prodotti caratterizzati da maggiore sostenibilità tende a crescere e ciò, in genere, consente di impiegarli in minore quantità. E questo vale per i concimi come per le attrezzature. Un esempio eclatante sono le macchine che lavorano il terreno. In una moderna azienda orticola con due attrezzature scelte correttamente e qualche accessorio puoi soddisfare completamente le esigenze agronomiche legate alla preparazione del terreno di molti processi produttivi.
Meccatronica
L’impulso fornito dalla meccatronica e dalla sensoristica ha permesso negli ultimi anni di immettere sul mercato macchine e attrezzature potenzialmente capaci di operare con maggiore sostenibilità. Un’attrezzatura può contribuire a migliorare la sostenibilità in diversi modi.
Ad esempio, può contribuire a creare condizioni edafiche del terreno confacenti alla produzione preservando il sistema chimico-fisico-biologico del suolo. Condizioni edafiche più naturali si ripercuotono positivamente sull’intero processo produttivo e, in particolare, permettono di ridurre gli input chimici e meccanici, con riduzione degli impatti sulla biodiversità, riduzione delle emissioni di gas climalteranti, di particolati e molecole potenzialmente nocive sull’ambiente. Una lavorazione sostenibile (che può anche configurarsi come una non lavorazione) può contribuire a preservare la biodiversità del suolo, che per se è già un tassello importante della sostenibilità, mantenendo attivo il soil food web e gli effetti di omeostasi che può generare.
Può migliorare le condizioni di lavoro dell’uomo, sostituendosi a lui nelle operazioni più gravose, com’è il caso delle trapiantatrici automatiche, delle sarchiatrici meccatroniche e delle macchine da raccolta integrali che sono macchine capaci di surrogare più o meno completamente il lavoro dell’uomo.
Lavoro ergonomico
Può in alternativa offrire l’opportunità di creare condizioni di lavoro più ergonomiche, permettendo all’operatore di tenere una postura di lavoro corretta durante lo svolgimento di un determinato lavoro manuale, riducendo fatica e disagio del lavoro, attraverso macchine agevolatrici. È questo il caso delle trapiantatrici, delle agevolatrici per la raccolta degli ortaggi freschi, ecc. Queste soluzioni meccaniche oltre ad avere un impatto sociale (in genere positivo) hanno anche un effetto economico migliorando la produttività del lavoro.
Può sostituirsi al prodotto chimico riproducendo con utensili meccanici l’azione svolta da un principio attivo, come può avvenire in operazioni di diserbo o di potatura; o può gestire il prodotto (fertilizzante o fitofarmaco) con maggiore efficienza, riducendone la dispersione nell’ambiente, trasferendolo con maggiore precisione sul bersaglio, valorizzando gli effetti del suo principio attivo.
Può contribuire a incrementare, a parità di altri fattori, la qualità e la quantità prodotta per unità di superficie permettendo di sfruttare il potenziale degli altri fattori della produzione (genetici, chimici e biologici). La scelta e l’uso corretto delle attrezzature consente di creare condizioni tali da consentire alla genetica delle piante coltivate e alla potenzialità dei prodotti di consumo di esprimersi in misura più ampia e completa.
Orticoltura conservativa
Più in generale si può affermare che l’orticoltura sostenibile è per sua definizione anche conservativa perché chiede sia preservata nel tempo la fertilità del suolo e per garantire questo risultato è utile mutuare gli obiettivi di questo modello produttivo e adattarne le tecniche che permettono di raggiungerli. L’orticoltura sostenibile, almeno nella fascia temperata, si dovrebbe avvalere delle cover crops, delle minime lavorazioni, delle coltivazioni su aiuola rilevata, di una corretta gestione del residuo colturale e soprattutto di una rotazione delle colture e una integrazione fra produzioni vegetali e zootecnia.
Al contempo è sostenibile l’orticoltura che fa un uso moderato della chimica, utilizzando solo quelle molecole che impattano poco sull’ambiente, che non accumulano, che non interferiscono, se non all’interno del processo produttivo e per un tempo limitato, con l’ecosistema. La lotta integrata, oggi molto diffusa nel nostro paese, utilizza tecniche e metodi di controllo dei parassiti molto efficienti, di basso impatto ambientale e di costo tollerabile.
L’agricoltura sostenibile fa quindi un uso oculato delle risorse e degli input esterni e il modo migliore per farlo è quello di ridurre gli sprechi e massimizzare la produzione. Per questi motivi si può anche affermare che l’agricoltura sostenibile non può prescindere dall’uso delle tecnologie dell’agricoltura di precisione e dalle indicazioni di management che questo sistema propone. Guida parallela, rateo variabile, mappe di prescrizione, modelli predittivi sono strumenti potenti che possono accelerare e migliorare il percorso verso la sostenibilità.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome