Cavolo rapa campano per i mercati europei

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Raccolta cavolo rapa
Si tratta di una specie destinata esclusivamente ai mercati esteri, che trova nella Piana del Sele un ambiente di coltivazione ottimale

Nella Piana del Sele, in alternativa alla coltivazione delle erbette destinate alla IV gamma, qualche imprenditore si cimenta nella produzione di cavolo rapa, una brassicacea destinata interamente ai mercati esteri.
«La scelta di coltivare cavolo rapa in sostituzione della lattuga invernale, – ci dice Giovanni Scarano che con il fratello Massimo conduce l’azienda orticola “La Nina” ad Eboli – è stata dettata dal know out tecnico e commerciale dell’azienda, storicamente orientata verso la produzione di brassicacee».
L’azienda “La Nina” destina 10 dei 25 ettari di proprietà, tutti coperti con serre, alla produzione di cavolo rapa.
«Sulla restante quota di superficie, coltiviamo fragole, mentre in successione al cavolo rapa coltiviamo baby angurie. Siamo anche grandi produttori di cavolfiori che coltiviamo su circa 250 ettari, in parte in affitto e in parte di proprietà, per circa dieci mesi l’anno: da settembre a maggio».
Per l’Europa
Il cavolo rapa è un “articolo” quasi per niente richiesto dai mercati nazionali, ma molto apprezzato dai consumatori del centro – nord Europa che sono serviti da piattaforme commerciali attraverso le quali “passano” le produzioni campane.
«Il nostro prodotto è indirizzato in Svizzera e sui mercati di alcuni Paesi dell’est: Slovacchia, Polonia e Repubblica Ceca. Si tratta di mercati che apprezzano e premiano la qualità del cavolo rapa più di altri».
Secondo il mercato si preparano confezioni ad hoc.
«Il mercato svizzero chiede un prodotto affogliato e opportunamente pulito, che viene poi racchiuso in una busta “salva freschezza” e confezionato in imballi di cartone. Il prodotto indirizzato sui mercati dell’est Europa, invece, è confezionato in cassette di legno senza busta».
La foglia
Un caratteristica commerciale, indice di qualità del cavolo rapa, è la presenza della foglia alla vendita.
«Solo pochi consumatori sono avvezzi al consumo della parte verde, – specifica Scarano – tuttavia le foglie rappresentano un aspetto fondamentale che testimonia la freschezza del prodotto e la bontà delle tecniche agronomiche applicate. Le foglie, infatti, essendo caratterizzate da un colore verde scuro evidenziano qualsiasi errore sia della gestione idrica/nutrizionale sia della difesa fitosanitaria».
Nell’azienda “La Nina” sia gli interventi di concimazione sia quelli di difesa sono eseguiti con particolare attenzione nel rispetto delle norme di produzione integrata.
«Ci avvaliamo della fertirrigazione con l’impiego di ali gocciolanti, opportunamente sistemate al di sotto del telo nero pacciamante. Quest’ultimo, con un costo che incide di qualche centesimo per ogni “testa”, ci consente non solo di evitare gli interventi di diserbo ma anche di mantenere il prodotto pulito riducendo in maniera significativa lo scarto che si attesta, mediamente, intorno al 3-4%».
La difesa
Per quanto riguarda la difesa, il cavolo rapa non presenta particolari problemi essendo una specie rustica e con ciclo che si svolge in gran parte nel periodo freddo.
«Si interviene ogni 10-15 giorni con prodotti a base di rame per il controllo delle patologie fungine, aggiunge l’imprenditore, e nel periodo autunnale/primaverile si ricorre all’impiego di insetticidi biologici per la lotta alle larve di lepidotteri. Tuttavia, bisogna sempre porre molta attenzione nella scelta di un intervento di difesa poiché i residui chimici, svolgendosi il ciclo colturale nel periodo freddo, possono permanere per un periodo piuttosto lungo».
Gli impianti serricoli dell’azienda “La Nina” sono anche provvisti di sistema di irrigazione “antibrina” e di nebulizzazione.
«Nel periodo freddo azioniamo l’impianto antibrina per difendere le coltivazioni dalle gelate, mentre l’impianto di irrigazione a pioggia all’interno delle serre è utilizzato sia nei periodi più caldi sia nella fase post – trapianto e, qualche volta, qualora se ne ravvisasse la necessità, nel corso del ciclo di coltivazione».

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